Sinfonia in Rosso di Dr. J. Landowsky
23 Dicembre 2007, Domenica.
Sinfonia in Rosso di Dr. J. Landowsky
Il Comunismo formale di Stalin (Bonapartismo) e il Comunismo reale di
Trotzky
Traduzione in italiano di Zoe Bless

http://de.wikipedia.org/wiki/Christian_Georgijewitsch_Rakowski
Foto di Christian Georgijewitsch Rakovsky
"Sinfonia in Rosso di Dr. J. Landowsky",
in altre parole, "Il Comunismo formale di Stalin (Bonapartismo) e il
Comunismo reale di Trotzky" è stato da me tradotto in italiano.
Segue la prima bozza del testo integrale e sarà perfezionata, io
chiedo ai lettori di correggerla tramite il testo inglese che allego.
Spedisci mail a editor@cieliparalleli.com
Zoe Bless
IL COMUNISMO FORMALE DI STALIN (BONAPARTISMO) E IL COMUNISMO REALE DI
TROTZKY.
Red Synphony, by Dr. J. Landowsky; tradotta da George Knupffer.
Il seguente documento è stato tratto da: http://users.cyberone.com.au/myers/red-symphony.html
Peter Mayer, http://users.cyberone.comau/myers/red-sinphony.html
31 Dicembre 2003, data odierna: 26 Novembre 2006.
I miei commenti fra le citazioni dei testi sono indicati. Scrivetemi al
myers@cyberone.com.au
In ogni caso è, per la prima volta integralmente piazzato in
internet, come un file di testo facile da trovare."
(...).
1) - Red Symnphony by Dr. J. Landowsky
Tradotto da George Knupffer
Christian Book Club of America P.O. Box 900566 Palmdale, CA 93590-0566
2002
Prima Stampa 1968
Ristampato nel 2002
Stampato in U.S.A
RED SYMPHONY
J. Landowsky.
Traduttore del testo in edizione russa : George Knupffer
INTRODUZIONE
Il materiale che è stato dato da una traduzione del Cap. XL del
libro che apparve a Madrid in Spagnolo come "Sinfonia en Rojo Mayor",
è adesso alla sua undicesima Edizione, prodotta dall'Editoriale
E.R.S.A:, sotto il ben conosciuto pubblicista Senor Don Mauricio
Carlavilla, che ha avuto molti pezzi accessibili a questa traduzione
Inglese e pubblicazione. Seguì in fretta un pieno libro di 800
pagine.
I capitoli che sono riportati divennero d'immensa importanza: questo qui
è tradotto da un'edizione Russa come lo stesso da quella Spagnola.
Quello che segue è un materiale completo.
Il seguito della traduzione fu il libro "The Struggle for World Power" (La
Lotta per il Potere Mondiale), lo stesso tratta interamente il problema di
un super potere e totale schiavitù tramite i maestri d'entrambi gli
usuranti- Capitalistici e terroristici Comunismi, che erano meccanismi
delle stesse forze e servivano uguali propositi. Il libro è stato
pubblicato a Madrid in Spagnolo dal Senior Carlavilla come "La Lucha por el
Poder Mundial".
Nel presente lavoro noi vediamo quest'intera storia brillantemente
descritta e provata da uno dei maggiori esponenti della sovversiva presa
mondiale, Christian G. Rakovsky, uno dei fondatori del
Bolscevichismo Sovietico ed anche una vittima di spettacolari
processi poco prima della passata guerra sotto Stalin. Questo è
un documento d'importanza storica e, quelli che cercano d'essere ben
informato non possono evitare di leggerlo, io lo raccomando. Senza
conoscere le tesi qui descritte, è possibile non sapere e capire
nulla su quanto concerne la somma d'eventi e prospettive del nostro
tempo.
Nel libro in Spagnolo il Senior Claravilla spiega l'origine del materiale
in questione. Egli dice:
"Questo è il risultato di una rischiosa traduzione" di diverse
copie del libro trovate sul corpo di Dr. Landowsky in una baracca sul
fronte di Petrogrado (Leningrado) da un volontario Spagnolo.
"Lui lo portò a noi". Viste le condizioni del manoscritto, il suo
restauro fu un lungo e tirato lavoro, ultimato in diversi anni. Per un
lungo tempo non fu sicuro se si sarebbe potuto pubblicare. Talmente
straordinario ed incredibile era nella sua finale rivelazione che, noi non
avremmo mai potuto osare a pubblicare queste memorie se le persone e gli
eventi citati non fossero stati in accordo coi fatti.
