Sinfonia in Rosso di Dr. J. Landowsky




23 Dicembre 2007, Domenica.



Sinfonia in Rosso di Dr. J. Landowsky
Il Comunismo formale di Stalin (Bonapartismo) e il Comunismo reale di Trotzky

Traduzione in italiano di Zoe Bless




Foto di Christian Georgijewitsch Rakovsky
http://de.wikipedia.org/wiki/Christian_Georgijewitsch_Rakowski

Foto di Christian Georgijewitsch Rakovsky



"Sinfonia in Rosso di Dr. J. Landowsky",
in altre parole, "Il Comunismo formale di Stalin (Bonapartismo) e il Comunismo reale di Trotzky" è stato da me tradotto in italiano.

Segue la prima bozza del testo integrale e sarà perfezionata, io chiedo ai lettori di correggerla tramite il testo inglese che allego.
Spedisci mail a editor@cieliparalleli.com

Zoe Bless




IL COMUNISMO FORMALE DI STALIN (BONAPARTISMO) E IL COMUNISMO REALE DI TROTZKY.
Red Synphony, by Dr. J. Landowsky; tradotta da George Knupffer.

Il seguente documento è stato tratto da: http://users.cyberone.com.au/myers/red-symphony.html



Peter Mayer, http://users.cyberone.comau/myers/red-sinphony.html
31 Dicembre 2003, data odierna: 26 Novembre 2006.
I miei commenti fra le citazioni dei testi sono indicati. Scrivetemi al myers@cyberone.com.au

In ogni caso è, per la prima volta integralmente piazzato in internet, come un file di testo facile da trovare."
(...).

1) - Red Symnphony by Dr. J. Landowsky
Tradotto da George Knupffer

Christian Book Club of America P.O. Box 900566 Palmdale, CA 93590-0566

2002

Prima Stampa 1968

Ristampato nel 2002

Stampato in U.S.A

RED SYMPHONY

J. Landowsky.

Traduttore del testo in edizione russa : George Knupffer

INTRODUZIONE

Il materiale che è stato dato da una traduzione del Cap. XL del libro che apparve a Madrid in Spagnolo come "Sinfonia en Rojo Mayor", è adesso alla sua undicesima Edizione, prodotta dall'Editoriale E.R.S.A:, sotto il ben conosciuto pubblicista Senor Don Mauricio Carlavilla, che ha avuto molti pezzi accessibili a questa traduzione Inglese e pubblicazione. Seguì in fretta un pieno libro di 800 pagine.
I capitoli che sono riportati divennero d'immensa importanza: questo qui è tradotto da un'edizione Russa come lo stesso da quella Spagnola. Quello che segue è un materiale completo.

Il seguito della traduzione fu il libro "The Struggle for World Power" (La Lotta per il Potere Mondiale), lo stesso tratta interamente il problema di un super potere e totale schiavitù tramite i maestri d'entrambi gli usuranti- Capitalistici e terroristici Comunismi, che erano meccanismi delle stesse forze e servivano uguali propositi. Il libro è stato pubblicato a Madrid in Spagnolo dal Senior Carlavilla come "La Lucha por el Poder Mundial".

Nel presente lavoro noi vediamo quest'intera storia brillantemente descritta e provata da uno dei maggiori esponenti della sovversiva presa mondiale, Christian G. Rakovsky, uno dei fondatori del Bolscevichismo Sovietico ed anche una vittima di spettacolari processi poco prima della passata guerra sotto Stalin. Questo è un documento d'importanza storica e, quelli che cercano d'essere ben informato non possono evitare di leggerlo, io lo raccomando. Senza conoscere le tesi qui descritte, è possibile non sapere e capire nulla su quanto concerne la somma d'eventi e prospettive del nostro tempo.
Nel libro in Spagnolo il Senior Claravilla spiega l'origine del materiale in questione. Egli dice:

"Questo è il risultato di una rischiosa traduzione" di diverse copie del libro trovate sul corpo di Dr. Landowsky in una baracca sul fronte di Petrogrado (Leningrado) da un volontario Spagnolo.

"Lui lo portò a noi". Viste le condizioni del manoscritto, il suo restauro fu un lungo e tirato lavoro, ultimato in diversi anni. Per un lungo tempo non fu sicuro se si sarebbe potuto pubblicare. Talmente straordinario ed incredibile era nella sua finale rivelazione che, noi non avremmo mai potuto osare a pubblicare queste memorie se le persone e gli eventi citati non fossero stati in accordo coi fatti.

"Prima di queste reminiscenze portate alle luci del giorno noi ci preparammo per correzioni e polemiche. Noi c'interrogammo a pieno e personalmente sulla veridicità dei fatti basici. Ci farà stabilire se qualcuno sarà abile a smontarli.

Il Dr. Landowsky fu un polo "Russianizzato" e viveva in Russia. Suo fratello, un Colonnello dell'Armata Russa Imperiale, fu colpito dai Bolscevichi durante la rivoluzione del 1917. La storia con la vita del Dr. Landovsky è sorprendente. Egli terminò la laurea in Medicina prima

{p.2} della rivoluzione e dopo studiò due anni alla Sorbona a Parigi, e parlava un fluente Francese. Egli s'interessò agli effetti delle droghe sugli organismi umani e aiutava chirurghi in operazioni. Essendo un dottore di talento egli fu trasportato in questi campi senza ottenere risultati considerevoli.
In ogni caso dopo la rivoluzione, le strade gli si chiusero. Egli viveva con la sua famiglia in gran necessità, subendo una vita soggetta a cambiamenti di lavoro senza essere stato abile nel pubblicare opere di studio a suo stesso nome, lui permise a colleghi più fortunati che pubblicarli a nome loro.

Gli occhi onniveggenti del NKVD (polizia segreta) furono interessati a quei lavori ed esilmente scoprirono il reale autore. La sua specialità era materia molto vulnerabile per loro. Nel 1936 furono bussate le porte dei dottori. Lui fu invitato a seguirli e non ritornò mai più a riabbracciare la sua famiglia. Egli fu piazzato alla costruzione del laboratorio chimico del NKVD vicino a Mosca dove viveva e la fu forzato ad eseguire varietà di lavori giunte a lui dai suoi maestri, fu testimone ad interrogatori, con torture e dei peggiori accadimenti e crimini. Apertamente un prigioniero controllato. Egli lo sapeva e ne soffriva molto, specialmente lui che era un uomo decente e religioso. Ebbe il coraggio di prendere nota di quello che vide e sentì e, portò in ogni caso qualche possibile documento e lettere passate attraverso le sue mani fino alle ginocchia sotto il tavolo di un laboratorio chimico. In quel modo lui visse fino alla Seconda guerra Mondiale. Com'egli arrivò a Petrogrado e come fu ucciso è sconosciuto.
Il documento riproduce attraverso esatte registrazioni riportate le domande rivolte ad un Ambasciatore in Francia in pensione, C.G. Rakovsky durante il periodo dei processi ai Trotzkysty del 1938 in USSR, quando egli fu preso insieme a Bukharin, Rykoff, Yagoda, Karakhan, Dr. Levin ed altri.

Le accuse a Rakovsky, comportavano la cessazione della sua vita, gli si chiarirono in mente quelle che potevano fornire informazioni circa a materie di grandissimo interesse. Stalin ordinò ai suoi agenti degli esteri di tirare fuori le domande.

C'è noto che Rakovsky fu sentenziato per essere ucciso, come gli altri ma a lui fu commutata la pena in 20 anni di prigione.

Molto interessante è la descrizione dei summenzionati agenti. Fra i quali un certo René Duval (anche conosciuto come Gavriil Gavriilovitch Kus'Min), il figlio di un milionario, una bella figura di talento. Egli studiò in Francia. Sua madre vedova lo adorava. Ma il giovane uomo fu assunto lungo la strada dalla propaganda Comunista e finì nelle mani della sua agenzia. Essi gli suggerirono che poteva studiare a Mosca, e lui gradendolo accettò quella proposta. Egli passò attraverso severe scuole del NKVD e diventò un agente all'estero, quando cercò di cambiare la sua mente, per lui fu in ogni caso impossibile. Essi non lasciano le persone fuori della loro stretta. Dal suo esercizio egli ricevette le "altezze del demonio", come diceva lui, e si rallegrava della piena confidenza che Stalin aveva per lui.

L'interrogatorio fu condotto in Francia da quegli agenti. Il dottore era presente con lo scopo d'introdurre pillole senza avvertimento, nel bicchiere di Rakovsky, per indurgli energia e buon umore. Di là dal muro la conversazione fu registrata su apparecchiature, e i tecnici che operavano non potevano capire il Francese. Dopo il Dr. Landowsky lo tradusse

{p.3} in Russo, in due copie, per Stalin e Gabriel. Osandolo segretamente egli produsse una terza copia, mostrata adesso.



XL - RAGGIO DELLA RIVOLUZIONE

Io ritornai al laboratorio. Insieme al mio sistema nervoso. Mi prescrissi un completo arresto. Andai a letto per l'intero giorno. Qui stetti calmo solo per quattro giorni.

Gabriele mi faceva domande ogni giorno. Chiedeva delle mie condizioni. Al mio mero essere che essi potevano rispedire a Lubianka (Moscow HQ della polizia segreta) d'essere presente a nuove scene di terrore. Fui eccitato e tremante. Io mi vergognavo d'appartenere alla razza umana.

Le linee c'erano tutte e fui abile a scriverle nei cinque giorni che seguirono il mio ritorno a Lubianka, quando trassi a descrivere sulla carta l'orrore, dall'interruzione dell'ordine cronologico delle mie note. I non potei scriverlo che dopo diversi mesi, quando arrivò l'estate, io fui abile a calmarmi e a formare semplicemente tutto quello che avevo visto, disgusto, vizio, mostruosità (N.d.T. - Sull'originale: evil).

Durante i mesi trascorsi io mi ponevo migliaia di volte la stessa domanda: "Chi è, una persona anonimamente presente alle torture? Estrassi tutte le mie capacità d'intuizione e deduzione. Chi fu Ezhov. E' possibile che non ci siano ragioni che egli possa tenere segrete per se stesso. Ufficialmente lui è il responsabile ed è preoccupato di non essere arrivato a nessuna spiegazione. Di più: se io ho una ragione per descrivere me stesso come uno psicologo, in seguito quel fanatico, capo dell'NKVD, per segni d'anormalità, potrebbe essere certo di gradire un'esibizione criminale. Qual cosa come un'espressione d'altezze di fronte a rumorosi nemici, che sono stati convertiti in una rottura psicologica e fisica, potrebbe portargli un indescrivibile piacere. L'ho già analizzato. L'assenza di preparazione preliminare era ovvia; evidentemente le chiamate demoniache sessioni erano state prese urgentemente. Le circostanze che avevo descritto al presente furono il risultato di un imprevisto piacere. Se Ezhov era stato abile nel scegliere il tempo liberamente, poi il termine di prescrizione sarebbe stato ricostruito. E in seguito non potrò essere chiamato: quel generale dell'NKVD che fu ardito e abile ad arrivare in tempo, col proposito d'essere presente alle torture, ma poté far conoscere qualcosa circa questo primo manoscritto. Se questo non fosse deciso da Ezhov, in seguito chi deciderebbe per tempo? Quali altri capi sarebbero stati abili a ricomporlo del tutto? In ogni caso sono povere le mie informazioni circa la gerarchia Sovietica, Ezhov era allineato in affari al NKVD come l'unico uomo di Stalin . Quindi, chi poteva essere lui in realtà? (N.d.T.: vedere: Stalin's Loyal Executioner: People's Commissar Nikolai Ezhov, 1895-1940)

M'interrogo con domande, provenienti dalle mie deduzioni, io ricordo già altri fatti che supportano opinioni personali. Mi ricordo che quando guardai dal finestrino di là della piazza poco prima che noi entrassimo nello "spettacolo" io indicando come guidare all'incrocio quattro identiche automobili, tutti noi popolo Sovietico sapevamo che Stalin viaggiava in una carovana d'identiche automobili, così che nessuno potesse sapere in quale egli si trovasse, per rendere difficoltosi eventuali attacchi. Ma lui c'era là?…

Questo era un altro mistero: d’accordo con i dettagli che Gabriele mi diede, gli osservatori all'interno erano appostati

{p. 4} dietro al nostro posto. Ma io potevo soltanto vedere un lungo specchio, attraverso il quale nulla poteva essere intravisto. Era forse trasparente? Io mi sentivo frammentato.

*******

Sei giorni dopo la mattina in cui Gabriel m'apparve in casa. Lo trovai in una visibile forma d'entusiastica apparenza ed era d'ottimo umore. Già fin dall'inizio qualche lampo di felicità gli illuminava la faccia, cosa che mai più avvenne in seguito. Egli sembrava che inseguisse l'ombra che passava al di sopra della sua faccia, incrementata da intensa attività e dallo sforzo. Dopo una colazione egli mi disse:

"Noi abbiamo un ospite qui."

"Chi è" domandai.

Rakovsky, l'Ambasciatore estero a Parigi.

"Non lo conosco."

"Lui è uno dei quali le accennammo l'altra notte; l'ambasciatore estero a Londra e a Parigi … Lo stesso un grande amico del suo conoscente Navachin… Si, quell'uomo è a mia disposizione. Lui è qui con noi; ed è stato ben trattato e altrettanto sorvegliato in seguito. Lei potrà vederlo."

"Io, perché? Lei sa bene che non m'incuriosiscono materie di questo genere… potrei domandarle di risparmiarmi l'evento; divento agitato, dopo essere stato forzato da lei a vederli. Non posso garantire sul mio sistema nervoso e sul cuore"…
"Oh, non si preoccupi. Noi non faremo uso della forza. Quell'uomo cederà lo stesso. Senza sangue, senza forza. Sarà necessario dargli dosi moderate di droghe.
Adesso le spiego i dettagli: questi provengono da Levin* {nota in fondo pagina} che già ci servì con le sue conoscenze. Apparentemente ci sono certe droghe in qualche posto del laboratorio, con le quali si può lavorare magnificamente."

"Lei crede a tutto questo?"

"Io l'ho detto in forma simbolica. Rakovsky è incline a confessare ogni cosa lui conosce la materia. Noi lo abbiamo sentito in modo preliminare, e i risultati non sono male."

"In questo caso che bisogno c'è di droghe miracolose?"

