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In foto: banconota da cinquecento lire della Repubblica Sociale Italiana

Banconote della Repubblica Sociale Italiana

La nascita della repubblica sociale italiana avvenne in un difficilissimo momento storico e costrinse gli italiani a una scelta drammatica che scatenò una guerra fratricida. il tutto ebbe inizio nell'autunno del 1943 alla primavera del 1945 l’Italia si divise in due stati indipendenti, ognuno retto dal proprio legittimo governo. anche la struttura della Banca d’Italia si disgregò, ripartendosi in due differenti istituti che in base ai decreti promulgati dai governi dei rispettivi stati provvidero all'emissione delle banconote e gestirono autonomamente la circolazione monetaria nel loro territorio. l'8 settembre del 1943 viene annunciato l'armistizio tra l’Italia e le forze militari alleate, il 12 settembre 1943 Mussolini viene liberato dalla prigionia al Gran Sasso e il 15 settembre costituisce il Governo nazionale fascista. il 23 settembre si svolge a Roma la prima riunione del consiglio dei ministri della Repubblica sociale italiana nella riunione viene deciso il trasferimento della sede degli organi di governo da Roma al nord Italia. il 18 ottobre il ministro delle finanze della R.S.I. Giampietro Domenico Pellegrini decide di allontanare da Roma l'amministrazione della Banca d’Italia che si suddivide tra MILANO, COMO, BERGAMO, BRESCIA e località limitrofe, mentre il governatore AZZOLINI si insedia a Moltrasio la sede e le strutture romane della Banca d’Italia vengono definite uffici staccati e affidati alla conduzioni del vice direttore generale Intronale le prime banconote della R.S.I. che sono stampate dalla officina della Banca d’Italia di L'aquila dopo il bombardamento delle officine le matrici del poligrafico vengono inviate al nord e vennero utilizzate per produrre banconote dal governo R.S.I. le banconote vengono stampate dall'istituto De Agostini di NOVARA dallo stabilimento Alfieri e Lacroix di Milano e dall'Istituto di arti grafiche di Bergamo. La produzione della carta filigranata è affidata allo stabilimento Donzelli di Toscolano del Garda e alla cartiera Burgo di Maslianico, che utilizzano rulli e attrezzature originali già usati dallo stabilimento di Milianni. Tra l'autunno del 1943 e la primavera del 1945 il ministro delle finanze della R.S.I. emana una serie di decreti che autorizzano la Banca d'Italia a produrre e immettere in circolazione banconote per 86.558.000.000. di lire.

Al Sud invece dopo l'8 settembre 1943 viene annunciato l'Armistizio e il Re Vittorio Emanuele III raggiunge Brindisi con i membri del governo Badoglio dove si insidia quello che viene chiamato IL REGNO DEL SUD. Soltanto il 13 marzo del 1944 l'Unione Sovietica riconosce ufficialmente il governo Badoglio seguita pochi giorni dopo anche da Stati Uniti e Gran Bretagna. Nel giugno 1944 con l'arrivo a Roma delle Forze Alleate il Re è costretto a destituire Badoglio e chiama Ivanoe Bonomi alla testa del nuovo Governo. Bonomi rende autonoma l'amministrazione della Banca d'Italia di Roma e attua la sua riorganizzazione con la nomina del commissario straordinario Niccolò Introna che reggerà l'Istituto fino a gennaio 1945 quando Luigi Einaudi sarà nominato Governatore. Dopo la nomina di Introna gli stabilimenti del Poligrafico di Roma provvedono alla produzione delle banconote in base ai decreti promulgati dal Governo del Regno d’Italia. Nel corso delle ostilità i canali di comunicazione dei due Governi si interrompono completamente e le informazioni su quando accade all'altra parte diventano approssimative e inattendibili. il Commissario Introna s'impegna nella riorganizzazione della circolazione monetaria ma in previsione della conclusione della guerra non dispone di elementi fondati per prevedere le conseguenze che potrebbero derivare dalla futura riunificazione del territorio nazionale. A Roma si diffondono notizie preoccupanti sulla produzione e circolazione monetaria nella R.S.I. il direttore della B.I. spiega le motivazione della progettata operazione di cambio, che aveva come obiettivo di fondo la tutela della circolazione... L'Italia settentrionale è ancora in mano alla Repubblica Sociale e dell'occupante tedesca e tutto fa pensare che la produzione di banconote proceda a ritmi sostenuti senza preoccupazione eccessiva di limiti fissati nei vari decreti autorizzativi... e di seguito... C’è quindi il pericolo che una volta ricacciati i tedeschi dal nostro paese un'ondata di banconote si riversi da nord a sud dissestando l'economia ...Ma c’è di più una volta evacuata l’Italia i tedeschi portandosi dietro matrice e carta potrebbero continuare la produzione in Germania . Con la riunificazione del territorio italiano ci si accorge che i grossi timori dell'ultimo anno in fatto di emissioni di banconote o di esportazione delle stesse non trovano riscontro nei fatti e inoltre con sorpresa ci si rende conto che al nord l'inflazione quasi non esiste e i prezzi sono molti contenuti grazie al calmieramento e ai controlli esercitati, invece l'inflazione infuria al sud alimentata dalla spese di occupazione alleata e dalla rinuncia del governo a qualsiasi forma di intervento. Il 1° maggio 1945 il Governo Alleato emette l'ordinanza generale n°44 che ha per oggetto il controllo sulla stampa di banconote e delle scorte esistenti. L'ispettore B.I. Ernesto Ambrosio presiede il gruppo di indagine e accerta che gli stabilimenti addetti alla produzione monetaria della R.S.I. non hanno subito asportazione o danneggiamenti da parte dei tedeschi in ritirata.

Inoltre dai verbali di Ambrosio risulta che nelle aziende produttrici sono presenti notevoli quantitativi di biglietti in varie fasi di lavorazioni o già pronte per la spendita. A fine maggio Ambrosio torna a Roma con dati sufficienti per fornire un quadro quanto mai favorevole della situazione del nord. I primi controlli della Banca d'Italia certificarono una corretta gestione e i quantitativi previsti dai decreti appaiono scrupolosamente rispettati e talvolta anche visibilmente ridotti. I successivi controlli effettuati sino al 1950 accertarono che non solo alcuna irregolarità amministrativa era stata commessa dai funzionari della Banca d'Italia che operavano al nord e egualmente corretto era stato il comportamento dei responsabili della R.S.I. che nel momento del disastro invece di approfittare della confusione impartirono rigide disposizioni atte alla salvaguardia del Patrimonio della Nazione.

Fonte: L'Arte Della Lira. Di Gaetano Russo

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