"Prima di queste reminiscenze portate alle luci del giorno noi ci
preparammo per correzioni e polemiche. Noi c'interrogammo a pieno e
personalmente sulla veridicità dei fatti basici. Ci farà
stabilire se qualcuno sarà abile a smontarli.
Il Dr. Landowsky fu un polo "Russianizzato" e viveva in Russia. Suo
fratello, un Colonnello dell'Armata Russa Imperiale, fu colpito dai
Bolscevichi durante la rivoluzione del 1917. La storia con la vita del Dr.
Landovsky è sorprendente. Egli terminò la laurea in Medicina
prima
{p.2} della rivoluzione e dopo studiò due anni alla Sorbona a
Parigi, e parlava un fluente Francese. Egli s'interessò agli effetti
delle droghe sugli organismi umani e aiutava chirurghi in operazioni.
Essendo un dottore di talento egli fu trasportato in questi campi senza
ottenere risultati considerevoli.
In ogni caso dopo la rivoluzione, le strade gli si chiusero. Egli viveva
con la sua famiglia in gran necessità, subendo una vita soggetta a
cambiamenti di lavoro senza essere stato abile nel pubblicare opere di
studio a suo stesso nome, lui permise a colleghi più fortunati
che pubblicarli a nome loro.
Gli occhi onniveggenti del NKVD (polizia segreta) furono interessati a quei
lavori ed esilmente scoprirono il reale autore. La sua specialità
era materia molto vulnerabile per loro. Nel 1936 furono bussate le porte
dei dottori. Lui fu invitato a seguirli e non ritornò mai più
a riabbracciare la sua famiglia. Egli fu piazzato alla costruzione del
laboratorio chimico del NKVD vicino a Mosca dove viveva e la fu forzato
ad eseguire varietà di lavori giunte a lui dai suoi maestri, fu
testimone ad interrogatori, con torture e dei peggiori accadimenti e
crimini. Apertamente un prigioniero controllato. Egli lo sapeva e ne
soffriva molto, specialmente lui che era un uomo decente e
religioso. Ebbe il coraggio di prendere nota di quello che vide e
sentì e, portò in ogni caso qualche possibile documento e
lettere passate attraverso le sue mani fino alle ginocchia sotto il
tavolo di un laboratorio chimico. In quel modo lui visse fino alla
Seconda guerra Mondiale. Com'egli arrivò a Petrogrado e come fu
ucciso è sconosciuto.
Il documento riproduce attraverso esatte registrazioni riportate le domande
rivolte ad un Ambasciatore in Francia in pensione, C.G. Rakovsky durante il
periodo dei processi ai Trotzkysty del 1938 in USSR, quando egli fu preso
insieme a Bukharin, Rykoff, Yagoda, Karakhan, Dr. Levin ed altri.
Le accuse a Rakovsky, comportavano la cessazione della sua vita, gli si
chiarirono in mente quelle che potevano fornire informazioni circa a
materie di grandissimo interesse. Stalin ordinò ai suoi agenti
degli esteri di tirare fuori le domande.
C'è noto che Rakovsky fu sentenziato per essere ucciso, come gli
altri ma a lui fu commutata la pena in 20 anni di prigione.
Molto interessante è la descrizione dei summenzionati agenti. Fra i
quali un certo René Duval (anche conosciuto come Gavriil
Gavriilovitch Kus'Min), il figlio di un milionario, una bella figura di
talento. Egli studiò in Francia. Sua madre vedova lo adorava. Ma il
giovane uomo fu assunto lungo la strada dalla propaganda Comunista e
finì nelle mani della sua agenzia. Essi gli suggerirono che poteva
studiare a Mosca, e lui gradendolo accettò quella proposta. Egli
passò attraverso severe scuole del NKVD e diventò un agente
all'estero, quando cercò di cambiare la sua mente, per lui fu in
ogni caso impossibile. Essi non lasciano le persone fuori della loro
stretta. Dal suo esercizio egli ricevette le "altezze del demonio", come
diceva lui, e si rallegrava della piena confidenza che Stalin aveva per
lui.