"Lei potrà vederlo dottore, lo vedrà. Questa è solo una piccola sufficiente misura, condotta dalla professionale esperienza di Levin. Lo aiuterà ad interrogare quel nostro uomo facendolo sentire in ottimo stato impedendogli di perdere speranza e destino. Egli potrà osservare un cambiamento per la salvezza alla sua vita con una iniezione. Questo sarà uno dei primi effetti con i quali ci atterremo. Dopodiché saremo sicuri che lui vorrà rimanere tutto il tempo in uno stato di sperimentale felicità in momenti decisivi ma senza perdere le sue mentali capacità, più esattamente, se sarà necessario stimolarlo e inebriarlo. Lo abbiamo indotto in uno stato di speciale e calma percezione. Come può esprimerlo lei? Più esattamente una condizione d'illuminata stimolazione."

"Qualcosa come l'ipnosi?"

"Si, ma senza dormire."

"E io dovrei inventare una droga per tutto questo? Penso che lei esagerai i miei scientifici talenti. Io non posso che ammetterlo."

{Nota a fondo pagina}* Dottore in pensione NKVD, c'era un difensore con Rakovsky al processo. {Nota a fondo pagina}

{p. 5} "Si, ma non è necessario inventare niente dottore. Come Levin asserisce, il problema potrebbe velocemente essere risolto."

"Lo stesso qualche volta egli mi ha dato l'impressione d'essere un ciarlatano…"

"Probabilmente si, ma io penso che le droghe cui lui ha accennato, semmai non avessero alcun effetto secondo le sue stesse dichiarazioni, lo aiuteremo noi interrogandolo quando sarà necessario; dopotutto noi non ci aspettiamo nulla dai miracoli. L'alcool sarebbe contro i nostri interessi, ci porterebbe a non sensi. Perché non potremmo farlo con un'altra sostanza per incoraggiarlo a dichiarare la verità? A parte questo, Levin mi ha parlato di precedenti casi, ugualmente genuini.

Io principalmente non so nulla di quello che Rakovsky mi dirà. Senza di lui, senza nessuno…

"In ogni modo io… "

"Ehi, questa è un'altra materia dottore. Lei è una persona profondamente decente. Ma io non sono Diogene, per precipitarmi a vederla con un'altra candida distanza al di sopra dell'USSR."

"Grazie, ma penso che la mia onestà… "

"Sì dottore, sì; lei afferma che noi saremmo avvantaggiati dalla nostra onestà per svariate depravazioni. Si, dottore, è così…; ma è altrettanto così dai suoi assurdi punti di vista. Chi è attratto oggi dalle assurdità? Per esempio l'assurdità della sua onestà? Lei lo stesso ci condurrà alla guida attraverso conversazioni su argomenti attraenti. Ma cosa, di fatto succederà? Lei principalmente dovrà darmi aiuto per correggere le dosi delle droghe di Levin. Potrebbe darsi che il dosaggio debba essere una linea invisibile che divida lo stato di sonno da quello d'attività, una chiara condizione da annebbiamento, fra buon senso e nonsenso…; ci sarà un eccessivo artificiale entusiasmo.

"Se questo è tutto…"

"E' già qualcosa. Adesso noi potremo parlare seriamente. Studi le istruzioni di Levin, la loro quantità, adattandola ragionevolmente alle condizioni di forza del prigioniero. Ha tempo per studiarla fino a notte piena, lei può esaminare Rakovsky come meglio crede. Questo è tutto per il momento. Non può credere come vorrei terribilmente dormire. Io dormirò per poche ore. Se non accadrà niente di straordinario questa mattina in seguito le darò istruzioni che ho già accennato. Io potrò con avviso farle avere il resto dopo cena, poiché dopo non sarà possibile dormire per lungo tempo."
Noi entrammo nel vestibolo. Avendo preso da me in fretta l'uscita girando sul piano, ma nel mezzo lui sì fermò.

"Ah dottore, esclamò, ho dimenticato. Molte grazie dal Compagno Ezhov. S'aspetti un regalo, peraltro sempre una decorazione."

Egli agitò un saluto e rapidamente scomparve sulla soglia di casa.

*******

Le note di Levin erano corte, ma chiare ed esatte. Io non ebbi difficoltà a procurare la medicina. Era una dose da un milligrammo

{p. 6} di una pastiglia metallizzata. Feci una prova, in accordo con le sue spiegazioni, essa si dissolse molto in fretta nell'acqua e ancor meglio nell'alcool. La formula non era indicata, decisi che l'avrei portata ad analizzare dettagliatamente, appena avessi avuto tempo.

Indubbiamente quella era una sostanza dello specialista Lumenstadt, lo scienziato del quale Levin mi aveva parlato durante il nostro primo incontro. Io non mi aspettavo di poter scoprire qualcosa d'inaspettato o nuovo. Probabilmente qualche base con un considerabile aumento d'oppio piuttosto che una porzione di tisana. Io ero ben a conoscenza dei 19 tipi e qualcosa più ancora. In pratiche condizioni nelle quali i miei esperimenti erano condotti ero soddisfatto delle investigazioni alle quali ero già arrivato.

In ogni modo il mio lavoro prese una differente direzione, io ero un moderato a casa nel regno della sostanza allucinatoria. Io ricordo che Levin mi aveva parlato della distillazione di Marijuana Indiana tipo raro. Ero limitato a distribuire oppio o hashish, in modo di penetrare il segreto di quelle droghe molto lodate. Io ero contento di aver l'opportunità di cominciare una o più nuove basi con le quali avrei portato l'innalzamento delle "sue" qualità. Fui preparato ad assumere una qualche possibilità. Dopo tutto il lavoro d'investigazione in condizioni di tempo illimitato con principi, che non avevano nulla a che fare con limitazioni economiche, possibili in condizioni di NKVD, rimediavano a possibilità scientifiche illimitate. Io mi piazzavo illudendomi d'essere abile a trovare, con il risultato di queste investigazioni, una nuova arma antagonista al dolore.
Io non ho molto tempo per diversioni a qualche piacevole illusione. Ho concentrato il mio essere con lo scopo di pensare in che proporzioni dovrò somministrare a Rakovsky questa droga. In accordo alle istruzioni di Levin, una pillola poteva produrre il risultato desiderato. Ero preoccupato che il paziente avendo qualche attacco di cuore potesse finire dormendo o in completa letargia, con conseguente diminuzione della mente. Mentre avevo questo in testa, prima di tutto esaminai Rakovsky. Io non credevo di trovare le condizioni interne del suo cuore normali. Se non c'era danneggiamento, in seguito per sicurezza volevo sapere se là un abbassamento di tono come risultato d'esperienze nervose, avrebbe potuto far rimanere il suo sistema immutato dopo una lunga e terrificante tortura.
Io sospesi la considerazione a dopo cena. Cercavo di considerare ogni cosa, nel caso Gabriele avesse voluto dare la droga con la conoscenza di Rakovsky, ed anche senza la sua consapevolezza. In entrambi i casi io potevo fare da poliziotto insieme con lui, io dovendo dargli la droga che avevo fatto concretamente. Non c'era bisogno della partecipazione di un infermiere professionale, poiché la droga era somministrata per via orale.
Dopo pranzo io andai a visitare Rakovsky, egli fu portato da un poliziotto in una stanza del gran piano ed era guardato da un uomo, che non spostava gli occhi da lui. Come arredo c'era solo una piccola tavola, uno stretto letto senza testate e un altro piccolo ruvido tavolo. Quando entrai Rakovsky era seduto. Immediatamente lui s'alzò. Mi guardò fissamente ed io lessi dei dubbi sul suo volto, sembrava altrettanto spaventato. Pensai che m'avesse riconosciuto, avendomi visto quando egli sedeva in quella memorabile notte nella sede dei generali.

Ordinai alla guardia d'uscire e gli dissi di portarmi una sedia.

{p. 7} Mi sedetti e chiesi al prigioniero di sedersi. Lui aveva circa cinquant'anni. Era un uomo di peso medio, dalla fronte fiera, con un largo flessuoso naso. In gioventù la sua faccia fu probabilmente piacevole. Il suo profilo facciale non era tipicamente semitico, ma le origini non erano per nulla comprensibili. Qualche tempo prima egli fu probabilmente grasso, ma non adesso, e la sua pelle era sospesa dappertutto, alla faccia e al collo come un pallone sgonfiato, circondato da capelli. L'usuale colazione a Lubianka fu apparentemente tenuta strettamente sotto dieta per il passato Ambasciatore a Parigi. Da quel momento sospesi ulteriori osservazioni.

"Lei fuma?" domandai, aprendo il pacchetto di sigarette, con l'intenzione di stabilire qualche più intima relazione con lui.
"Io ho smesso di fumare per preservare la mia salute" lui replicò con un piacevole tono di voce, "ma la ringrazio; mi sono appena ripreso dalle mie tribolazioni allo stomaco."

Lui fumò calmamente, con freno e non senza di una certa eleganza.

"Io sono un dottore" m'introdussi.

"Sì lo so questo, io so come lei agisce là " lui disse con voce tremante.

"Io vengo a domandarle il suo stato di salute. Come sta? Soffre di qualche malattia?"

"No nessuna."

"E' sicuro? Come sono le condizioni del suo cuore?"

"Grazie ai risultati di una dieta rinforzata non si vedevano sintomi anormali."

"Ve ne sono alcuni che non possono essere annunciati dal solo paziente, ma solo da un medico."

"Io sono un medico", lui m'interruppe.

"Un medico?" Io replicai sorpreso.

"Non lo sapeva?"

"Nessuno me lo ha detto. Mi congratulo con lei. Io sono molto felice di poter far uso di un collega e, seguace studente. Dove studiò? A Mosca o a Pietrogrado"?

"Oh no! Attualmente non sono un soggetto Russo. Studiai a Nancy e Montpellier: dopo ricevetti il mio dottorato…"

"E' possibile che abbiamo studiato nello stesso periodo; io feci diversi corsi a Parigi. Lei è Francese?"

"Io intendo diventare Francese. Sono nato in Bulgaria, ma senza il mio permesso sono stato convertito in Rumeno. La mia provincia fu Dobrudga, quando nacqui, e dopo il trattato di pace divenni Rumeno."

"Mi permetta d'auscultarle il torace", portando il mio stetoscopio all'orecchio.

Gli dissi di togliersi la giacca e di mostrarmelo. Lo auscultai. L'auscultazione non mostrava nulla d'anormale; come avevo previsto, indebolito, ma senza imperfezioni.
"Io supporrò quello che sarà principalmente la quantità di cibo per il suo cuore."

"Solo il cuore, compagno?", lui chiese ironicamente.

{p. 8} "Io la penso così", ignorando l'ironia, "Penso che la sua dieta sia in ogni caso ristretta."

"Mi permetta d'auscultarmi."

"Con piacere" - gli diedi lo stetoscopio.

Lui velocemente s'auscultò.

"Io avevo immaginato che le mie condizioni fossero peggiori. Molte grazie. Posso rimettermi la giacca?"

"Certamente. Se lo gradisce, se dopo fosse necessario potrà prendere qualche goccia di
Digitale, non pensa?"

"Considera questo del tutto essenziale? Io penso che il mio vecchio cuore potrà sopravvivere ai pochi giorni o mesi che mi rimangono per vivere bene."

"Io penso invece che lei vivrà molto a lungo."

"Non mi dia speranza collega…, di vivere di più, io ho già vissuto in lungo!… Ci sono principalmente istruzioni circa la mia fine; il giudizio non è molto lontano… E poi tutto il resto."

Quando lo disse, avendo in mente il resto finale, la sua faccia sembrava avesse un'espressione di una certa felicità. Io rabbrividii. Questo suo augurio di morire, e la stessa morte la lessi nei suoi occhi. Indebolendomi. Gli chiesi di sedersi mosso dalla compassione.

"Non mi ha capito, compagno. Io lo volevo dire nel caso lei decida di continuare a vivere, sarà una vita senza sofferenze." Il fatto che lei sia stato portato qui significa che non sarà trattato bene adesso?"

"Dopo, si, in ogni caso. Per quanto concerne il resto io ne ho risentito i colpi, ma…"

Io gli diedi un'altra sigaretta e dopo aggiunsi:

"Abbia speranza. Da parte mia io farò eseguire l'estensione delle richieste. Farò qualsiasi cosa che possa dipendere da me, sicuramente non dovrà usare le unghie. Io potrò immediatamente aver fiducia in lei, senza eccessi, preoccupandomi dello stato del suo stomaco. Noi potremo iniziare con una dieta a latte e qualche più sostanziosa aggiunta. Io darò disposizioni in proposito. Lei forse fuma… ne prenda qualcuna." E gli diedi tutte quelle che rimanevano nel mio pacchetto.

Richiamai la guardia e gli ordinai d'accendere le sigarette al prigioniero nel caso avesse voluto fumare. In seguito avendo avuto un paio d'ore a disposizione, diedi istruzioni che a Rakovsky fosse dato mezzo litro di latte con zucchero.

*******

Noi ci preparammo per l'incontro con Rakovsky a mezzanotte. Quelle "amichevoli" caratteristiche furono eseguite con fatica in tutti i dettagli. La stanza era ben riscaldata, c'era il fuoco nel camino, luce soffusa, una cena ben scelta dell'ottimo vino; tutto era stato scientificamente improvvisato. "Come per un incontro fra amanti", osservò Gabriele. Io ero assistente. La mia responsabilità di capo era somministrare la droga in qualche modo senza farmi accorgere. A questo proposito la bevanda era stata posta per mia scelta accanto a me, io potevo mescere il vino. Io avrei potuto osservare quando terminava l'effetto della droga, così che avrei potuto aggiungerne in un dato momento. Questo era il mio più importante compito. Gabriele voleva, se l'esperimento funzionava, portare prontamente al primo reale incontro

{p. 9} dei progressi attraverso l'essenza della materia. Lui sperava un pieno successo. Lui aveva avuto una buona pausa di lavoro ed era in convenienti condizioni. Io ero interessato a sapere come lui avrebbe stretto Rakovsky, che, secondo il mio parere era ugualmente un opponente degno di lui. Tre grandi sedie erano state piazzate prima del camino. Quella vicina alla porta era per me, Rakovsky si sedette in mezzo, la terza era per Gabriele, che indossava una bianca logorata camicia Russa.

