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Foto 3 - FIUME BASENTO - GRASSANO (MT) - ZONA GIARDINI - ANNO 2010 

Geom. Nicola Bonelli – tel 3482601976

Amministratore unico della INERCO srl.

Via F.lli Cervi 5 - 75019 - Tricarico (Mt)


24 febbraio 2012   -               …al Ponte di Comando della nave Italia

Spunti (tecnici) di riflessione…


Al Direttore dell’Agenzia delle Entrate, nonché Presidente di Equitalia, Dr Attilio Befera

- Sede Al Capo Dipartimento della Protezione civile - Dr Franco Gabrielli

- Sede Al Presidente del Parco Nazionale del Giglio - Dr Mario Tozzi

- Sede Al Ministro di Sviluppo Economico e Infrastrutture - Dr Corrado Passera

- Sede Al Ministro di Ambiente e Tutela del Territorio - Dr Corrado Clini

- Sede Al Ministro di Giustizia – D.ssa Paola Severino Di Benedetto

- Sede Al Presidente del Consiglio dei Ministri - Prof. Mario Monti

- Sede Al Presidente della Corte dei Conti  Dr Luigi Giampaolino

- Sede Ai Presidenti delle Giunte Regionali

- Sede Ai Presidenti delle Province di Matera e Potenza

- Sede Ai Sindaci della Basilicata

- Sede Agli Ordini Professionali di Ingegneri, Geologi e Geometri

- Sede Alle Associazioni dei Consumatori

- Sede Agli Organi d’informazione

Inviata per Posta elettronica

Oggetto: 1) – Mancato versamento di imposte e tasse: Nota n. 0016414110601 del

           6.01.2012, del  Dr Paolo Savini, dell’Agenzia delle Entrate;

 

               2) – Spreco infinito di risorse: O. P. C. M. n. 3984 del 25.11.11, su proposta

               del Dr Franco Gabrielli - Capo Dipart. della Protezione civile; link 1

 

               3) – Ambientalismo ignorante e mistificatorio: le cialtronate geologiche del

        ricercatore e divulgatore televisivo Dr Mario Tozzi. link 2

 

Gentili Signori,

Vi scrivo la presente con l’amarezza dell’imprenditore che voleva operare nel rispetto delle regole ma gli è stato impedito; con l’indignazione del cittadino nel constatare il degrado della Pubblica Amministrazione; ma anche con l’ottimismo di chi  spera e vuole credere nell’annunciato Cambiamento.

Confido nell’impegno del Governo Monti verso questo obiettivo. Spero che, prima di metterci in navigazione, il Comandante provveda a revisionare lo scafo; che provveda a tappare le mille falle della Spesa pubblica, ed a sanare le mille follie della Politica.

Spero nel ritorno alla Ragione, al Buonsenso, alla Cultura…

Con l’intento di richiamare l’attenzione su questo problema, vi descrivo intanto gli sprechi e follie della Regione Basilicata nella gestione dei fiumi. Una sciagurata gestione che ignora le regole della natura e viola le leggi sulla manutenzione dei corsi d’acqua; - che ripudia la prevenzione e persegue l’emergenza; - e che ha già provocato danni per miliardi di euro all’economia. Ad ogni alluvione assistiamo: al crollo di ponti link 3, alla morte dell’Agricoltura, alla distruzione delle aziende.

Assistiamo inoltre a danni erariali per milioni di euro. C’è un’enorme risorsa mineraria pubblica – gli inerti fluviali – che viene gestita in modo da produrre Spesa anziché Entrata. Tutto ciò avviene in sintonia con un oscuro disegno nazionale link 4, e sotto gli occhi informati, ma distratti di Procure e Corte dei Conti.

Venendo all’oggetto, pur essendo le tre questioni di natura ed importanza diversa, esse sono strettamente legate tra loro. Anzi, nella vicenda che Vi espongo, il punto 1) è la conseguenza degli effetti del punto 2), con aggravio dovuto al punto 3).

Punto 1) – In qualità di contribuente ed amministratore della INERCO, dico subito che riconosco il nostro debito di circa 50mila euro di imposte. Ma dico anche che per mancanza di liquidità non posso estinguerlo. Né posso pagare le varie cartelle esattoriali emesse da Equitalia: per altri tributi e multe varie.