L'interrogatorio fu condotto in Francia da quegli agenti. Il dottore era
presente con lo scopo d'introdurre pillole senza avvertimento, nel
bicchiere di Rakovsky, per indurgli energia e buon umore. Di là dal
muro la conversazione fu registrata su apparecchiature, e i tecnici che
operavano non potevano capire il Francese. Dopo il Dr. Landowsky lo
tradusse
{p.3} in Russo, in due copie, per Stalin e Gabriel. Osandolo segretamente
egli produsse una terza copia, mostrata adesso.
XL - RAGGIO DELLA RIVOLUZIONE
Io ritornai al laboratorio. Insieme al mio sistema nervoso. Mi prescrissi
un completo arresto. Andai a letto per l'intero giorno. Qui stetti calmo
solo per quattro giorni.
Gabriele mi faceva domande ogni giorno. Chiedeva delle mie condizioni. Al
mio mero essere che essi potevano rispedire a Lubianka (Moscow HQ della
polizia segreta) d'essere presente a nuove scene di terrore. Fui
eccitato e tremante. Io mi vergognavo d'appartenere alla razza
umana.
Le linee c'erano tutte e fui abile a scriverle nei cinque giorni che
seguirono il mio ritorno a Lubianka, quando trassi a descrivere sulla carta
l'orrore, dall'interruzione dell'ordine cronologico delle mie note. I non
potei scriverlo che dopo diversi mesi, quando arrivò l'estate, io
fui abile a calmarmi e a formare semplicemente tutto quello che avevo
visto, disgusto, vizio, mostruosità (N.d.T. - Sull'originale:
evil).
Durante i mesi trascorsi io mi ponevo migliaia di volte la stessa domanda:
"Chi è, una persona anonimamente presente alle torture? Estrassi
tutte le mie capacità d'intuizione e deduzione. Chi fu Ezhov. E'
possibile che non ci siano ragioni che egli possa tenere segrete per se
stesso. Ufficialmente lui è il responsabile ed è preoccupato
di non essere arrivato a nessuna spiegazione. Di più: se io ho una
ragione per descrivere me stesso come uno psicologo, in seguito quel
fanatico, capo dell'NKVD, per segni d'anormalità, potrebbe essere
certo di gradire un'esibizione criminale. Qual cosa come un'espressione
d'altezze di fronte a rumorosi nemici, che sono stati convertiti in una
rottura psicologica e fisica, potrebbe portargli un indescrivibile piacere.
L'ho già analizzato. L'assenza di preparazione preliminare era
ovvia; evidentemente le chiamate demoniache sessioni erano state prese
urgentemente. Le circostanze che avevo descritto al presente furono il
risultato di un imprevisto piacere. Se Ezhov era stato abile nel
scegliere il tempo liberamente, poi il termine di prescrizione sarebbe
stato ricostruito. E in seguito non potrò essere chiamato: quel
generale dell'NKVD che fu ardito e abile ad arrivare in tempo, col
proposito d'essere presente alle torture, ma poté far conoscere
qualcosa circa questo primo manoscritto. Se questo non fosse deciso da
Ezhov, in seguito chi deciderebbe per tempo? Quali altri capi sarebbero
stati abili a ricomporlo del tutto? In ogni caso sono povere le mie
informazioni circa la gerarchia Sovietica, Ezhov era allineato in affari
al NKVD come l'unico uomo di Stalin . Quindi, chi poteva essere lui in
realtà? (N.d.T.: vedere: Stalin's Loyal Executioner: People's
Commissar Nikolai Ezhov, 1895-1940)
M'interrogo con domande, provenienti dalle mie deduzioni, io ricordo
già altri fatti che supportano opinioni personali. Mi ricordo che
quando guardai dal finestrino di là della piazza poco prima che noi
entrassimo nello "spettacolo" io indicando come guidare all'incrocio
quattro identiche automobili, tutti noi popolo Sovietico sapevamo che
Stalin viaggiava in una carovana d'identiche automobili, così
che nessuno potesse sapere in quale egli si trovasse, per rendere
difficoltosi eventuali attacchi. Ma lui c'era là?…
Questo era un altro mistero: d’accordo con i dettagli che Gabriele mi
diede, gli osservatori all'interno erano appostati
{p. 4} dietro al nostro posto. Ma io potevo soltanto vedere un lungo
specchio, attraverso il quale nulla poteva essere intravisto. Era forse
trasparente? Io mi sentivo frammentato.
