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Clip - Tunnel Boring Machine Time lapse

La fresatrice TBM - U.S. Patent No. 3693731 dated Sept. 26, 1972 di una macchina escavatrice per sciogliere roccia.

Apparati e metodo per escavazioni di vasti tunnel nella roccia più dura:

Brevetto N. 3885832, Jan 25, 1974.

E come facesse ad immaginare una TBM USA del 1964 l'autore di un romanzo pubblicato negli anni '30, un mistero!  Eppure lo scrittore Howard Phillips Lovecraft in un suo racconto del 1931 "Alle montagne della follia" descrive in attività estrattiva una "tunnel boring machine" brevettata negli anni sessanta! (...).

http://www.cieliparalleli.com/Scienza-e-Tecnologia/alptransit-tunnel-e-tbm.html

 

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http://weirdletter.blogspot.com/2010/08/hp-lovecraft-cinque-racconti.html
La copertina del racconto d'Howard Phillips Lovecraft del 1931 "Alle montagne della follia"

 

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 Howard Phillips Lovecraft (Providence, 20 agosto 1890 – Providence, 15 marzo 1937).

«South Station Under... Washington Under... Park Street Under... Kendall... Central... Harvard...» Il disgraziato snocciolava le familiari stazioni della galleria ferroviaria Boston-Cambridge, scavata nel pacifico suolo natio della Nuova Inghilterra a migliaia di chilometri di distanza; eppure quella litania non mi parve insensata e non mi diede alcun senso di familiarità e conforto. Anzi, era orribile, perché sapevo senz'ombra di dubbio quale tremenda analogia l'avesse suggerita. Guardandoci alle spalle, e a patto che la nebbia si fosse diradata abbastanza, ci eravamo aspettati di vedere uno di quegli incredibili esseri in movimento: ormai ce n'eravamo fatti un'idea abbastanza chiara. Ciò che vedemmo invece, grazie a un assottigliarsi fin troppo sinistro dei vapori, fu qualcosa di completamente diverso e infinitamente più orribile e disgustoso. Era l'assoluta, concreta incarnazione della "cosa che non dovrebbe esistere" cara ai romanzieri, e il paragone più comprensibile che si possa fare con un oggetto del nostro mondo è con un treno sotterraneo visto dal marciapiede della stazione: il grande muso che sorge gigantesco da immense cavità della terra, costellato di strane luci colorate e prossimo a riempire la galleria come un pistone riempie un cilindro. Ma noi non eravamo sul marciapiede di una stazione. Eravamo sul binario verso il quale avanzava, ribollendo, quella colonna d'incubo nera e iridescente, plastica, capace di estendersi fino a un raggio di cinque metri. Acquistava una velocità insensata e spingeva davanti a sé una spirale formata dai pallidi vapori del sottosuolo che si addensavano di nuovo. Era una cosa terribile, da non potersi descrivere, più grande di qualsiasi treno sotterraneo... Un'informe congerie di bolle protoplasmiche, accese debolmente di luce propria e con miriadi di occhi temporanei che si facevano e sfacevano come pustole di luce verdastra su tutta la faccia rivolta a noi e che riempiva la galleria, schiacciando i pinguini atterriti e scivolando sul pavimento lucente che essa e le altre creature della sua specie avevano malignamente sgomberato dai detriti. Di nuovo ci giunse il verso beffardo e infernale: «Tekeli-Ii! Tekeli-li! ...».

Tratto da Howard Phillips Lovecraft - Alle Montagne della Follia (At the Mountains of Madness, 1931), Pag. 98.

I racconti altrettanto da brivido di Philip Schneider in relazione a quelli di Lovecraft stimabili adesso.

 

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http://bigpicture.ru/?p=90440

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