Non disponiamo di un solo euro; abbiamo da pagare un mutuo bancario di oltre 200mila euro, garantito da ipoteca di primo grado sulle nostre abitazioni. Questa è la conseguenza del fermo dell’azienda: rimasta vittima di Malagestione regionale e di Malagiustizia nazionale. Ed è tutto dimostrabile con riscontri documentali.

Se il fermo (che considero provvisorio) diventa definitivo, saremo costretti a vendere i beni strumentali. Spero che il ricavato possa soddisfare ogni debito e consentire la sopravvivenza delle nostre famiglie.

Certo, in assenza di materia prima, il nostro impianto rischia di valere pochissimo: smontare quei macchinari significa mandarli a rottamazione. Altra cosa sarebbe se tornasse a produrre: utili, posti di lavoro ed entrate per lo Stato. E’ auspicabile un ravvedimento della Regione Basilicata. Ne verrebbe un grande risparmio di risorse pubbliche, beneficio per il Basento e per il territorio circostante.

Nel frattempo vorrei pregare il Dr Attilio Befera di pazientare, e di sospendere ogni azione nei nostri confronti, presso l’Agenzia delle Entrate e presso Equitalia,.

Detto questo, prima di spiegare le cause del fermo, Vi descrivo l’Azienda di cui sto parlando. Si tratta di uno stabilimento composto da macchinari e impianti costati milioni di euro.(foto 1) E’ attrezzato per produrre inerti e conglomerati cementizi. Come materia prima, utilizza il materiale litoide proveniente dal fiume Basento. Materiale rimosso dall’alveo con interventi di manutenzione ordinaria. Interventi autorizzati ai sensi della legge regionale n. 12 del 1979, ed eseguiti conciliando (sempre) il nostro interesse con quello pubblico: la salvaguardia del territorio.

L’azienda è nata nel 1965; - è cresciuta investendo i propri utili in macchinari e impianti; - si è rinnovata e ammodernata; - ha corrisposto migliaia di buste paga; -  versato imposte e pagato canone demaniale. Sotto l’aspetto qualità (di prodotto e ambiente di lavoro) è ai primi posti in Basilicata.

Hanno concorso alla crescita dell’azienda: 1) la disponibilità di materia prima presente nel fiume, che ad ogni piena si rinnova in abbondanza, permettendo di disporre di 30-40mila mc annui; 2) l’investimento dei nostri risparmi e degli utili; 3) un contributo complessivo a fondo perduto di 500mila euro da parte dello Stato. Che per questo lo consideriamo nostro Socio Primario.

Ma quando tutto andava così bene è subentrata la Follia, ed è scattato il blocco dell’attività. Con Studi fasulli, Piani scellerati, Porcate di leggi, ed imponendo un sistema criminoso di abusivismo tacitamente autorizzato, la Regione ha soffocato l’attività estrattiva lungo tutti i fiumi. Insomma, mentre lo Stato la incentiva, la Regione la fa morire. Nel 1998, ad una nostra istanza risponde con un diniego motivato da falso ideologico: un atto delinquenziale che il Tribunale delle Acque annulla, definendolo violazione di legge, ma soltanto dopo sei anni di indecoroso processo. link 5

Nel frattempo, sul tratto fluviale in questione, viene imposto il vincolo di area SIC – ZPS, e subito utilizzato per respingere di nuovo la nostra proposta: 200mila mc di materiale da asportare. Venendo meno la materia prima, abbiamo sospeso l’attività.

Insomma, questo Stato folle: prima finanzia e incentiva le aziende e poi le fa morire, buttando in tal modo milioni di euro: lacrime e sangue versati dai contribuenti. Per colpa di questa follia, vanno perduti anche i nostri risparmi investiti in questa azienda: lacrime e sangue delle nostre famiglie.

Quanto al Basento, con le immagini di Google Earth, vi mostro la conseguenza del blocco della nostra attività, cioè la trasformazione subita dalla zona che trovasi a valle del tratto di Basento in questione: alle coordinate: 40° 35’ 35” N; 17° 16’ 03” E.

Nella mappa del 2003 (foto 2) la zona si presenta integra e l’alveo contenuto: questo è il risultato della nostra attività, che per trenta anni ha provveduto alla bonifica dal tratto fluviale più a monte, asportando circa 900mila mc di materiale litoide.