Era appena scoccata la mezzanotte quando lo portarono. Rakovsky indossava abiti decenti ed era ben rasato. Lo guardai professionalmente trovandolo in stato disteso.


Lui si scusò di non essere abile a bere più di un bicchiere accennando alle condizioni del suo stomaco, io non misi la droga in quel bicchiere e mi ritrassi.

La conversazione iniziò con banalità… Gabriele sapeva che Rakovsky conosceva meglio il Francese del Russo ed iniziò in quel linguaggio. Vi furono accenni circa il passato. Era chiaro che Rakovsky fosse un esperto conversatore. La sua parlata era esatta, elegante ed anche ricercata. Lui dimostrava con facilità ed accuratezza d'essere molto erudito. Qualche volta accennò alle sue molte fughe, in esilio, riguardanti Lenin, Plekhanov, Lussemburgo, lui assicurò che quando era un ragazzo aveva stretto mani a vecchi Angeli.

Noi bevendo whisky. Gabriele in seguito gli diede l'opportunità di parlare circa mezz'ora, io gli chiesi se a sua scelta io "avrei potuto aggiungere acqua e soda, "sì, n'aggiunga" lui replicò consentendomelo.

Io manipolai la bevanda e vi sciolsi la pillola, che era stata fabbricata dall'inizio. Diedi dapprima del whisky a Gabriele, facendogli intendere che avevo fatto il lavoro. Portai il bicchiere a Rakovsky e dopo presi il mio. Lui lo assaporò con molto piacere. "Io ho un piccolo privilegio" dissi a me stesso. Ma questo fu un passaggio che si dissolse nel piacevole fuoco del camino.

Da principio Gabriele andò al tema principale, la conversazione era stata lunga ed interessante.

Io ero stato fortunato nell'ottenere un documento col quale riproducevo al meglio una nota di prima mano fra tutte quelle che erano state discusse fra Gabriele e Rakovsky. Eccole.

INFORMAZIONE

L'INTERROGATORIO DELL'ACCUSATO CHRISTIAN GEORGIEVITCH RAKOVSKY DA GAVRIILOVITCH KUS'MIN IL 26 GENNAIO 1938.

Gavriil G. Kus'Min. D’accordo con la nostra scelta a Lubianka, io mi sono appellato per un'altra possibilità nei suoi riguardi; la sua presenza in questa casa dimostra che ho avuto successo in questo. Mi porti a vedere che non ci deluderà Christian G. Rakovsky. Io mi auguro di poterlo fare.

Gavriil - Ma prima di tutto: come buon inizio alla domanda. ci terremo noi adesso inerenti alla reale verità. Senza "ufficiali" verità, le quali figureranno al processo alla luce delle confessioni dell'accusato…. Questo è qualcosa del quale, come lei sa è pienamente soggetta a pratiche considerazioni o "considerazioni dello Stato" come si direbbe all'Ovest. Le

{p. 10} domande di politica internazionale ci forzeranno ad usare reali domande, e "reali verità" … In ogni caso sia il corso del processo, a governativi e popolo sarà sempre detto tutto quello che possono sapere.

Di tutti quelli che vogliono sapere ogni cosa, è Stalin il primo che lo vuole. Per cui, in ogni caso è forse dalle sue parole qui che essi potrebbero girare la posizione. Lei sa che essi non potranno aggirare il suo crimine ma, al contrario, essi però potranno dare risultati desiderabili in suo favore. Sarà lei abile a salvare la sua vita, che al momento è stata fulmineamente persa. Così adesso gliene ho parlato e lei lo mostri: lei ammetterà d'essere una delle spie di Hitler che riceve salario da Gestapo e OKW (2) {Nota in fondo al testo}.

E' così?

Rakovsky - Sì.

G. - Lei è una spia di Hitler?

R.- Sì.

G.- No Rakovsky, no. Affermi la reale verità, ma senza accorciare i precedenti.

R.- Noi non siamo spie di Hitler, noi cacciamo Hitler come lo cacciate voi. Come Stalin lo caccia, peraltro sempre di più, ma questa è una ragione veramente complessa.

G.- Io potrei aiutarla… Per scelta io conosco anche una o due cose. Lei, i Trotzkisti, essi hanno avuto contatti con il sostegno della Germania. E' così?

R.- Sì.

G.- In quale periodo?

R.- Non conosco la data esatta, ma lo stesso dopo il fallimento di Trotzky. In ogni caso prima che Hitler raggiungesse il potere.

G.- In seguito si potrà sapere la data più esattamente: lei non fu mai una spia personale di Hitler, o del suo regime?

R.- Esattamente. Noi ci preparammo presto.

G.- E per quali propositi? Con l'aspirazione di far diventare la Germania vincente su qualche territorio Russo?

R.- No, non per quelle ragioni.

G.- Eravate spie ordinarie per soldi?

R.- Per soldi? Nessuno mai ricevette un singolo Marco dalla Germania. Hitler non diede nessun denaro per comprarci, per esempio, il Commissario degli Esteri dell'USSR, che ha a sua disposizione libera una somma che è più grande del totale delle ricchezze di Morgan e Vanderbilt, e di quelli che non devono giustificarne l'uso.

G.- Bene, allora per quale ragione?

R.- Non lo poteva Stalin con le sue alte aspirazioni quando ricevette aiuti dalla Germania il modo d'entrare in Russia? Ed è necessario accettare come vere alcune false invenzioni che erano circolate per accusarlo? Lui non era anche chiamato una spia del Kaiser? Le sue relazioni con L'imperatore e l'intervento della Germania negli affari per spedire in Russia i distruttori del Bolscevichismo erano ovviamente chiare.

{Nota in fondo al testo} (2) OKW - Oberkommando der Wehrmacht, Supremo Commando dell'Armata Tedesca- Traduzione. {Fine della nota del testo}

{p. 11} G.- Vero o no, non ha nessun rapporto con questa domanda.

R.- No, mi permetta di finire. Non è un fatto che l'attività di Lenin fu all'inizio vantaggioso per le truppe Tedesche? Mi permetta… Ci fu la separata pace di Brest-Litovsk, alla quale gli alti territori della Russia furono ceduti alla Germania. Chi aveva dichiarato la sconfitta come un'arma dei Bolscevichi di Lenin nel 1913? Io conosco il cuore delle parole dalle sue lettere a Gorky: " La guerra fra Austria e Russia potrebbe essere maggiormente usata per la rivoluzione, ma ciò potrebbe essere ardua per Francis-Joseph e Nicholas per il momento quest'opportunità". Come vede, noi, i così chiamati Trotziski, gli inventori della sconfitta nel 1905, continuiamo sull'attuale scena la stessa linea, la linea di Lenin. .

G.- Con una piccola differenza, Rakovsky: al momento c'è il Socialismo in USSR, non lo Zar.

R.- Lei crede?

G.- Cosa?

R.- Nell'esistenza del Socialismo in USSR?

G.- Nell'Unione Sovietica non c'è il Socialismo?

R.- Io lo dico a mio nome. E' proprio qui che noi troviamo la vera ragione dell'opposizione. Conviene con me, e dalla deduzione logica in questo ne converrà primariamente, teoricamente, razionalmente, noi abbiamo lo stesso modo di dire - no, come Stalin può dire sì. E se il trionfo della sconfitta del Comunismo può essere giustificato, quando egli considera quel Comunismo che è stato distrutto dal bonapartismo di Stalin quello che lo ha tradito, come per Lenin che può diventare allo stesso modo uno sconfitto.

G.- Io penso, Rakovsky, che lei teorizzi grazie al suo modo di far largo uso di dialettica. E' chiaro dalle molte persone alle quali sarà presentata relazione, io dovendola prontamente provare, accettando i suoi argomenti come gli unici possibili dalla sua posizione, ma nemmeno io penso che potrei non provarla nient'altro che con un sofismo. Ci riporti dopo a questa per un'altra occasione; fra qualche giorno questo avverrà. Io spero che lei potrà darmi la scelta di replicare. Ma attualmente io posso dirle questo: se la sua sconfitta e se la sconfitta della USSR ha avuto come suoi obiettivi la restaurazione del Socialismo nell'USSR, Socialismo reale secondo lei, - Trotzkismo, in seguito, alla lunga noi distruggendone i loro capi e seggi, sconfitti e sconfitta dell'USSR non avrebbero obiettivo né un senso. Come risultato della sconfitta adesso noi andremo all'incoronazione di qualche Führer o Zar fascista. Non è così?

R.- Questo è vero. Senza lusinghe da parte mia - la sua deduzione è splendida.

G.- Bene, se, come io dico, lei asserisce questo sinceramente, più avanti noi raggiungeremo un grande accordo: io sono uno Stalinista e lei è un Trotzkista; noi abbiamo compiuto l'impossibile. Noi abbiamo steso il punto per il quale le nostre vedute coincidono. Le bugie coincidono in questo e al momento presente l'USSR non sarà principalmente distrutta.

R. - Io confesso che non mi sarei aspettato di trovarmi di fronte a qualche persona intelligente. Infatti, nella presente scena e per qualche anno noi non possiamo pensare alla sconfitta dell'USSR e di provocarla, come risaputo noi siamo al momento nella posizione di non poterci piazzare al potere. Noi, i Comunisti, potremmo non trarne profitto da questo. Questo è esatto e coincide

{p. 12} col suo punto di vista. Noi non siamo interessati adesso al collasso dello Stato di Stalin; io lo dico e allo stesso modo asserisco che questo Stato, nonostante tutto quello che è stato detto, è anti-Comunistico. Lei vede che io sono sincero.

G. - Lo vedo. Questo è l'unico modo col quale noi possiamo terminare. Io potrei domandarle, prima che continui, a spiegarmi quello che mi sembra una contraddizione: se lo Stato Sovietico è anti-Comunistico per lei, in seguito perché non dovrebbe augurarsi la sua distruzione in un dato momento? Qualcuno di loro potrebbe essere poco anti-Comunistico e dopo potrebbero esserci alcuni ostacoli alla restaurazione del suo puro Comunismo.

R. - No, no, questa deduzione è ugualmente semplice. Nonostante il bonapartismo Stalinista in ogni caso s'opponga al Comunismo come il napoleonico unico è opposto alla rivoluzione, in queste circostanze è chiaro, nondimeno, l'USSR continua a preservare le sue Comunistiche forma e dogma; questo è il formale non il reale Comunismo. E questo, come per la sparizione di Trotzky che diede automaticamente a Stalin la possibilità di trasformare il Comunismo reale in uno formale, così anche la scomparsa di Stalin ci farà seguire la trasformazione del suo formale Comunismo entro l'unico reale. Un'ora sarà sufficiente per noi. Mi ha capito?

G. - Sì, lo stesso lei ci ha dichiarato la classica verità che nessuno distrugge quello che produce. Bene, dunque; tutto questo è abilità artefatta. Lei realmente l'asserisce poi debolmente lo disapprova come: quell'affermazione sull'anti-Comunismo di Stalin. C'è la proprietà privata in USSR? C'è profitto personale? Classi? Io non potrò continuare a basarmi su fatti- per cosa?

R. - Io sono pronto ad essere d’accordo che esista il Comunismo formale. Di tutto quello che lei ha elencato sono mere forme.

G. - Sì? A quale proposito? Per mera ostinazione?

R. - In ogni modo no. Questa è una necessità. E' impossibile eliminare l'evoluzione materialistica della storia. Il meglio che si possa dare è stato elaborato. E a quale prezzo? Al costo delle sue teoriche accettazioni, in modo di distruggerle in pratica. La forza che dirige l'umanità attraverso il Comunismo è così inconquistabile come la stessa forza. Ma distorta, opposta a se stessa può sempre raggiungere sotto sviluppi; più precisamente- sotto rallentare il progresso della permanente rivoluzione.

G. - Un esempio?

R. - Il più ovvio - con Hitler. Lui si procurava del Socialismo per la vittoria sul Socialismo: questo è il suo vero anti-socialismo il qual è Nazional-Socialismo. Stalin necessitava del Comunismo per sconfiggere il Comunismo. Il parallelo è ovvio. Ma senza dichiarare l'anti-Socialismo e l'anti-Comunismo di Stalin, entrambi al loro regredire e in antitesi, trascenderanno i creati Socialismo e Comunismo…; essi e molti altri. Lo stesso essi lo vogliano o no, in ogni caso essi lo sappiano o no, essi creano il formale Socialismo e Comunismo, col quale noi, Comunisti Marxisti, inevitabilmente dobbiamo attenerci.

G. - Inerente, Chi è inerente? Il Trotzkismo è completamente liquidato.

R. - In ogni caso lei dica così, lei non ci crede. Dappertutto nonostante le ampie liquidazioni, noi Comunisti gli sopravviveremo. Le grandi unghie di

{p. 13} Stalin e la sua polizia non potranno raggiungere tutti i Comunisti.

G. - Rakovsky, io le domando, e se necessario esigo, di frenare i suoi tiri offensivi. Non prendiamo troppo le distanze col vantaggio della sua "immunità diplomatica".

R. - Io ho le credenziali? Che ambasciatore sono io?

G. - Precisamente di quest'irraggiungibile Trotzkismo, se gradisce chiamarlo così.

R. - Io posso essere un diplomatico del Trotzkismo, che lei persegue, non sono stato assegnato a rappresentare quel diritto, e non ho indossato quel ruolo per quanto mi riguarda. Lei mi ha condotto a questo.

G. - Io all'inizio mi sono fidato di lei. Ho preso nota in suo favore piuttosto che tirare a questo Trotzkismo e lei non può negarlo. Questo è sicuramente un buon inizio.

R. - Ma come posso io negarlo? Dopo tutto, anch'io l'affermo.

G. - Nondimeno come noi abbiamo ricondotto l'esistenza di questo speciale Trotzchismo dal nostro mutuo arrangiamento, io voglio da lei fatti definitivi, i quali sono necessari per l'investigazione di coincidenze riportate.

R. - Sì, io sarò abile a menzionare quello che lei considera necessario da conoscere e potrò farlo per mia stessa iniziativa, ma potrei non essere abile nell'asserire che questo è in ogni modo la stessa cosa che "Loro" pensano.