*******
Sei giorni dopo la mattina in cui Gabriel m'apparve in casa. Lo trovai in
una visibile forma d'entusiastica apparenza ed era d'ottimo umore.
Già fin dall'inizio qualche lampo di felicità gli illuminava
la faccia, cosa che mai più avvenne in seguito. Egli sembrava che
inseguisse l'ombra che passava al di sopra della sua faccia, incrementata
da intensa attività e dallo sforzo. Dopo una colazione egli mi
disse:
"Noi abbiamo un ospite qui."
"Chi è" domandai.
Rakovsky, l'Ambasciatore estero a Parigi.
"Non lo conosco."
"Lui è uno dei quali le accennammo l'altra notte; l'ambasciatore
estero a Londra e a Parigi … Lo stesso un grande amico del suo
conoscente Navachin… Si, quell'uomo è a mia disposizione. Lui
è qui con noi; ed è stato ben trattato e altrettanto
sorvegliato in seguito. Lei potrà vederlo."
"Io, perché? Lei sa bene che non m'incuriosiscono materie di questo
genere… potrei domandarle di risparmiarmi l'evento; divento
agitato, dopo essere stato forzato da lei a vederli. Non posso garantire
sul mio sistema nervoso e sul cuore"…
"Oh, non si preoccupi. Noi non faremo uso della forza. Quell'uomo
cederà lo stesso. Senza sangue, senza forza. Sarà
necessario dargli dosi moderate di droghe.
Adesso le spiego i dettagli: questi provengono da Levin* {nota in fondo
pagina} che già ci servì con le sue conoscenze.
Apparentemente ci sono certe droghe in qualche posto del laboratorio, con
le quali si può lavorare magnificamente."
"Lei crede a tutto questo?"
"Io l'ho detto in forma simbolica. Rakovsky è incline a confessare
ogni cosa lui conosce la materia. Noi lo abbiamo sentito in modo
preliminare, e i risultati non sono male."
"In questo caso che bisogno c'è di droghe miracolose?"
"Lei potrà vederlo dottore, lo vedrà. Questa è solo
una piccola sufficiente misura, condotta dalla professionale esperienza di
Levin. Lo aiuterà ad interrogare quel nostro uomo facendolo
sentire in ottimo stato impedendogli di perdere speranza e destino.
Egli potrà osservare un cambiamento per la salvezza alla sua vita
con una iniezione. Questo sarà uno dei primi effetti con i quali ci
atterremo. Dopodiché saremo sicuri che lui vorrà rimanere
tutto il tempo in uno stato di sperimentale felicità in momenti
decisivi ma senza perdere le sue mentali capacità, più
esattamente, se sarà necessario stimolarlo e inebriarlo. Lo abbiamo
indotto in uno stato di speciale e calma percezione. Come può
esprimerlo lei? Più esattamente una condizione d'illuminata
stimolazione."
"Qualcosa come l'ipnosi?"
"Si, ma senza dormire."
"E io dovrei inventare una droga per tutto questo? Penso che lei esagerai i
miei scientifici talenti. Io non posso che ammetterlo."
{Nota a fondo pagina}* Dottore in pensione NKVD, c'era un difensore con
Rakovsky al processo. {Nota a fondo pagina}
{p. 5} "Si, ma non è necessario inventare niente dottore. Come Levin
asserisce, il problema potrebbe velocemente essere risolto."
"Lo stesso qualche volta egli mi ha dato l'impressione d'essere un
ciarlatano…"
"Probabilmente si, ma io penso che le droghe cui lui ha accennato, semmai
non avessero alcun effetto secondo le sue stesse dichiarazioni, lo
aiuteremo noi interrogandolo quando sarà necessario; dopotutto noi
non ci aspettiamo nulla dai miracoli. L'alcool sarebbe contro i nostri
interessi, ci porterebbe a non sensi. Perché non potremmo farlo
con un'altra sostanza per incoraggiarlo a dichiarare la verità?
A parte questo, Levin mi ha parlato di precedenti casi, ugualmente
genuini.
Io principalmente non so nulla di quello che Rakovsky mi dirà. Senza
di lui, senza nessuno…
"In ogni modo io… "
"Ehi, questa è un'altra materia dottore. Lei è una persona
profondamente decente. Ma io non sono Diogene, per precipitarmi a vederla
con un'altra candida distanza al di sopra dell'USSR."