Nella mappa del 2010 (foto 3) la zona risulta devastata dalla ghiaia: è il risultato del blocco della nostra attività. La ghiaia non più fermata a monte, avanza e devasta la zona Giardini di Grassano: mille ettari di ottima agricoltura, fatta di frutteti, serre e insediamenti, destinati alla distruzione totale.

E’ successo insomma ciò che avevo preannunciato con la denuncia di pericolo del 23.05.2003 link 6, a cui la Regione ha opposto silenzio e indifferenza. Come ha fatto di solito link 7, ed anche verso le Interrogazioni parlamentari link 8.

Le mie denunce di truffe sono finite nel congelatore del Modello 45, presso le Procure. Per la Corte dei Conti di Potenza un’opera pagata due volte, è una semplice sovrapposizione contabile. link 9.

Fa bene il Presidente Dr Luigi Giampaolino, a denunciare la corruzione nella P.A. Ma potrebbe anche mettere un freno al suo dilagare: magari suonando la sveglia presso la “sua” corte di Potenza. Tanto per cominciare.

 

Punto 2) – L’Ordinanza 3984 in sintesi stabilisce che: …su proposta del Capo Dipartimento della Protezione civile, il Presidente del Consiglio stanzia 14.500.000 euro per i primi interventi urgenti di protezione civile, diretti a fronteggiare i danni conseguenti agli eccezionali eventi meteorologici in Basilicata….

Va subito precisato che di eccezionale vi sono solo i danni. Gli eventi sono invece ordinari e ricorrenti. Le esondazioni sono spesso conseguenza di modeste precipitazioni piovose: a volte “rinforzate” da scriteriati rilasci idrici dalle dighe. Il metapontino finisce sott’acqua due volte all’anno. La cronaca degli ultimi 15 anni ce ne dà conferma.

E comunque tra gli interventi previsti, guarda caso, vi è la manutenzione straordinaria dei corsi d’acqua, cioè la rimozione dei materiali litoidi. Materiali che finiranno in una serie di aree di stoccaggio provvisorio: discariche

In pratica quello stesso intervento che non si è voluto eseguire in manutenzione ordinaria, ed a costo zero, lo si fa in manutenzione straordinaria, spendendo milioni di euro. Ma non solo: quello stesso materiale litoide - che con l’attività estrattiva ha valore di risorsa mineraria e produce entrate erariali - con questa Ordinanza diventa rifiuto. Oppure viene ceduto sottobanco come oggetto di scambio occulto.

Ma la vera chicca dell’Ordinanza sta nelle cento deroghe previste nell’articolo 4. Grazie alle quali il Commissario Delegato potrà spendere a suo piacimento i fondi stanziati. Potrà quindi evitare ogni controllo, e persino fregarsene dei vincoli SIC e ZPS. Cioè potrà attuare quello ch’è il vero obiettivo: l’allegra gestione del denaro pubblico. La messa in sicurezza del Metapontino è rinviata alla prossima ordinanza. Con questa si otterrà solo quel che descrivo nella  Lettera del settembre 2011. link 10

La stima che serbo nel Prof Mario Monti, e nella sua onestà intellettuale, mi impediscono di credere che Egli sia consapevole di questo strafalcione amministrativo. Che porta la sua firma, ma che va nel senso opposto all’annunciata via del Rigore e della Salvezza.

Di sprechi simili, comunque, ne abbiamo già visti in Basilicata: - 400 miliardi di lire negli anni 80 stanziati dal CIPE e diretti dalla P2; - 25 milioni di euro nel 2003; - 10 milioni di euro nel 2005. Ma le alluvioni sono sempre più ricorrenti.

Sarebbe quindi opportuna qualche verifica (sul territorio e negli Atti), prima di dar corso ad altro spreco. Si potrebbe per esempio iniziare dal Basento: cercando riscontri alla nota del 6 luglio 2000 della B. E. I. - Banca Europea Investimenti (foto 4), con la quale mi informava di “interventi per 286 miliardi di lire… realizzati lungo il Basento.”

Oltre gli interventi fantasma, si scoprirebbe che le alluvioni del Basso Basento sono causate proprio da uno di quegli interventi: 113 miliardi di lire del 1988-90: un aborto di intervento: contrastato di giorno e sponsorizzato di notte… da Legambiente e WWF. 