G. - Sì, costaterò.

R. - Noi siamo concordi che al presente momento l'opposizione non può essere interessata alla sconfitta e al fallimento di Stalin, così come non abbiamo la possibilità fisica d'occupare il suo posto. Questo è quello sul quale siamo d’accordo. Al momento è un fatto incontrovertibile. C'è in esistenza un possibile aggressore. Il gran nichilista Hitler, che è munito di terribili armi del suo Wehrmacht all'intero orizzonte. In ogni caso si voglia o no, ma egli l'userà contro l'USSR? Siamo d’accordo che per noi questo è il decisivo sconosciuto fatto o, considera che il problema sia stato correttamente esposto?

G. - Questo è stato posto bene. Ma io posso dichiararle che non è l'unico fattore. Io considero l'attacco di Hitler sull'USSR inevitabile.

R. - Perché?

G. - Molto semplice; perché chi lo controlla è incline agli attacchi. Hitler è sempre il condottiero del Capitalismo internazionale.

R. - Io sono d’accordo che c'è un pericolo, ma da quello che si costata su questo suolo cioè dell'inevitabilità di un suo attacco all'USSR, c'è un intero abisso.

G. - L'attacco sull'USSR è determinato dalla vera essenza del Fascismo. Inoltre lui s'impone attraverso questo da tutti gli Stati Capitalistici che lo seguono a riarmare e a portare tutte le necessarie strategiche basi economiche. Questo è ovvio.

R. - Lei dimentica qualcosa di molto importante. Il riarmamento di Hitler e l'assistenza che attualmente riceve dalle nazioni di Versailles. (Prendi una buona nota di questo) furono ricevute da lui durante un periodo speciale, quando noi già saremmo potuti diventare quelli di Stalin in caso di una sua sconfitta. Quando l'opposizione già sarebbe esistita… Considera questo fatto come una materia di cambiamento o solo una coincidenza nel tempo?

{p. 14} G. - Io non vedo nessuna connessione fra il permesso di riarmo dal Potere Tedesco di Versailles e l'esistenza dell'opposizione… La traiettoria dell'Hitlerismo è di per sé chiara e logica. L'attacco sull'USSR era parte dei suoi programmi già pronti molto tempo fa. La distruzione del Comunismo e l'espansione nell'Est- è dogma del libro "Mein Kampf", il Talmud delle Nazioni Nazional-Socialiste... ma queste sue ricercate sconfitte porteranno vantaggi all'USSR se così, in ogni modo, in accordo col suo coinvolgimento.

R. - Sì, al primo sguardo questo appare essere naturale e logico, ugualmente in verità.

G. - Prevenire questo evento, così che Hitler non attacchi, affidandoci ad un'alleanza con la Francia, potrebbe essere un'ingenuità credere che il Capitalismo faccia compiere sacrifici con l'intento di salvare il Comunismo.

R. - Se noi potremo continuare la discussione sempre su quella fondazione concettuale e le sue applicazioni usate durante gl'incontri di massa. In seguito lei sarà sicuramente d’accordo. Ma se sarà sincero nell'affermare questo in seguito, non si dimentichi, di deludermi; pensandolo con le politiche della famosa polizia Stalinista mostrate ad alti livelli.

G. - L'attacco Hitleriano sull'USSR è, inoltre, una necessità dialettica ed è allo stesso tempo l'inevitabile distruzione delle classi nel piano internazionale. Dalla parte di Hitler, inevitabilmente là si mostrerà l'intero Capitalismo.

R. - E così, mi creda, alla luce delle sue scolastiche dialettiche, io mi sono formato una negativa opinione circa la politica culturale Stalinista. Io sento le sue parole com'Einstein può sentire un ragazzo di scuola parlare riguardo alla fisica della quarta dimensione. Io vedo che lei è soltanto informato d'elementare Marxismo, e con la demagogia, unicamente popolare.

G. - Se poi le sue spiegazioni saranno ugualmente abbondanti e coinvolgenti, io potrei esserle grato per qualche delucidazione su questa "relatività" o "quantum" del Marxismo.

R. - Qui, senza ironia; parlandole con le migliori intenzioni… Di questo stesso elementare Marxismo e, ugualmente nelle vostre Università Staliniste, lei potrà trovare la dichiarazione con la quale si contraddicono interamente le sue tesi circa l'inevitabilità dell'attacco Hitleriano sull'USSR. Lei anche penserà che la prospettiva (3) del Marxismo è la supposta asserzione che, le contraddizioni sono incurabili e fatali malattie del Capitalismo … Non è così?

G. - Si, comunque.

R. - Ma se le cose sono, infatti, quelle con le quali noi accusiamo il Capitalismo d'essere imbottito di continue contraddizioni nella sfera economica che si ripercuotono anche politicamente? La politica e l'economia non sono importanti in se ma sono una condizione o misurazione dell'essenza sociale, contraddizioni innalzate nella sfera sociale, sono riflessi simultanei soltanto in economie o politiche, o in entrambe allo stesso tempo. Potrebbe esservi un presunto fallimento delle economie ma simultaneamente infallibilità nelle politiche - con le quali è essenziale disporre che un attacco sull'USSR potrà diventare inevitabile - in accordo ai suoi postulati - assolutamente essenziale.

G. - Questo significa che principalmente lei ha fiducia in ogni cosa che riguarda contraddizioni, fatalità ed inevitabilità degli errori che sono stati fin dagli inizi commissionati dalle borghesie le stesse che faranno seguire l'attacco di Hitler all'USSR. Io sono un Marxista, Rakovsky, ma qui, fra noi, in modo di non fornire il pretesto per far arrabbiare un singolo attivista, le assicuro che con tutta la mia fede in Marx, io non posso credere che in USSR esistano favoreggiamenti a menzogne dei suoi nemici… E io penso che Stalin condivida la mia stessa visione.

R. - Ma io la penso così… Non mi guardi al quel modo, io non sono un pazzo burlone.

G. - Lei mi permetta di sollevare dei dubbi, finché lei non avrà provato le sue asserzioni.

R. - Non vede adesso che io ho avuto ragioni nel qualificare la sua cultura Marxista come pienamente dubbia? I suoi argomenti e reazioni sono gli stessi come in ogni ordine e linea attivistica.

G. - A torto?

R. - Si, sono corretti per una piccola amministrazione, per un burocrate e per le masse. Questi richiedono una media di combattenti… che credano principalmente in questo e ripetano ogni cosa così com'è stata scritta. Mi ascolti in via del tutto confidenziale. Con il Marxismo lei otterrà gli stessi risultati delle antiche religioni esoteriche. I loro aderenti, hanno sempre conosciuto soltanto l'aspetto più elementare e crudo, alla lunga da quell'unico ne fanno derivare il loro destino, quello che è essenziale, per entrambe la religione e il lavoro della rivoluzione.

G. - Non vorrà adesso introdurmi ad un Marxismo mistico, come qualcosa di simile alla frammassoneria?

R. - No, non esoterico. Al contrario, io lo posso spiegare con la massima chiarezza. Il Marxismo prima d'essere un sistema filosofico, economico e politico, è una cospirazione per la rivoluzione. Così per noi la rivoluzione è l'unica assoluta realtà, essa segue questa filosofia, le economie e le politiche sono vere sempre e alla lunga esse conducono alla rivoluzione. La fondamentale verità (Chiamiamola soggettivamente) non esiste nelle economie, politiche o morali simili: alla luce delle scientifiche astrazioni questo è allo stesso tempo verità o errore, ma per noi, soggetti alla dialettica rivoluzionaria, ciò è sempre vero, questa è l'unica verità, in seguito questo lo sarà principalmente per tutti quelli che sono rivoluzionari, e qualcuno di quelli fu Marx. D’accordo con questo noi agiamo principalmente. Ricorda la frase di Lenin, in replica a qualcuno dei dimostranti che asserivano sulla linea di queste argomentazioni, come le sue intenzioni contraddicessero presumibilmente la realtà: "Io sento questo realmente" fu la sua risposta. Non pensa che Lenin esprimesse nonsensi? No, per lui ogni realtà; ogni verità è relativa alla faccia della sola ed unica assoluta: rivoluzione. Marx era un genio: se il suo lavoro avesse aumentato l'unica profonda critica al Capitalismo, ugualmente seguito a quello che avrebbe potuto essere un insuperabile lavoro scientifico, ma nel caso in cui i suoi scritti richiedevano livelli di maestranze, si produsse l'effetto di un apparente ironico lavoro. Il "Comunismo" lui disse "principalmente accade perché è il Capitale che lo porterà alla tenace vittoria su quel nemico." Questa è la magistrale tesi di Marx…

{p. 16} Può esservi qui una grande ironia? E in seguito, in modo che possa essere creduta, facendone una spersonalizzazione del Capitalismo e del Comunismo, per trasformare l'individuo capace di un cosciente pensiero individuale umano, in uno straordinario impostore di talento. Quello fu il suo scaltro metodo, per dimostrare ai Capitalisti che essi sono una realtà del Capitalismo e che il Comunismo può trionfare come il risultato dell'innata idiozia; senza la presenza dell'immortale stoltezza dell'homo economico quella non gli si rivelerebbe tramite le continue contraddizioni proclamate da Marx. L'abilità di terminare la trasformazione dell'homo sapiens in homo stultum significa possedere magiche forze, capaci di portare l'uomo sotto al primo stadio della scala zoologica, a livello d'animale. Se c'è un homo stultum nell'epoca dell'apogeo del Capitalismo, Marx potrà formulare le sue assiomatiche proposizioni: contraddizioni aggiunte nel tempo uguale a Comunismo. Mi creda, noi che siamo stati iniziati a questo, nel contemplare la rappresentazione di Marx, come all'unico che era stato piazzato alla principale entrata di Lubianka, noi non potemmo prevenire l'infezione di un'interna esplosione di risate nel vedere che egli rideva prendendo per la barba tutta l'umanità.

G. - E lei è già capace di ridersela dei più riveriti scienziati dell'epoca?

R. - Ridicolizzarli? … Questa è alta ammirazione! Il modo in cui Marx potrebbe essere abile a sconfiggere così molte persone di scienza, è stato essenziale per lui che ha potuto dominare su tutti loro. Bene: in modo di poter giudicare Marx in tutte le sue grandezze, noi iniziamo a considerare il reale Marx, Marx il rivoluzionario, giudicandolo dal suo manifesto. Questo inizia con Marx il cospiratore, e di come durante la sua vita e la rivoluzione fossero in una condizione di cospirazione. Non è per nulla un caso se la rivoluzione è indebitata per i suoi sviluppi e le sue recenti vittorie su quei cospiratori.

G. - Ad ogni modo lei nega l'esistenza di un dialettico processo di contraddizioni del Capitalismo, col quale si giunge al finale trionfo del Comunismo?

R. - Lei può essere sicuro che se Marx credendo che il Comunismo compirà la vittoria sempre grazie alle contraddizioni del Capitalismo, quando noi non ne potremo avere un altro, mai, menzionandone le contraddizioni sulle migliaia di pagine del suo scientifico rivoluzionario lavoro. Quello fu il categorico imperativo della realistica natura di Marx: non scientifica, ma unicamente rivoluzionario. Il rivoluzionario e i cospiratori non si apriranno mai al suo opposto è il segreto del suo trionfo fu che lui non poteva mai dare l'informazione; forniva loro disinformazione usata come contro-cospirazione. Non è così?

G. - Lo stesso alla fine noi abbiamo raggiunto la conclusione (d’accordo con lei) che non ci sono contraddizioni nel Capitalismo, se Marx ne parla sempre come un metodo rivoluzionario-strategico. E' così o no? Ma le colossali e al disopra cresciute contraddizioni del Capitalismo sono là da vedere. E così noi concluderemo che Marx, avendo mentito, dice la verità.

R. - Lei è pericoloso in veste di dialettico, quando lei distrugge le branche del dogmatismo scolastico e porta alla libertà il regno delle sue stesse invenzioni. E' così che Marx afferma la verità quando mente. Lui mente quando porta in errore, avendo definito le contraddizioni come un "continuum" nella storia delle economie del capitale chiamandole "naturali ed

{p. 17} inevitabili," ma allo stesso tempo lui dichiara la verità perché conosce che le contraddizioni possono essere create e potranno crescere con incrementata progressione fino al raggiungimento del suo apogeo.

G. - Questo significa che in lei c'è antitesi?

R. - Non ci sono antitesi qui. Marx inganna per tattiche ragioni circa le origini delle contraddizioni del Capitalismo, ma non circa alle sue ovvie realtà. Marx conosce come loro sono state create, come esse s'acuiscono in certe cose passate attraverso l'anarchia generale delle produzioni Capitalistiche, le quali andranno dapprima al trionfo della rivoluzione Comunista… Lui lo sa che potrebbe accadere perché conosce ciò che crea le contraddizioni.

G. - Questa è una rivelazione assai strana e un pezzo di novità, questa asserzione e l'esposizione delle circostanze con le quali si portò il Capitalismo al suo "suicidio," da una ben scelta espressione del borghese economista Schmalenbach, al supporto di Marx, non è essenziale ed innata la legge del Capitalismo. Ma io sono interessato a sapere se noi richiederemo il personale per questi patti?

R. - Non l'ha capito intuitivamente? Non ha saputo come le parole di Marx siano in contraddizione ai documenti? Lui dichiara la necessità e l'inevitabilità di contraddizioni nel Capitalismo, provando l'esistenza di un eccesso di valuta ed accumulazione, il che prova che questa realtà esiste. Lui agilmente inventando la proposizione che una gran concentrazione di principi di produzione corrisponde ad una gran massa di proletariato, una gran forza per la costruzione del Comunismo, non è così? Adesso andiamo: allo stesso tempo come con quest'asserzione lui fonda l'Internazionale. Già l'Internazionale è, nel lavoro del giornaliero lottatore delle classi, un "riformista," per esempio un'organizzazione il cui proposito è la limitazione dell'eccesso di valuta e dov'è possibile la sua eliminazione. Per queste ragioni, obbiettivamente l'Internazionale è un'organizzazione ed una contro-rivoluzione anti-Comunista, in accordo con la teoria di Marx.

G. - Adesso noi costatiamo che Marx è un contro-rivoluzionario e anti-Comunista.

R. - Bene, adesso noi vediamo come possiamo fare uso dell'originale cultura Marxista. E lo stesso possibile descrivere l'Internazionale come contro-rivoluzionaria ed anti-Comunista, con logica e scientifica esattezza, se uno non vede nei fatti niente di più che un diretto visibile risultato e nei testi unicamente le lettere. Uno arriva a certe assurde conclusioni, che sono ugualmente ovvie, quasi ci si dimentica che parole e fatti nel Marxismo sono soggetti a stretti ruoli d'alta scienza: i ruoli della cospirazione e rivoluzione.