Punto 3) – Gli “Ambientalisti”, si sa, sono accaniti nemici dell’escavazione in alveo. Con falsi pregiudizi e campagne di stampa continuano a plagiare l’opinione pubblica. Giocano di sponda, nella politica dell’incuria, con i Lobbysti della somma urgenza. Lanciano invettive contro l’antropizzazione selvaggia presso i fiumi, o contro l’Uomo che si allontana dalla montagna. Criminalizzano gli Imprenditori che operano nei fiumi. S’inventano la madornale falsità dell’erosione costiera, causata secondo loro da mancato apporto fluviale. Confondono fischi per fiaschi… e fiumi per boschi…

Ma la più grossa cialtronata l’ha detta di recente il geologo Mario Tozzi, durante alluvione di Genova. In un’intervista di Repubblica.it del 4 novembre 2011, confondendo tra la funzione del fiume e quella del terreno, il Tozzi nazionale ha spiegato l’evento con queste parole:

“…a causa di asfalto e cemento, che rendono il suolo impermeabile, la pioggia quando cade, invece di infilarsi nel terreno in profondità, e farlo funzionare come una spugna… quella acqua va a finire nel fiume, che non è commisurato per prenderne così tanta, perché una parte doveva andare sotto…”. Poi si dichiara favorevole a pulire gli alvei, ma solo da: “detriti, rifiuti e tronchi morti degli alberi tagliati dei fiumi”. Si dichiara invece contrario a “…levare anche gli alberi vivi e magari pure la ghiaia…”.

Una stupidaggine simile (il terreno che funziona da spugna) non l’avevo mai sentita. E’ un’offesa alla comune intelligenza ed alla Scienza della Terra. Dovrebbe stimolare, in nome della Cultura, qualche iniziativa da parte di chi gli ha dato la laurea; o di chi gli permette di divulgare sciocchezze simili. E’ auspicabile un dibattito da parte dei suoi colleghi Geologi.

I disastri alluvionali cui spesso assistiamo da decenni, lungo i corsi d’acqua – compresi quelli recenti: a Genova, nel fiume Magra, a Barcellona di Pozzo, nel Veneto etc. etc. – sono la conseguenza della mancata pulizia degli alvei.

Fiumi, affluenti e canali di scolo sono tutti ostruiti: da accumuli di materiale e da fitte boscaglie; ed ormai pensili rispetto al territorio, ma gli ambientalisti si oppongono a pulirli. I Sindaci rivieraschi del fiume Magra, avendo capito il problema, avevano proposto già da alcuni anni la ripresa dell’attività estrattiva. Ma Legambiente si è opposta ed ancora si oppone, con inaudito cinismo, nonostante le recenti vittime. 

 

A molti sfugge qual è il vero obiettivo di Costoro. Fatte salve le tante persone in buona fede che militano nel movimento ambientalista, vi sono molti Sacerdoti del dio Ambiente che mirano alla gestione del territorio: aree protette, oasi, parchi naturali e fluviali.... Per realizzarne ancora e di più, “bisogna liberare” altro territorio dalla proprietà privata. Quale miglior sistema, se non la politica dell’abbandono dei fiumi. Prima o poi avviene il disastro, il fiume cambia corso, ed i terreni abbandonati sono liberi e demanializzati. Tutto secondo legge.

E’ in atto una forma camuffata di evacuazione progressiva. Si è iniziato con la legge Galasso. Si continua con divieti e vincoli. Si completa con la legge 37/94 (art. 1, 2, 3 e 4). Che asseconda questo obiettivo, cancellando le accessioni fluviali, e trasforma i terreni privati (devastati e poi abbandonati dal fiume) in terreni demaniali.

E’ solo questione di tempo e, grazie a questa folle politica dell’incuria, intere pianure fluviali saranno prima devastate e poi evacuate: per la morte dell’Agricoltura e di ogni altra attività, ma per la gioia di questi Marpioni in tuta mimetica.

Nell’interesse di tutti, soprattutto dei tanti giovani che militano nel movimento ambientalista, urge avviare un serio dibattito tecnico e culturale sulle balle raccontate da Costoro. Spero che questo scritto stimoli qualche iniziativa in tal senso.

Il rischio idraulico è ormai incombente ed altissimo in tutte le pianure fluviali, ed anche le città attraversate dai fiumi sono dappertutto a rischio link 11. Basta un acquazzone e Roma si allaga. La causa è sempre la stessa: non c’è più il giusto equilibrio tra i canali di scolo (e tombini) ed il fondo alveo del Tevere. Il quale si è innalzato di quota, a causa della progressiva sedimentazione dell’apporto solido, e quindi non funge più da corretto livello di base del reticolo idrografico sotteso.

Il materiale che arriva in alveo, si sa, proviene dalla erosione del suolo: un fenomeno questo che Leonardo da Vinci descrive così: l’Acqua disfa li monti e riempie le valli, e ridurrebbe la terra in perfetta sfericità, s’ella potesse. E’ un processo naturale che incide sull’evoluzione della crosta terrestre.

Ogni volta che piove, l’azione meccanica dell’acqua asporta dai rilievi uno strato di terra; per gravità lo trascina a valle; e quivi lo deposita. E’ un processo inarrestabile ed irreversibile: - che può essere al massimo contenuto sui rilievi e versanti; - che va invece assecondato a valle: con la pulizia dei fiumi, e con il controllo del delicato equilibrio tra l’alveo fluviale ed il rispettivo reticolo idrografico.

 

Quanto agli alberi presenti in alveo, essi rappresentano il maggior pericolo. In caso di piena la vegetazione in alveo provoca una drastica riduzione alla velocità della corrente (di oltre il 50%) Ne consegue l’innalzamento del livello idrico. Che superando la sommità delle sponde provoca l’esondazione. Ma può accadere anche di peggio.

L’innalzarsi del livello idrico ed il conseguente aumento della spinta dell’acqua, provocano lo sradicamento della vegetazione. Il cui accumularsi verso valle va a formare un tappo: una vera e propria diga. Il livello continua ad innalzarsi fino a quando il tappo cede, ed allora “esplode” la bomba d’acqua, con gli effetti disastrosi che abbiamo visto e sentito durante le recenti alluvioni.

Ma tutto questo viene ignorato dai nostri tecnici ufficiali. Il loro compito dovrebbe essere quello di vigilare sul territorio; di valutare il grado di rischio e di intervenire per ridurlo, sulla base di un criterio oggettivo stabilito dalle leggi: la sezione di deflusso (art. 2, legge 365/2000): cioè l’ampiezza che ogni alveo deve avere per poter contenere la portata idrica di ritorno trentennale. Invece prevale il menefreghismo e l’Ignoranza. link 12.

Si pensa solo ad allontanare l’uomo dai fiumi; ad assecondare l’ambientalismo cialtrone e mistificatorio; e ad allargare le fasce di rispetto.

In sintonia con questa consolidata prassi, durante i recenti disastri, il Ministro dell’Ambiente ha annunciato che bisogna aggiornare le mappe. Che significa sottrarre altro territorio ad insediamenti ed altri usi produttivi. Di questo passo saremo costretti ad evacuare anche le città di pianura, e ritornare dov’eravamo 4mila anni fa.

Prima che diventasse un’appendice del Ministero dello Sviluppo; prima che cambiasse nome e fosse svuotato delle sue funzioni (trasferite alle Regioni) c’era il Ministero dei Lavori Pubblici. Era un grande ministero, il più antico (1861), il più importante e comunque l’unico che presidiava il territorio nazionale con gli uffici del Genio Civile; che vigilava lungo i fiumi con il Guardiano dell’acqua; che controllava le portate idriche con le stazioni del Servizio Idrografico; che attendeva alla gestione dei fiumi: nella cultura ingegneristica, nella logica della prevenzione.

In coincidenza con quel periodo si era sviluppato, lungo i fiumi d’Italia, una rete di centinaia di impianti come il nostro, che operavano sotto il diretto controllo del Genio Civile: unico ufficio preposto alla salvaguardia del territorio. Altra coincidenza è che allora le alluvioni erano molto più rare. Se si ripristinasse una struttura simile avremmo miliardi di danni in meno per tutti, e minor lavoro per la Protezione Civile.