G. - Non potremmo mai noi richiederne la conclusione finale?

R. - Fra un attimo. Se la classe lotta, nella sfera economica, diventa riformista alla luce dei suoi primi risultati, e per quella ragione contraddice le teoretiche presupposizioni, con le quali determina la stabilizzazione del Comunismo, questo è, nei suoi veri principi reali, puramente rivoluzionari. Ma lo ripeto: questo è soggetto ai ruoli della cospirazione, che servono principalmente per mascherarsi ed innalzarsi al di sopra dei suoi veri scopi… La limitazione dell'eccesso di valuta ed in tale modo anche l'accumulazione come conseguenza della lotta di classe - che è sempre materiale d'apparenza, un'illusione, è un modo per stimolare basici movimenti di massa rivoluzionari. Uno sciopero è un immediato attentato alla mobilitazione

{p. 18} rivoluzionaria. Indipendentemente da come questa sia conquistata o no, i suoi effetti economici sono anarchici
. Come risultato di questo metodo vi è l'impoverimento della posizione economica di una classe che conduce verso l'impoverimento dell'economia in generale; in ogni caso vi saranno la misura ed i risultati dello sciopero, e questo lo stesso porteranno alla riduzione della produzione. Il risultato generale: più povertà, dalla quale le classi lavoratrici non possono staccarsi. Questo è solo qualcosa: ma non è l'unico risultato e non è il più importante. Come noi sappiamo, l'unico scopo di una lotta nelle sfere economiche è guadagnare di più e lavorare poco. Una qualche assurdità economica, ma in accordo con la nostra terminologia, è una tale contraddizione, che non è stata annunciata alle masse, le quali sono sempre bloccate dall'adeguamento dei salari, in ogni modo annullati dall'innalzamento dei prezzi. E se i prezzi sono limitati da azioni governative, quando stesse cose accadono, come ad esempio la contraddizione tra l'augurarsi di spendere di più, producendo poco, è qui qualificata dall'inflazione monetaria. Così si è portati ad un circolo improduttivo: uno sciopero, paura, inflazione, paura.

G. - Con l'eccezione quando lo sciopero è piazzato a costi all'eccesso di valuta nel Capitalismo.

R. - Teoria, pura teoria. Parlandoci fra noi, prendendo ogni annuale manuale riguardante l'economia d'ogni paese e gli affitti divisi e le totali tasse da tutti quelli che ricevono stipendi o salari, e si vedrà che un risultato straordinario emergerà. Il risultato è il più contro-rivoluzionario fatto, e noi lo teniamo in un completo segreto. Questo perché se lei lo deduce dalla teorica divisione dei salari e i costi dei direttori, che potrebbero patirne le conseguenze con l'abolizione dell'imprenditoria, in ogni caso lo stesso la vi rimane un dividendo che è un debito per il proletariato. In realtà in ogni modo un debito, se noi consideriamo la riduzione nel volume e qualità della produzione. Come lei adesso vedrà, chiamare lo sciopero, il principio per compiere un rapido impoverimento di benessere del proletariato è sempre una scusa; una scusa avanzata in modo di forzare a commettere un sabotaggio a Capitalistiche produzioni. In tale modo la contraddizione dei sistemi borghesi aggiungono contraddizioni fra il proletariato; queste sono dubbie armi della rivoluzione, e questo - che è ovvio - non s'evidenzia da solo: esistono un'organizzazione, capi, discipline, ed insieme con quelli l'esistente stupidità. Lei non sospetta che le molte citate contraddizioni del Capitalismo, ed in particolare quella finanziaria, siano in ogni caso organizzate da qualcuno? … Sulle basi di queste deduzioni io potrò ricordarle che le sue economiche lotte dell'Internazionale proletaria coincidono con l'Internazionale finanziaria, entrambe producono inflazione, qualcuno potrebbe asserire che è una coincidenza, qualcun altro presumerlo, è lo stesso un accordo. Queste sono le sue stesse parole.

G. - Io ho adesso il sospetto su qualche assurdità, che ha l'intento di far girare un nuovo paradosso, ciò che io non posso immaginare. Questo dimostra come lei voglia alludere all'esistenza di un Capitalismo seguito all'Internazionale Comunista, come qualcosa di un unico nemico comunque.

R. - Esattamente così. Quando io parlo d'Internazionale finanziaria, io la penso come un Comintern (N.d.T. - "Comunione interna"), ma ammettendo l'esistenza di un "Comintern", io non voglio assicurare che essi siano in antitesi.

G. - Non ci faccia perdere tempo con invenzioni e fantasie, io le assicuro che lei ha scelto il momento sbagliato.

R. - Ma in ogni modo lei asserisce che io sono un cortigiano di

{p. 19} "Notti Arabe", che usa la sua immaginazione notturna per salvare la propria vita… No, se lei pensa che io sia uscito dal tema, lei è in torto. In modo d'appellarci richiedendo quello per il quale noi ci siamo accordati nel nostro intento, se vero, prima d'illuminarla su tutte le più importanti materie, che l'hanno condotta alle sue generali mancanze d'attribuzione a quello che io voglio chiamare "l'Alto Marxismo." Io non oso evadere queste spiegazioni che conosco bene come a qualche mancanza di conoscenza esistente nel Cremlino … Mi permetta di continuare.

G. - Lei continui. Ma è vero che se tutto questo sarà visto unicamente come una perdita di tempo per eccitare l'immaginazione, in seguito questo passatempo potrebbe avere un triste epilogo. Io glielo chiedo esplicitamente.

R. - Io continuo come se non avessi sentito nulla. Pertanto siccome lei è uno scolaro in relazione al Capitale, e io voglio far riferimento ai suoi talenti induttivi, io potrò rimandarla a qualcosa di veramente curioso. Annunciandole con cosa la penetrazione di Marx andò alle conclusioni portando in seguito in esistenza l'industria Britannica, con concernenti sue conseguenze, per esempio la contemporanea industria colossale; con la sua analisi e le critiche: qualcosa come un'immagine antipatica portata dai suoi fabbricanti. Nella sua immaginazione e in quella delle masse si potrà innalzare la terribile immagine del Capitalismo nelle sue più umane materializzazioni: un grasso-panciuto fabbricante con un sigaro in bocca, così com'è stato descritto da Marx, che con auto soddisfazione trascina moglie e figli al lavoro sulle strade. Non è così? Allo stesso modo ricordi la moderazione di Marx e la sua borghese ortodossia quando si studia la questione dei soldi. Nel problema dei soldi non facendola apparire insieme alle sue famose contraddizioni. Le finanze non esisterebbero per lui come qualcosa d'importanza finalizzata a se stessa; il traffico e la circolazione dei soldi sono i risultati d'abominevoli sistemi di produzioni Capitalistiche, alle quale s'assoggettano loro stesse e dalle quali sono pienamente determinate. Nella questione dei soldi Marx è reazionario delle uniche immense sorprese lui fu una speculare mentale "stella a cinque punte" unicamente Sovietica, con la qual imbrillantinare l'Europa dappertutto, la stella composta dai cinque fratelli Rothschild con le loro banche, che possiedono colossali accumuli di ricchezze, i grandi sempre conosciuti … Così questo fatto, è così colossale come questa mal condotta immaginazione del popolo di quest'epoca, passata innominata da Marx. Questo è qualcosa di molto strano … Non è così? Ed è possibile che questo strano impedimento di Marx s'innalzi a fenomeno che è comune ad ogni futura rivoluzione sociale. Ed è questo: noi possiamo tutti confermare che quando le masse prendono possesso di una città o di un paese, dopo sembra siano ugualmente colpite da una sorta di superstiziosa paura nei confronti delle banche e dei banchieri. Chi ha ucciso Re, generali, vescovi, poliziotti e preti ed altri rappresentanti delle odiate classi privilegiate; un palazzo derubato e bruciato, chiese e in uguale modo centri scientifici, ma dov'è resistente alle rivoluzioni economiche-sociali, le vite dei banchieri sono rispettate, e come risultato magnifiche costruzioni delle banche rimangono intaccate… Secondo con le mie informazioni, prima che io fossi arrestato, questo continuerà ad esistere ugualmente adesso…

G. - Dove?

R. - In Spagna… Lei non lo sa? Da come me lo domanda, me lo dice da se stesso: non trova tutto questo molto strano? Pensi, la polizia… Io non so, se ha prestato attenzione alla strana somiglianza che esiste fra l'Internazionale finanziaria ed il proletariato Internazionale? Io potrei assicurare che una è l'altra sede dell'altra, ed il ritorno della sede è l'unico proletariato più moderno del finanziario.

{p. 20} G. - Dove vede lei somiglianza in cose così opposte?

R. - Obiettivamente quelle sono identiche. Come ho provato, il Comintern, parallelamente duplicato dal movimento riformista e dall'intero sindacalismo, chiama all'anarchia della produzione, inflazione, povertà attese nelle masse. Finanze, a capo dell'internazionale finanziaria, doppiata, coscientemente od inconsciamente da finanze private, che creano le stesse contraddizioni, già in gran numero… Noi possiamo prontamente costatare la ragione per la quale Marx nascondeva contraddizioni finanziarie, le quali potevano non rimanere al di dentro dei suoi penetranti intenti, se le finanze non hanno avuto un alleato, l'influenza del quale - obbiettivamente rivoluzionaria - sarebbe immediatamente dopo straordinariamente importante.

G. - Un'inconscia coincidenza, ma non un'alleanza che presuppone intelligenza, conformità.

R. - Ci porta a considerare questo punto di vista se lo gradisce. Adesso noi andremo meglio sopra ad analisi soggettive delle finanze e ancora di più: ci porterà a vedere come una sorta di popolo personale è al lavoro in questi frangenti. L'internazionale essenza di soldi è ben conosciuta. Da questi fatti emerge un'organizzazione che la segue e l'accumula in una società cosmopolitica. Finanze al loro apogeo, con stesso scopo, l'internazionale finanziaria - nega e non riconosce qualsiasi cosa nazionale. Esse non riconoscono lo Stato, perciò lo stesso anarchico e potrebbe essere assolutamente anarchico se - la negazione d'ogni stato nazionale, dove non solo, dalle necessità, è uno Stato nelle sue basiche essenze. Lo stato come lo è ogni potere. E i soldi sono un potere esclusivo.

Il superstato comunista, che noi abbiamo creato prontamente durante l'intero secolo, e lo schema dell'internazionale di Marx. Lo analizzi e lei ne vedrà le sue essenze. Lo schema dell'Internazionale ed i suoi prototipi dell'USSR - che sono puro potere. La basica somiglianza fra le due creazioni è assoluta. È qualcosa di fatalistico, inevitabile, le personalità e gli autori d'entrambe sono identici. I finanzieri sono un internazionale come lo sono i Comunisti. Entrambi, con l'aiuto di svariati pretesti e principi diversi, in lotta con i nazionali borghesi dello Stato e lo negano. Il Marxismo in questo modo si converte in uno Stato Comunista., da ciò deriva che il Marxismo è principalmente un internazionalismo: i finanziatori negano lo stato borghese nazionale e la negazione dello stesso, infatti, non facendolo manifestare come un internazionalismo, ma come un cosmopolitismo anarchico… Questo è in apparenza al portato stadio, ma ci porta a vedere cosa realmente è e cosa vuole essere. Come lei vede, nel rifiuto c'è una chiara somiglianza individuale fra gli Internazionalistici-Comunistici e i finanzieri-cosmopoliti; come naturale stato c'è la stessa somiglianza fra l'Internazionale Comunista e l'Internazionale finanziaria…

G. - Questa è un'occasione similare soggettivamente ed obbiettivamente in contraddizione, ma con un'esile erosione ed avendo un qualche piccolo significato il più radicale che esista in realtà

R. - Mi segua senza replicare come adesso, così non interromperà la logica sequenza… Io lo stesso intendo decifrare l'assioma di base: i soldi sono potere. I soldi sono oggi il centro di gravità totale. Io spero che lei concordi con me?

G. - Continui, Rakovsky, l'imploro.

R. - La comprensione di come l'Internazionale finanziaria che ha raggiunto gradualmente, leggi al di sopra della nostra epoca, sia diventata maestra dei soldi, quel

{p. 21} magico talismano, che è diventato per il popolo quello per il quale Dio e la nazione è stabilita, è qualcosa che eccede in scientifici interessi uguale all'arte di una strategia rivoluzionaria. Io glielo posso spiegare. Gli storici e le masse, impediti dai tiri delle pompe rivoluzionarie Francesi, persone intossicate dal fatto che questo abbia posto al potere Re e classi privilegiate, non può spiegare come un piccolo gruppo di misteriose, accurate ed insignificanti persone abbiano preso possesso dell'effettivo potere Reale, quel magico potere, quasi divino, ottenuto quasi senza conoscerlo. Le masse non conoscono che il potere è stato piazzato da altri ai quali essi ugualmente si sono assoggettati alla schiavitù più crudele di quella del Re, che poi, in vista dei suoi religiosi e morali pregiudizi, fu incapace di portare vantaggio di qualche potere. Così quello che avvenne all'incirca al supremo Regale potere fu condotto da persone, le cui morali, intellettuali e cosmopolite qualità non poterono usarlo in seguito. E' chiaro, che questo avvenga dove i popoli non sono mai stati Cristiani, ma cosmopoliti.

G. - Che cos'è questo mitico potere che essi hanno ottenuto?

R. - Essi hanno acquisito da loro stessi il reale privilegio di coniare denaro … Non rida, ad ogni modo io non posso credere che lei ignori che cosa sono i soldi… io le chiedo di mettersi nella mia posizione. La mia posizione in relazione a lei e come quella dell'assistente di un dottore, che potrebbe aver spiegazioni batteriologiche alla resurrezione medica di un uomo dell'epoca precedente a Pasteur. Ma io posso spiegare la sua mancanza di conoscenza nei miei confronti e posso dimenticarla. Il nostro linguaggio ci conduce all'uso di parole che portano a pensieri scorretti circa a cose ed azioni, grazie al potere d'inerzia dei pensieri, i quali non corrispondono ad esatte realtà. Io dico: denaro. E' chiaro che nella sua immaginazione immediatamente appaiano immagini di reali soldi metallici e della carta monetizzata. Ma questo non è così. I soldi non sono quella reale circolazione di coniato che è un vero anacronismo. Ammesso che esista e circoli, questo è grazie all'atavismo, sempre perché è conveniente mantenere l'illusione, una pura immaginaria finzione per i presenti giorni.