Se invece si continua con l’attuale politica – e nessuno pensa alla prevenzione – potremmo fare a meno di Ministeri e Regioni, ed affidarci in tutto e per tutto alla Protezione Civile. Che così potrebbe: progettare altre emergenze; programmare altri disastri; ordinare altri interventi. Ed anche attrezzare i cittadini con: salvagente… qualche portafortuna… un cornicino… un ferro di cavallo… ecc….

Al posto del Genio Civile di una volta in Regione Basilicata vi sono ora 14 Uffici. Che fanno a gara ad accaparrarsi scampoli di competenza ma cercano di evitare ogni responsabilità. Sono molto bravi a praticare lo scaricabarile, ad occultarsi davanti ai problemi. Incollati come sono alla poltrona, hanno perso ogni contatto con il territorio.

 Il primo nodo da sciogliere è proprio questo: siamo di fronte ad un vero e proprio Disastro Istituzionale, generato dalla politica che ha governato in questi venti anni.

 

Oltretutto, il materiale litoide presente negli alvei è una grande risorsa mineraria, e potrebbe costituire una notevole Entrata erariale. Ma non si deve toccare… per la gioia e l’interesse delle cave private. Che in questo modo hanno campo libero sul mercato degli inerti. Infatti, mentre nel Po ed affluenti si sono accumulati montagne di inerti - intoccabili - la pianura padana sta diventando una groviera.

Con l’aiuto di Google Earth si potrebbe fare una verifica (simile a quella sopra citata  per il Basento) sulla situazione del territorio nazionale, riguardo a:

 - 1) le migliaia di ettari di terreno sottratto all’agricoltura ed occupato dai fiumi negli ultimi otto anni, a causa delle ricorrenti esondazioni;

 - 2) le centinaia di “laghetti” esistenti nelle pianure fluviali che altre non sono che cave attive o esaurite, e quindi altre migliaia di ettari di terreno sottratto a migliori usi;

 - 3) le centinaia di impianti sorti nelle vicinanze dei fiumi, ed incentivati come il nostro da contributi statali, ma poi bloccati ed andati in disuso.

Facendo un po’ di conti, risulterebbe un danno di diversi miliardi di euro: per investimenti pubblici e privati vanificati; per le migliaia di posti di lavoro andati persi; per aver occultato e disperso un’immensa risorsa mineraria pubblica: gli inerti fluviali.

Siamo al colmo della Follia istituzionale.

E’ auspicabile dunque che il Governo Monti rifletta su tutto questo, e che nell’annunciato programma di Riforme Strutturali provveda innanzitutto a riformare la Pubblica amministrazione; - che faccia pulizia della boscaglia di uffici e poltrone, e riunisca presso un solo ufficio la competenza su: gestione dei fiumi, sicurezza del territorio e salvaguardia delle infrastrutture: strettamente legate tra loro.

Che metta fine: - alle procurate emergenze; - alle gestioni commissariali; - alle conferenze di servizio; - alle strutture parallele, tra cui il C.I.P.E.: che non si sa bene a quali ordini risponda, ed usa i metodi di Tangentopoli. link 13

Che faccia pulizia delle procedure d’appalto truffaldine. Tra cui il metodo della offerta economicamente più vantaggiosa, imposta da Direttive CEE: incredibile ma vero. Metodo che consente di pilotare la gara, come sostiene una sentenza del TAR Lazio. link 14 Che chiude le porte alla libera concorrenza. Trasforma la gara in una partita al mercante in fiera, in cui l’opera è solo una “base” per costruirci l’Operazione spartitoria. Produsse la prima Tangentopoli. Fu per questo abrogata nel 1994. Ma poi reintrodotta nel 2006. Giusto in tempo per alimentare la seconda. link 15

E’ sperabile inoltre che rifletta sul regime fiscale IVA, che invece di aumentare le entrate, incrementa l’evasione. Sarebbe forse il caso di ritornare al regime IGE: imposta generale sull’entrata: dall’importo certo e da versare subito. L’IVA invece (imposta sul valore aggiunto) è dall’importo incerto (la differenza tra l’iva incassata e quella pagata) e da versare a fine periodo fiscale. C’è quindi il tempo per ridurla o azzerarla: basta una fattura falsa e il gioco è fatto. Il recente aumento dell’aliquota incrementerà solo il fatturato delle Cartiere. A mio avviso produrrebbe più gettito il 5% di IGE versata subito anziché il 20% di IVA, da versare forse e chi sa quando.