G. - Questo è un brillante paradosso, arrischiato ed allo stesso tempo poetico.

R. - Come sa questo è in ogni modo brillante, ma non è un paradosso. Io lo so - ed è questo il motivo del suo sorriso - quegli Stati stanno coniando soldi su pezzi di metallo o carta con busti Reali o creste nazionali; bene, così cosa? Una gran parte dei soldi circolanti per vasti affari, come rappresentanti tutte le nazionali ricchezze, soldi, sì, - questo è stato provveduto da quelle poche persone delle quali io accennavo.. Titoli, figure, valuta, promettenti note, sanzioni, ribassi, quotazioni, sembianze senza fine che inondano Stati come a cascate. Che cosa si sono comparati con quei soldi metallici o di carta? … Qualcosa priva d'influenza, qualcosa al minimo della cresciuta inondazione di tutte le piene di denaro finanziario. Essi, sono i più sottili psicologi, che sono abili di guadagnare di più ugualmente senza tribolazioni, grazie alla mancanza di comprensione. In aggiunta all'immensa varietà di differenti forme di finanziamenti monetari, essi creando la carta di credito avendo in vista di prodursi volume chiuso all'infinito. E dandogli rapidamente un suono… questa è un'astrazione, un essere pensante, una figura, un numero, credito, destino … Lo capisce con immediatezza? … Frode: denaro falso, conduce ad un arresto reale …, usando altra terminologia, così che lei possa capirmi.

{p. 22} Le banche, il rifornimento dei cambi e l'intero ordine finanziario mondiale - è una gigantesca macchina che ha il proposito di portare all'incirca innaturale scandalo, in accordo con l'espressione d'Aristotele; forzare i soldi produce soldi, se questo è qualcosa visto come un crimine in economia, poi in relazione alle finanze lo stesso è un crimine contro un codice criminale, fra questi vi è l'usura. Io non so con quale argomento tutto questo sia giustificato: dalla proposizione che essi ricevono interessi legali … Ugualmente accettando quello, ed ugualmente quell'ammissione è più di quel che è necessario, noi vediamo che l'usura esiste già ugualmente fra gli interessi se il ricevuto lucro è legale, dopo s'inventa e si falsifica la non esistenza del capitale. Le banche hanno in ogni modo tramite le vie dei depositi o di soldi in movimenti produttivi una certa quantità di denaro del quale il quinto è per l'appunto uguale a centinaia di volte più grande di quello che è stato fisicamente coniato in moneta metallica o di carta. Io non saprei dire nulla di quei casi in cui le carte discredito, per esempi false, unicamente fabbricate, siano più grandi della quantità di soldi pagati come Capitale. Tenga a mente che il legittimo interesse non è fissato sul capitale reale ma su un non-esistente patrimonio, l'interesse è illegale così spesso com'è il finto capitale che è più grande dell'unico reale.
Tenga presente che questo sistema, che io ho descritto in dettagli, è uno fra i più innocenti tra quelli usati per la fabbricazione di soldi falsi. Lo immagini da lei, se lei può, un piccolo numero di persone, che hanno un illimitato potere attraverso il possedimento di ricchezza reale, e lei potrà vedere che essi sono degli assoluti dittatori ai depositi del cambio; e come il solo risultato di questo sia produzione di dittatori alla distribuzione ed anche di lavoro e consumi. Se lei ha ogni immaginazione moltiplichi, per il complessivo fattore e lei vedrà le sue anarchiche, morali e sociali influenze, come un esempio unicamente rivoluzionario… Lo capisce?

G. - No, non ancora.

R. - Ovviamente è molto difficile credere ai miracoli.

G. - Miracoli?

R. - Si, miracolo. Non è un miracolo che una capanna di legno sia stata trasformata in un tempio? E già qualche miracolo è stato visto dal popolo migliaia di volte, ed essi non possono bastonare occhieggiando, durante un intero secolo. Fra loro vi è uno straordinario miracolo di cui i membri anziani parlano quei grassi usurai che commerciano con le loro monete, le stesse sono adesso convertite in templi, esposti magnificamente ad ogni angolo delle contemporanee grandi città con i loro colonnati pagani, e credenti che accorrono là con un destino che essi sono pronti a adottare da dei celesti, portando assiduamente il loro deposito di tutti i possedimenti al dio del denaro, che, essi immaginano, viva nelle casseforti d'acciaio dei banchieri, e da chi è predestinato, grazie alla sua divina missione ad incrementare ricchezza ad un metafisico infinito.

G. - Questa è la nuova religione della decaduta borghesia?

R. - Religione, già, la religione del potere.

G. - Lei sembra essere un poeta dell'economia.

R. - Se lo gradisce, in modo di dare un'immagine alle finanze, come di un lavoro artistico del quale ovviamente è più un lavoro di genio ed il più rivoluzionario di tutti i tempi, la poesia è richiesta.

G. - Questa è un'opinione fallimentare. Le finanze, come definite da Marx, ed in speciale modo da Engels, sono determinate dal sistema della produzione Capitalistica.

{p. 23} R. - Esattamente, ma al contrario: il sistema Capitalistico di produzione è determinato dalla finanza. Il fatto che Engels dichiari l'opposto ed uguale tenda (tries) a provarlo, il più ovvio profitto finanzia i ruoli delle produzioni borghesi. Così questo fu uguale prima di Marx ed Engels, le finanze sono state il maggiore completo potere strumentale della Rivoluzione e il Comintern non fu che un giocattolo nelle loro mani. Ma mai Marx né Engels potrà svelare o spiegarlo. Al contrario, facendo uso del loro talento come scienziati, avendo camuffato la verità per una seconda volta negli interessi della rivoluzione. Entrambi essi poterono questo.

G. - Questa storia non è nuova. Questo qualcosa mi rimanda a quello che Trotzky scrisse dieci anni fa.

R. - Mi dica …

G. - Quando lui assicurò che il Comintern è un'organizzazione conservatrice comparsa insieme al deposito dei cambi a New York; lui si riferisce ai grandi banchieri come agli inventori della rivoluzione.

R. - Sì, lui disse questo in un piccolo libro nel quale lui per descrivere il fallimento dell'Inghilterra … sì lui disse questo ed aggiunse: "Chi schiaccia l'Inghilterra lungo i patti della rivoluzione?" … e rispose: "Non Mosca, ma New York."

G. - Ma ricordi che le sue asserzioni sui finanzieri di New York che forgiarono la rivoluzione, furono fatte inconsciamente.

R. - La spiegazione che io prontamente fornisco in modo di poterla aiutare a comprendere perché Engels e Marx camuffarono la verità, è allo stesso modo applicabile a Trotzky.

G. - Io valuto in Trotzky che vi è sempre una sorta di letteraria forma interpretativa, un'opinione di un fatto che qualcuno ugualmente ben conosce, il qual è già stato prontamente calcolato da egli in precedenza. Trotzky dichiara con correttezza che questi banchieri "conducono in atto irresistibilmente ed inconsciamente la loro rivoluzionaria missione."

R. - Veda come loro conducono la loro missione a dispetto del fatto che Trotzky lo abbia dichiarato? Cosa assai strana! Perché essi non valorizzano le loro azioni?

G. - I finanzieri sono rivoluzionari inconsci fra loro c'è qualcosa obiettivamente, che è come il risultato della loro incapacità di vedere le conseguenze finali.

R. - Lei crede a questo sinceramente? Lei pensa che fra questi reali geni ci sia qualcuno che è inconscio? Lei considera degli idioti le persone le quali oggigiorno nel mondo sono assoggettate alla lotta?

G. - Che cosa pretende?

R. - Semplicemente asserire che essi sono obbiettivamente, soggettivamente e chiaramente consci rivoluzionari.

G. - I banchieri! Lei pensa siano principalmente i malvagi?

R. Io, no … Ma lei? Pensi un poco. Quelle persone sono giusto come me e lei.
Le circostanze nelle quali essi controllano denaro in aumenti illimitati, in quel modo nel quale essi lo creano essi stessi. Non ci dà l'opportunità di determinare i limiti delle loro ambizioni… se queste forniscono ad un uomo piena soddisfazione quando è la soddisfazione la sua ambizione. E di tutto la sua soddisfazione in questo

{p. 24} lo potenzierà. Perché non possono queste persone, i banchieri, avere impulsi attraverso il potere, attraverso il pieno potere? Proprio come accade a me e a lei.

G. - Ma se, d’accordo con lei - ed io lo sono allo stesso modo - essi hanno approntato un potere complessivo politico, quale altre facoltà essi vorrebbero possedere?

R. - Io glielo dico rapidamente: piena autorità. Quanto il potere che Stalin ha in USSR, ma sull'intero mondo.

G. - Qualche potere com'è quello di Stalin, ma con opposte aspirazioni.

R. - Il potere se è reale, è assoluto ed è sempre unico. L'idea dell'assoluto esclude le molteplicità. Per questa ragione il potere è soggetto alla ricerca di potere del Comunismo e del "Comintern". Che sono cose dello stesso ordine, sono assolute, ma anche in politica sono uniche ed identiche: esclusivo potere che ha da se stesso un proposito, in ogni modo non assoluto. Fino ai presenti giorni non fu mai stata inventata un'altra macchina di potere totale ad eccezione dello Stato Comunista. Capitalistici poteri delle borghesie in uguale modo sui suoi alti gradini della scala, il potere di Cesare, e fra questi un limitato potere, se in teoria, questa è stata la personificazione deificata dei Faraoni e dei Cesari dei tempi antichi, dopo mai poco, grazie al carattere economico della vita in quei primitivi stati ed in seguito alle tecniche sotto sviluppate dell'apparato Statale, vi furono lungo il percorso stanze per individuali libertà. Capisce che ciò che avviene parzialmente, velocemente sulle nazioni e ai governi mondiali pretende assoluta dominazione? Capisce che questa è l'unica cosa che essi non hanno ancora raggiunto?

G. - Questo è interessante: come minimo un esempio di follia.

R. - Certamente, follia in un minimo grado come nel caso di Lenin, che sognante di potere alla lotta sull'intero mondo dal suo attico in Svizzera o la pazzia di Stalin che sognava le stesse cose durante il suo esilio in una capanna Siberiana. Io penso che i sogni di qualche ambizioso sono molto più naturali per i popoli monetizzati, abitanti in grattacieli di New York.

G. - Ci porti ad una conclusione: chi sono loro?

R. - Lei è così ingenuo nel pensare che se io conoscessi chi sono "Loro", potrei essere un prigioniero qui?

G. - Perché?

R. - Per una ragione molto semplice, fra quelli che sono messi a conoscenza della loro esistenza non potrebbero trovarsi in una posizione nella quale sarebbero costretti a fare rapporti su di loro … Questo è un ruolo fondamentale d'ogni intelligente cospirazione, che lei capisce molto bene.

G. - Ma lei non affermò che loro sono i banchieri?

R. - Io no, ricordi se lo stesso ho parlato della finanziaria è per accennare a delle persone come "Loro" ma niente di più. Se lei vuole che io la informi apertamente, le riporterò dopo dei fatti, ma senza dei nomi, perché io non li conosco. Penso di non sbagliarmi se le affermo che non uno di "Essi" è una persona che occupa una posizione politica o una postazione nella Banca Mondiale. Come ho capito dopo la morte di Rathenau a Rapallo, essi concedono posizioni politiche o finanziarie solo con intermediazioni. Ovviamente con persone che sono fedeli e leali, le quali sono garantite in migliaia di modi: una delle quali asserisce che i banchieri e i politici - sono solo uomini di strascico … solo se essi

{p. 25} occupano posti molto in alto essi sono fatti apparire come gli autori dei piani in conduzione.

G. - Tutto questo può essere compreso ed è anche logico, ma la sua dichiarazione di non conoscerli è forse un'evasione? Ed ugualmente per me, in accordo alle informazioni che impiego, lei occupa un posto sufficientemente alto in questa cospirazione avendo conosciuto molto di più. Lei non ne conosce personalmente nemmeno uno di loro?

R. - Si, ma lo stesso lei non mi crederebbe. Io sono arrivato fino a questo momento dove ho spiegato quando parlavo circa di una persona o individui con una personalità… come si potrebbe dire? … un unico mistico, come Gandhi o qualcuno di simile, ma senza una dimostrazione esterna. Mistici di puro potere, che sono diventati liberi da tutte le volgari trafile. Io non so se lei mi capisce? Bene. Quanto ai loro posti di residenza e nomi, io non li conosco … Immagini Stalin com'è adesso, in realtà mentre conduce l'USSR, ma non circondato da muri di pietra, senza nessuna personalità che lo circonda, ed avendo le stesse garanzie per la sua vita come ogni cittadino. Dal quale egli principalmente dovrà essere protetto contro attentati alla sua vita? Lui è il primo di tutti i cospiratori, qualunque sia grande il suo potere, egli rimarrà anonimo.

G. - Quello che lei dice è logico ma non la credo.

R. - Ma lei già mi crede; io non so nulla, se lo sapessi ne sarei felice! Non sarei qui a difendere la mia vita: io ben comprendo i suoi dubbi e che, in vista dell'educazione politica, lei voglia qualche conoscenza circa le persone. Per onorarla ed anche perché questo è essenziale per lo scopo che ci fa sedere qui entrambi. Io le dirò tutto in modo d'informarla. Lei sa che in accordo alla storia non scritta e celata, Il fondatore della Prima Internazionale Comunista è indicato, lo stesso segretamente come essere Weishaupt. Lei ricorda quel nome? Lui fu alla testa dei massoni che sono conosciuti come Illuminati? Questo nome è stato adottato dalla seconda cospirazione anti-Cristiana di quest'era - gnostica. Questi importanti rivoluzionari, Semiti e Gesuiti in pensione, guardanti al trionfo della Rivoluzione Francese decisa, e per l'appunto lui l'aveva ordinata (con qualche riferimento al suo capo l'importante filosofo Mendelssohn) la fondazione di una segreta organizzazione che finì col provocare ed attivare la rivoluzione Francese e a provvedere poi i suoi obiettivi politici, con il sostegno di trasformarla in una rivoluzione sociale per la stabilizzazione del Comunismo. In questi tempi eroici è stato colossalmente pericoloso alludere al Comunismo come ad un'aspirazione, da ciò derivano le varie precauzioni e segreti, che hanno circondato gli Illuminati. Più che un centinaio d'anni corse prima che un uomo potesse confessare d'essere un Comunista senza paura d'essere imprigionato e condannato. Questo è in parte riconoscibile. Quello che non è conosciuto sono le relazioni fra Wheishapt e i suoi seguaci come il primo dei Rothshilds. Il segreto dell'acquisizione della ricchezza per un banchiere noto può essere spiegato dal fatto che essi furono tesorieri di questo primo Comintern. C'è un'evidenza che quando i cinque fratelli tirarono fuori le cinque provincie dell'impero finanziario in Europa, essi ebbero qualche aiuto segreto per l'accumulazione di queste enormi somme; essendo quei primi Comunisti fra le catacombe Bavaresi diffusesi velocemente dappertutto in Europa. Ma altri dicono, ed io penso a miglior ragione, che i Rothschilds non sono i tesorieri ma i

{p. 26} capi di quel primo segreto Comunismo
. Quest'opinione è basata su quel fatto ben conosciuto che Marx e gli alti capi della Prima Internazionale - l'unica aperta prontamente - fra loro Herzen ed Heine, sono controllati dal Barone Lionel Rothshild, il cui ritratto rivoluzionario fu dato da Disraeli (in Coningsby - Traduzione) il Premier Inglese, che fu la sua creatura, ed è stato portato fino a noi. Egli lo descrive in caratteri di Sidonia, un uomo, che, in accordo alla storia, fu un multimilionario, che conosce e controlla spie, carbonari, frammassoni, Giudaici segreti, zingari, rivoluzionari, eccetera, eccetera. Tutti questi in uguale modo fantastici. Ma è stato provato che Sidonia è un idealizzato ritratto del figlio di Nathan Rotschild, il quale può essere solo dedotto dalla campagna innalzata contro lo Zar Nicholas per favorire Herzen. Lui conduceva quella campagna.

Se tutto quello che noi abbiamo accolto alla luce di questi fatti sono veri, in seguito, io penso, noi possiamo ugualmente determinare chi inventò questa terribile macchina d'accumulazione ed anarchia, quale sono l'Internazionale finanziaria. Allo stesso tempo, io penso, lui potrebbe essere la stessa persona che creò anche l'Internazionale rivoluzionaria. Questo è un atto di genio: creare con l'aiuto del Capitalismo accumulazione d'alti gradi, che schiacci il proletariato attraverso scioperi, spargere speranze, ed allo stesso tempo creare un'organizzazione che unisce principalmente il proletariato con il proposito di guidarli nella rivoluzione. Questo è scrivere il capitolo più magnifico della storia. Di più: ricordi la frase della madre dei cinque fratelli Rotschilde: "Se i miei figli vogliono questo, dopo là non vi saranno più guerre." Questo significa che essi sono gli arbitri, i maestri della pace e della guerra, ma senza imperatori. E' lei capace di visualizzare un fatto di qualche cosmica importanza? Non è forse guerra una funzione rivoluzionaria? Guerra - il Comune. Fino ad ora ogni guerra fu un gigantesco gradino attraverso il Comunismo. Come se qualche misteriosa forza soddisfacesse l'appassionato augurio di Lenin, che è stato espresso a Gorky. Ricorda: 1905-1914. Ammetta al momento che due delle tre leve di potere con le quali si condusse al Comunismo non sono controllate e, non possono essere controllate dal proletariato.

Le guerre sono controllate e portate nient'altro che dalla Terza Internazionale dell'USSR, la quale potrebbe già non esistere più al momento. In uguale modo non possono essere provocate e già poco controllate da quel piccolo gruppo di Bolscevichi che s'affatica attraverso l'immigrazione, in ogni modo essi vogliono guerra. Questo è chiaramente ovvio, L'Internazionale e l'USSR ha sempre qualche possibilità per qualche immense accumulazioni di capitale e la creazione di una nazionale ed internazionale anarchia in produzioni capitalistiche. Come l'anarchia sia capace di forzare le persone con grandi quantità di riserve di cibo, a portare piuttosto il popolo in miseria, ed è capace con quello che Rathenau descrisse in una delle sue frasi, ad esempio, "Portare quella mezza parte del mondo a fabbricare letame, e l'altra metà lo userà." E dopo di tutto, può il proletariato credere che questa sia la causa della sua inflazione, crescendo in geometrica progressione, questa svalutazione, la costante acquisizione d'eccessi di valuta e l'accumulazione di capitale finanziario, ma senza capitale d'usura, e quello come risultato del fatto che non può prevenire il costante abbassamento dei suoi poteri d'acquisto, là si farà posto alla proletarizzazione delle classi medie, che sono le vere oppositrici della rivoluzione. Il proletariato non può controllare le leve delle economie o la leva della guerra. Ma è solo la terza leva, l'unica visibile e dimostrabile leva, che può condurre il soffio finale al potere dello Stato Capitalistico e portarsi al disopra. Già, essi lo piazzeranno, se "Loro" lo vorranno compiere…

{p. 27} G. - Io le ripeto ancora che di tutto questo, che lei ha messo giù in qualche forma letterale, vi sia un nome che noi potessimo ripetere con prontezza per eccedere al termine di questa conversazione: la naturale contraddizione del Capitalismo e se, come lei dichiara, c'è già qualcuno di loro a parte gli attivisti del proletariato, io voglio che lei me lo indichi concretamente come un caso personale.

R. - Ne richiede ancora uno? Bene, allora senta una piccola storia: "Loro, isolando lo Zar diplomaticamente per la Guerra Russo-Giapponese, gli Stati Uniti finanziarono il Giappone; parlando precisamente, questo fu dato da Jacob Shiff, la testa della banca di Kuhn, Loeb & Co., che è il successore della casa dei Rotshild, dove Shiff s'originò. Avendo avuto qualche potere raggiunto negli Stati detentori di colossali possedimenti in Asia per supportare la creazione dell'Impero Giapponese che era uno stato incline alla xenofobia: e in Europa prontamente risentì gli effetti di quella xenofobia. Dei prigionieri dei campi di guerra che andarono a Petrogrado come i migliori combattenti, addestrati come agenti rivoluzionari; essi furono spediti là dall'America col permesso del Giappone, ottenuto attraverso le persone che lo avevano finanziato. La Guerra Russo-Giapponese, grazie all'organizzata sconfitta dell'armata dello Zar, chiamò in avanti la rivoluzione del 1905, la quale fu prematura, ma fu molto vicina al pieno successo; uguale se non potendo guadagnare, potette già creare le condizioni politiche richieste per la vittoria del 1917. Io potrei dirle ugualmente di più. Ha letto lei la biografia di Trotzky? Si richiama al suo primo periodo rivoluzionario. Lui era ancora un uomo giovane: dopo il suo volo per la Siberia lui visse qualche tempo fra gli emigranti a Londra, Parigi, Svizzera; Lenin, Plekhanov, Martov e gli altri capi videro lui unicamente come una nuova promessa venuta. Ma egli velocemente osò durante la prima spaccatura diventare indipendente, ottenne di diventare l'arbitro della riunione. Nel 1905 lui aveva 25 anni e ritornò in Russia da solo, senza una festa e senza la sua stessa organizzazione. Legga le relazioni della rivoluzione del 1905 quelle che non sono state "tolte di mezzo" da Stalin, per esempio quello di Lunatcharsky, che non era un Trotziska. Trotzky è la figura capo durante la rivoluzione in Petrogrado. Questo è come realmente andò. Sempre egli emerse in quello con incremento di popolarità ed influenza. Non Lenin o Martov, non Plekhanov acquisirono popolarità. L'unico che la portò e non ne perse mai un poco. Perché e come s'innalzò lo sconosciuto Trotzky, guadagnando potere da una mossa più grande di quella che la vecchia e più influente classe rivoluzionaria aveva avuto? Molto semplice: il suo matrimonio. Insieme con lui c'era al suo arrivo in Russia sua moglie - Sedowa. Non sa chi è lei? Lei è associata con Zhivotovsky, allineato con i banchieri Warburg, colleghi e relativi di Jacob Schiff, ad esempio di quel gruppo finanziario, del quale io le dissi, lo stesso che finanziò la rivoluzione del 1905. Questa è la ragione per la quale Trotzky, in una mossa, mosse alla cima della lista dei rivoluzionari. E qui, ugualmente, lei ha le chiavi della sua reale personalità. Ci porta a saltare al 1914. Al posto della persona che fece l'attentato all'Arciduca si posizionò Trotzky, e quell'attentato provocò la Guerra in Europa. Lei crede che la morte e la guerra - siano semplici coincidenze? …, come'è stato detto ad uno dei congressi Sionisti da Lord Melchett. Analizzare alla luce della "non-coincidenza" gli sviluppi delle azioni militari in Russia. "Sconfitta" è una parola esemplare. L'aiuto degli alleati per lo Zar fu regolato e controllato con qualche abilità che portò gli ambasciatori Alleati a fabbricare un argomento che portò lo Zar Nicholas, grazie alla

{p. 28} sua stupidità, in avanzamenti suicidi, uno dopo l'altro. La massa dei Russi non può essere foraggiata, fu immensa, ma non inesauribile. Una serie di sconfitte portò alla rivoluzione. Quando, il trattato finì in tutte le sedi, allora in seguito una cura fu trovata nella forma di stabilire una repubblica democratica - "un'ambasciata repubblicana" come Lenin la chiamava principalmente e questa prevedeva l'eliminazione d'ogni trattato ai rivoluzionari. Ma questo non è tutto. Kerensky fu il provocatore del futuro vantaggio al costo di una gran quantità di sangue. Lui la comprese così che la rivoluzione democratica potesse spargersi di là dai suoi confini Ed ancor di più: fu Kerensky a consegnare completamente lo Stato al Comunismo, lo compì lui. Trotzky aveva avuto la scelta in un "celato modo" occupando interamente l'apparato di Stato. Quelli furono strani impedimenti! Bene, questa è la realtà della più lodata rivoluzione d'Ottobre. I Bolscevichi parlarono di quello che "Loro" comunicarono.

G. - Lei osa affermare che Kerensky era un collaboratore di Lenin?

R. - Di Lenin - no. Di Trotzky - sì; e dicendolo in modo ancor più corretto - un collaboratore di "Loro".

G. - Un assurdità.

R. - Non può capirlo … lei precisamente? Questo mi sorprende. Se lei vuole diventare una spia, che si trova al di sotto della sua entità, lei deve attenersi alla posizione di comando alle fortezze del nemico, non volendo aprire poi i ponti alle forze attaccanti nelle quali lei presta servizio attualmente? Non volendo lei diventare un prigioniero che sperimenta la sconfitta? Non volendo lei essere in pericolo di morte durante l'attacco sulle fortezze se uno degli attaccanti, non conoscendo che la sua uniforme è solo una mascheratura, potendo essere preso come un nemico? Mi creda: offenda le statue ed i mausolei - il Comunismo è molto più indebitato a Kerensky che a Lenin.

G. - Lei vuole assicurare che Kerensky era volontariamente un conscio sconfitto?

R. - Si, questo mi è sicuramente chiaro. Capisce che io personalmente ho preso parte in tutto questo. Io potrei dirle ancora di più: non vuole sapere chi finanziò la rivoluzione d'Ottobre? "Loro" la finanziarono, in modo particolare attraverso gli stessi banchieri che avevano finanziato il Giappone nel 1905, ad esempio Jacob Schiff, ed i fratelli Warburg; quelli che principalmente attraverso la gran costellazione dei banchieri, attraverso una delle cinque banche che sono parte della Federal Reserve, attraverso la banca di Kuhn, Loeb & C., presero parte lo stesso anche altri banchieri americani ed Europei, come Guggenheim, Hanauer, Breitung, Ashberg, il "Nya Banken" di Stoccolma. Io ero là "per scelta", là a Stoccolma, e partecipai alla trasmissione dei fondi. Finché Trotzky arrivò io ero l'unica persona ad essere intermediaria dalla sede rivoluzionaria. Ma quando Trotzky arrivò, io principalmente rilevavo che gli Alleati lo avevano espulso dalla Francia per essere uno sconfitto. E gli stessi Alleati gli fecero relazioni così che potesse essere uno sconfitto nell'alleata Russia … "Un'altra possibilità." Chi lo arrangiò? Le stesse persone che avevano fatto in modo che Lenin passasse attraverso la Germania. Si, "Loro" furono abili a portare lo sconfitto Trotzky fuori dei campi Canadesi all'Inghilterra e a spedirlo in Russia, dandogli l'occasione di passare libero attraverso tutto il controllo degli Alleati; alcuni di "Loro" - un certo Rathenau - accompagnò l'escursione di Lenin attraverso la Germania nemica. Se lei potesse rilevare lo studio della storia della rivoluzione e della guerra civile senza pregiudizi e userà tutte le sue

{p. 29} capacità d'indagare, come lei le applica con conoscenza per cose meno importanti e meno ovvie, quando dopo il suo studio d'informazioni nella loro totalità, ed anche dallo studio dei dettagli separati approntato su aneddotici avvenimenti lei s'incontrerà con una serie di "stupefacenti opportunità."

G. - Prontamente, ci porta ad accettare l'ipotesi che non ogni cosa era stata un evento fortunato. Quali deduzioni lei compie per rendere risultati pratici?

R. - Mi faccia finire questa piccola storia, e poi noi potremo arrivare alla conclusione. Dal tempo del suo arrivo in Petrogrado Trotzky fu apertamente ricevuto da Lenin. Come lei sa sufficientemente bene, durante l'intervallo delle due rivoluzioni c'erano state profonde differenze fra loro. Tutto dimenticato e Trotzky emerse come il maestro del suo traffico in materia di trionfo della Rivoluzione, che Stalin lo volesse o no. Perché? Quel segreto è conosciuto dalla moglie di Lenin - - Krupskaya, lei conosce Trotzky: fu lei che lo persuase a ricevere Trotzky. Se lui non lo ricevette, fu perché Lenin poteva essere rimasto bloccato in Svizzera; questa fu per lui una ragione seria, e per giunta egli sapeva che Trotzky provvedeva soldi ed aiutava a portare una colossale assistenza internazionale, una prova fu la destinazione del treno. Ancor di più quello fu il risultato del lavoro di Trotzky, e non della determinazione di ferro di Lenin che fu l'unificazione intorno all'insignificante festa dei Bolscevichi dell'intera ala-Sinistra del campo rivoluzionario, le rivoluzioni sociali ed anarchiche. Non fu per niente che la festa reale della "non-festa" di Trotzky fosse l'antico "Debito" del proletariato Giudaico, dal quale emergevano tutte le rivoluzionarie branche di Mosca, e dalle quali esso portò il 90% dei suoi capi; non l'ufficiale e ben conosciuto Debito, ma il segreto Debito che era stato infiltrato in tutte le parti Socialiste, i capi delle quali erano almeno tutti sotto il suo controllo.