Sono questi alcuni dei canali usati per convogliare le risorse, pre-destinate, verso Tangentopoli. Una buona metà dell’attuale Debito Pubblico è passato da questi canali.

Merita infine un cenno la legge Bassanini. Concepita a seguito del tintinnio di manette (nel periodo di Mani pulite) e con l’intento di scaricare la responsabilità degli atti della P.A. sulla Burocrazia, con questa legge i Politici si sono “liberati” del potere decisionale. Hanno abdicato a favore della Burocrazia, rinunciando alla prerogativa ch’è propria della Politica. E quindi, non dovendo rispondere degli Atti, non hanno interesse a conoscere la qualità delle decisioni. Da qui nasce la loro ignoranza verso la gestione, ed il generale degrado della Politica.  

Signori del ponte di Comando, da passeggero insieme a tutti Voi di questa nave, Vi prego di riflettere, fare chiarezza e riformare questo Sistema folle. E’ importante che lo facciate prima di partire per la rotta di “Cresci-Italia”. Altrimenti l’unica che crescerà è Tangentopoli, mentre l’Italia sprofonderà nella miseria.

Sicuro di aver reso, con questo scritto, un servigio nell’Interesse Generale del mio Paese. Lo affido al Vostro senso di responsabilità. Spero che riesca a stimolare qualche dibattito sulle questioni accennate. Sono disponibile per qualsiasi chiarimento. Resto in attesa di un Vostro cortese riscontro. Vi auguro buon lavoro. Distinti saluti.

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Nicola Bonelli

  

Foto 1 – STABILIMENTO della Ditta INERCO SRL           

Foto 1 – STABILIMENTO della Ditta INERCO SRL

Foto 2 - FIUME BASENTO - GRASSANO (MT) - ZONA GIARDINI - ANNO 2010


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Foto 3 - FIUME BASENTO - GRASSANO (MT) - ZONA GIARDINI - ANNO 2010

 Fota 4 - LETTERA DELLA B.E.I. -  6 LUGLIO 2000

 Foto 4 - LETTERA DELLA B.E.I. -  6 LUGLIO 2000

 
 

Segue l’elenco degli allegati, che si possono leggere e scaricare dal Web,

con i seguenti link; seguono le foto 1, 2, 3 e 4

 

link 1: Ordinanza n. 3984 del 25.11.2011

http://www.regione.basilicata.it/giunta/files/docs/DOCUMENT_FILE_578488.pdf

link 2: Intervista-video a Mario Tozzi del 4.11.2011

http://www.youtube.com/watch?v=Hp-qd6Zm3lA

link 3: Crollo di ponti

http://basilicatamia.altervista.org/2011/06/10/crollo-attuale-e-crolli-futuri-dei-ponti-lungo-la-ss-407-basentana/

link 4: Un oscuro disegno nazionale

http://www.fontamara.org/

link 5: Sentenza Tribunale delle Acque

http://www.fontamara.org/1%C2%B0%20Sentenza%20Tribunale%20Superiore%20delle%20Acque.pdf

link 6: Denuncia di pericolo del 2003

http://www.fontamara.org/Lettera%2024.05.03.pdf

link 7: Le reiterate denunce

http://www.basilicata.cc/lucania/varie/Svent.htm

link 8: Interrogazione parlamentare

http://basilicatamia.altervista.org/wp-content/uploads/2011/09/Interrogazione-Parlamentare.pdf

link 9: Truffe e Danni erariali

http://www.fontamara.org/rassegna.htm

link 10: Continua lo Spreco…

http://basilicatamia.altervista.org/2011/08/29/continua-lo-spreco-si-e-persa-la-dignita-avanza-la-poverta/

link 11: Campane a martello: il rischio è serio

http://www.alluvionatilodi.it/CampaneaMartello.pdf

link 12: L’ignoranza che avanza

http://www.fontamara.org/legalita.htm

link 13: Opere e metodi di Tangentopoli

http://www.fontamara.org/spreco.htm

link 14: Procedura truffaldina

http://www.bosettiegatti.com/info/sentenze/llpp/l161_punteggi_oepv.htm

link 15: Il Pizzo Nazionale

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=10585

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