G. - E Kerensky ugualmente?

R. - Kerensky allo stesso modo …, ad anche altri capi che non erano Socialisti, i capi delle politiche fratture borghesi.

G. - Come?

R. - Lei si ricorda circa del ruolo della frammassoneria nella prima fase della democratica rivoluzione borghese?

G. - Sono essi altrettanto controllati dal Debito?

R. - Naturalmente, come la vicina immersione (steep), ma di fatto soggetta a "Loro."

G. - A dispetto dell'innalzante onda del Marxismo che tratteneva solo le loro vite e privilegi?

R. - A dispetto di tutto questo, ovviamente essi non poterono intravedere quel pericolo. Tenga in mente che ogni massone dice e spera di vedere con la sua immaginazione più di quello che c'è in realtà, siccome egli immaginava quello che era più vantaggioso per lui. Come un profitto del potere politico delle sue associazioni essi assicurano che i massoni che sono al governo e ai pinnacoli degli Stati delle nazioni borghesi, dei quali i numeri crebbero in tutti i tempi. Tenga a mente che attualmente i ruoli di tutte le nazioni Alleate sono dei frammassoni, con molte poche eccezioni. Questo fu per loro un argomento di gran forza. Essi credettero pienamente che la rivoluzione si sarebbe fermata alla borghese repubblica di tipo Francese.

G. - D’accordo con l'immagine che è stata data della Russia del 1917 uno dovrebbe essere una persona molto ingenua nel credere a tutto questo…

{p. 30} R. - Essi furono ed essi lo sono in qualche modo. I Massoni non hanno studiato nulla dalla prima lezione la quale per loro, è stata la Gran rivoluzione, nella quale essi pianeggiarono un colossale ruolo rivoluzionario; questo ha consumato la maggior parte dei massoni, agli inizi con il Gran maestro dell'Orleans Lodge, più correttamente il frammassone Luigi VI, in modo di continuare dopo la distruzione dei Girondisti, Hebertisti, Giacobini, eccetera … e se qualcuno sopravvisse quello lo fu per bocca di Brumaire.

G. - Lei vorrebbe affermare che i frammassoni sono morti nelle mani della rivoluzione che era stata ottenuta con la loro cooperazione?

R. - Esattamente così. Lei ha formulato una verità che è velata da un gran segreto. Io sono un massone, lei chiaramente sa qualcosa circa a questo. Non è così? Bene, io potrò confidarle questo gran segreto, che essi promisero di svelare ad un massone ad uno degli alti gradi, ma al quale non gli era stato svelato più in là del 25 grado, non il 33 grado, non il 93 grado, non ogni altro alto livello rituale. E' chiaro che io so di questo senza essere un frammassone, ma come uno che appartiene a "Loro" …

G. - E che cosa significa questo?

R. - Ogni organizzazione massonica si presta ad ottenere e creare tutti i pre-requisiti richiesti per il trionfo della Rivoluzione Comunista, questo è l'ovvio scopo della frammassoneria è chiaro che tutto questo è dato sotto vari pretesti ma essi in ogni modo celarono loro stessi di là del loro ben conosciuto triplice motto. (Libertà, Eguaglianza, Fraternità - Traduzione) Lo capisce? Ma la rivoluzione Comunista avendo in mente la liquidazione, come classe, interamente borghese, della fisica distruzione di tutti i ruoli politici borghesi, ne segue che il reale segreto della massoneria è il suicidio della frammassoneria come organizzazione, ed il fisico suicidio d'ogni più importante massone. Lei può, lo stesso, capire qualcosa di questo alla fine, che è stata preparata per ogni massone, meritevole dei pieni segreti, decorazioni ed ulteriori richieste di serie di segreti inclusi, in vista dell'unico reale. Se un giorno lei sarà presente a qualche futura rivoluzione non si faccia mancare l'opportunità d'osservare i gesti di sorpresa e l'espressione di stupidità sulla faccia di qualche frammassone del momento quando capirà che la maggior parte di loro muore nelle mani dei rivoluzionari. Come urlando essi esigano quell'unico che può valutare i loro servizi alla rivoluzione! Questo è un segno col quale uno può morire … ma di risate.

G. - Ma lei rifiuta ancora l'innata stupidità delle borghesie?

R. - Io la rifiuto nella borghesia come una classe, ma non in certi settori. L'esistenza di cliniche per pazzi non prova una pazzia universale. I massoni sono anche una casa di pazzi, ma in libertà. Ma continuando in aggiunta: la rivoluzione ha avuto vittorie, i pezzi del potere sono stati raggiunti. Là sorge il primo problema, pace, e con quello la prima differenza fra la festa, nella quale là partecipano le forze della coalizione, quelle che assunsero vantaggio sul potere. Io non le spiegherò quello che è già ben conosciuto circa il combattimento che si sviluppò a Mosca fra gli aderenti e gli opponenti della pace di Brest-Litovsk. Io potrò sempre tirarlo fuori ciò che rapidamente diventerà evidente in seguito, quella che fu chiamata opposizione Trotzkysta, ad esempio queste sono persone, una parte delle quali è prontamente liquidata ed altre lo saranno: essi sono stati tutti quelli che erano contrari al trattato di pace. Quella pace fu un inganno ed un inconsapevole tradimento di Lenin alla

{p. 31} Rivoluzione Internazionale. S'immagini i Bolscevichi a Versailles durante la Conferenza di Pace, e in seguito nella lega delle nazioni, trovandosi in Germania con l'Armata Rossa, la qual è stata armata ed incrementata da tutti gli Alleati. Lo Stato Sovietico ha potuto partecipare con le armi nella rivoluzione in Germania … Sicuramente un'altra mappa dell'Europa in seguito emergerà. Ma Lenin, intossicato dal potere, con l'aiuto di Stalin, che ha gustato allo stesso modo i frutti del potere assunto dall'ala nazionale Russa della festa, avendo a loro disposizione le risorse materiali, si rinforzarono. In seguito nacque il "Socialismo in ogni paese", come ad esempio il Nazionalcomunismo, il quale ha raggiunto il suo apogeo sotto Stalin. E' ovvio che anche in quel caso vi fu un combattimento, ma sempre in qualche forma ed estensione tale che lo stato Comunista non possa essere distrutto; queste condizioni sono state legate all'opposizione durante l'intero tempo delle aggiunte lotte condotte ai nostri giorni. Questa fu la ragione del nostro primo fallimento e di tutti quelli che seguirono, Ma il tiro fu severo, crudele, oltretutto nascosto in modo di non compromettere la nostra partecipazione al potere. Trotzky l'organizzò, con l'aiuto dei suoi amici, l'attentato di Kaplan alla vita di Lenin. Sui suoi ordini Blumkin uccise l'Ambasciatore Mirbach. Il colpo di stato che fu preparato da Spiridonova con le loro rivoluzioni sociali era stato coordinato con Trotzky. Il suo uomo per tutti questi affari, che erano immuni da ogni sospetto, furono Rosenblum, un Giudaico Lituano, che aveva usato il nome d'O'Reilly, e fu conosciuto come la migliore spia dell'Intelligence Britannica. Infatti, lui era un uomo di "Loro". La ragione per la quale questo famoso Rosemblum fu scelto, era perché fosse sempre conosciuto come una spia Britannica, in caso di fallimento la responsabilità d'assassinii e cospirazioni non sarebbe ricaduta su Trotzky, non su noi, ma sull'Inghilterra. Questo è ciò che accadde. Grazie alla Guerra Civile noi rifiutando metodi cospiratori e terroristici come noi gli demmo l'occasione d'avere nelle mani le reali forze dello Stato, in tale modo appena Trotzky divenne l'organizzatore ed il capo dell'Armata Rossa; prima che l'armata fosse stata continuamente ritrattata dai bianchi e i territori dell'USSR fossero ridotti ad un pezzo dell'antico Principato di Mosca. Ma, qui, come per magia, iniziò la conquista. Quale pensa che sia la ragione? Il risultato di una magia o di una scelta? Io le posso dire: quando Trotzky arrivò al comando dell'Armata Rossa e dopo che ebbe nelle sue mani le forze necessarie per stabilire il potere. Una serie di vittorie incrementò il suo prestigio e forze: fu allora possibile velocemente sconfiggere i Bianchi. Lei pensa che la storia ufficiale fosse vera quando attribuisce ad una disarmata ed indisciplinata Armata Rossa il fatto che col suo aiuto fosse stata raggiunta una serie di vittorie?

G. - Ma per chi?

R. - Al 90% essi erano indebitati con "Loro." Non ricorda quello che per i Bianchi era, a loro modo, democratico. I Menscevichi erano con loro ed i rimanenti di tutte le parti Liberali. Dentro a quelle forze "Loro" in ogni caso ebbero al loro servizio molte persone, consapevoli od inconsapevoli. Quando Trotzky all'inizio del comando su quelle persone fu ordinato di tradire sistematicamente i Bianchi ed allo stesso tempo essi promisero partecipazione, circa in un breve tempo, al Governo Sovietico. Maisky fu una di queste persone, uno dei pochi nel caso in cui quella promessa fosse condotta, ma fu abile a raggiungerla sempre dopo che Stalin fu convinto della sua fedeltà. Questo sabotaggio, collegato con una progressiva diminuzione d'aiuto degli Alleati ai Bianchi in generale che a parte tutto questo

{p. 32} furono degli idioti fortunati, forzati a sperimentare sconfitta dopo sconfitta. Finalmente Wilson introdusse il Punto 6 nei suoi famosi 14 Punti (4) (vedere nota in fondo alla pagina) la cui esistenza fu ogni volta fatta in modo di concludere una volta per sempre gli attentati dei Bianchi che combattevano contro l'USSR. La guerra civile aveva rafforzato la posizione di Trotzky come un erede di Lenin. Fu così senza ogni dubbio. Il vecchio rivoluzionario poteva adesso morire, avendo acquisito fama. Se fosse rimasto vivo dopo la pallottola di Kaplan, lui non sarebbe potuto rimanere vivo dopo il processo segreto alla forzata fine della sua vita, alla quale fu assoggettato.

G. - Trotzky accorciò la sua vita? Questo sarà un punto favorevole per il nostro processo! Non fu Levin il medico di Lenin?

R. - Trotzky? … E' probabile che abbia partecipato, ma è certo che ne fosse a conoscenza. Ma alla lunga come la tecnica realizzazione fosse eseguita …, non è importante; chi lo avrebbe saputo? "Essi" avevano un sufficiente numero di canali in modo di poter penetrare dove essi volessero.

G. - Ad ogni modo la morte di Lenin è una materia di grandissima importanza e potrebbe essere degna d'essere trasferita all'esame nel prossimo processo … Che cosa ne pensa Rakovsky, sta a lei la scelta d'essere l'autore di questo affare? E' chiaro che se lei fallisce il successo in questa conversazione … L'esecuzione tecnica la conosce bene come dottore…

R. - Io non gliela raccomando. Lasci questa materia sola, e già sufficientemente pericolosa per Stalin. Lei sarà abile di diffondere la sua propaganda come s'augura: ma "Essi" hanno la propaganda più potente e la domanda come a qui podest- chi guadagna, ci forzerà a vedere in Stalin l'uccisione di Lenin, e quest'argomento sarà più forte d'ogni confessione estratta da Levin, da me o da ogni altro.

G. - Che cosa vorrebbe dire con questo?

R. - Questo è un classico ed infallibile metodo per determinare chi è l'uccisore e per fermare chi ci guadagna…, e alla lunga come l'assassinio di Lenin sia concernente, in quel caso il beneficiario fu il suo capo - Stalin. Grazie a questo ed io le domando di non fare commenti, che mi possano distrarre e m'impediscono di terminare.

G. - Molto bene, continui, ma lei sa lo stesso che …

R. - E' che Trotzky non l'ereditò da Lenin, non per un calcolo umano ma perché fu perso qualcosa nel piano. Durante la malattia di Lenin Trotzky teneva nelle sue mani i fili del potere, il che era più che sufficiente ad abilitarlo come successore di Lenin. E misure erano state prese dichiarando una sentenza di (*5) (Nota in fondo alla pagina) Wilson nel Punto 6: "L'evacuazione di tutto il territorio Russo, e una qualche sistemazione di tutte le questioni che affliggevano la Russia assicuravano al meglio le cooperazioni libertarie delle altre nazioni del mondo nell'ottenere per lui dell'impareggiabile ed imbarazzante opportunità per l'indipendente determinazione dei suoi stessi sviluppi politici e nazionali assicurazioni, ed assicurandogli un sincero benvenuto nella società delle libere nazioni in istituzioni di sua stessa scelta, e più che un benvenuto, assistenza d'ogni cosa egli necessitasse e per suo stesso desiderio. Il trattamento accordato alla Russia dalle sue nazioni sorelle nella bocca di quello che divenne un'acida prova per il proprio benessere, della sua comprensione della sua necessità come distinzione dei loro stessi interessi, e della loro intelligente disinteressata risposta - Traduzione (Nota alla fine)

{p. 33} sulla morte di Stalin. Per Trotzky il dittatore era ognuno di quelli che avevano nelle loro mani le lettere di Lenin contro il suo altro capo - Stalin, un altro che era stato aggirato dal marito di Krupskaya, per liquidare Stalin (6). Ma una stupida messa in scena, come lei sa, rovinò tutte le loro occasioni. Trotzky diventò insospettabile e nel decisivo momento, quando Lenin morì, lui divenne incapace d'ogni azione durante un periodo di diversi mesi. A dispetto del suo possesso d'enormi vantaggi, gli ostacoli furono la nostra organizzazione d'affari, ad esempio la sua centralizzazione personale. E'