"Grazie, ma penso che la mia onestà… "
"Sì dottore, sì; lei afferma che noi saremmo avvantaggiati
dalla nostra onestà per svariate depravazioni. Si, dottore,
è così…; ma è altrettanto così dai suoi
assurdi punti di vista. Chi è attratto oggi dalle assurdità?
Per esempio l'assurdità della sua onestà? Lei lo stesso ci
condurrà alla guida attraverso conversazioni su argomenti attraenti.
Ma cosa, di fatto succederà? Lei principalmente dovrà
darmi aiuto per correggere le dosi delle droghe di Levin. Potrebbe
darsi che il dosaggio debba essere una linea invisibile che divida lo stato
di sonno da quello d'attività, una chiara condizione da
annebbiamento, fra buon senso e nonsenso…; ci sarà un
eccessivo artificiale entusiasmo.
"Se questo è tutto…"
"E' già qualcosa. Adesso noi potremo parlare seriamente. Studi le
istruzioni di Levin, la loro quantità, adattandola ragionevolmente
alle condizioni di forza del prigioniero. Ha tempo per studiarla fino a
notte piena, lei può esaminare Rakovsky come meglio crede. Questo
è tutto per il momento. Non può credere come vorrei
terribilmente dormire. Io dormirò per poche ore. Se non
accadrà niente di straordinario questa mattina in seguito le
darò istruzioni che ho già accennato. Io potrò con
avviso farle avere il resto dopo cena, poiché dopo non sarà
possibile dormire per lungo tempo."
Noi entrammo nel vestibolo. Avendo preso da me in fretta l'uscita girando
sul piano, ma nel mezzo lui sì fermò.
"Ah dottore, esclamò, ho dimenticato. Molte grazie dal Compagno
Ezhov. S'aspetti un regalo, peraltro sempre una decorazione."
Egli agitò un saluto e rapidamente scomparve sulla soglia di
casa.
*******
Le note di Levin erano corte, ma chiare ed esatte. Io non ebbi
difficoltà a procurare la medicina. Era una dose da un
milligrammo
{p. 6} di una pastiglia metallizzata. Feci una prova, in accordo con le sue
spiegazioni, essa si dissolse molto in fretta nell'acqua e ancor meglio
nell'alcool. La formula non era indicata, decisi che l'avrei portata ad
analizzare dettagliatamente, appena avessi avuto tempo.
Indubbiamente quella era una sostanza dello specialista Lumenstadt, lo
scienziato del quale Levin mi aveva parlato durante il nostro primo
incontro. Io non mi aspettavo di poter scoprire qualcosa d'inaspettato o
nuovo. Probabilmente qualche base con un considerabile aumento d'oppio
piuttosto che una porzione di tisana. Io ero ben a conoscenza dei 19 tipi e
qualcosa più ancora. In pratiche condizioni nelle quali i miei
esperimenti erano condotti ero soddisfatto delle investigazioni alle quali
ero già arrivato.
In ogni modo il mio lavoro prese una differente direzione, io ero un
moderato a casa nel regno della sostanza allucinatoria. Io ricordo che
Levin mi aveva parlato della distillazione di Marijuana Indiana tipo raro.
Ero limitato a distribuire oppio o hashish, in modo di penetrare il segreto
di quelle droghe molto lodate. Io ero contento di aver l'opportunità
di cominciare una o più nuove basi con le quali avrei portato
l'innalzamento delle "sue" qualità. Fui preparato ad assumere una
qualche possibilità. Dopo tutto il lavoro d'investigazione in
condizioni di tempo illimitato con principi, che non avevano nulla a che
fare con limitazioni economiche, possibili in condizioni di NKVD,
rimediavano a possibilità scientifiche illimitate. Io mi piazzavo
illudendomi d'essere abile a trovare, con il risultato di queste
investigazioni, una nuova arma antagonista al dolore.
Io non ho molto tempo per diversioni a qualche piacevole illusione. Ho
concentrato il mio essere con lo scopo di pensare in che proporzioni
dovrò somministrare a Rakovsky questa droga. In accordo alle
istruzioni di Levin, una pillola poteva produrre il risultato desiderato.
Ero preoccupato che il paziente avendo qualche attacco di cuore potesse
finire dormendo o in completa letargia, con conseguente diminuzione della
mente. Mentre avevo questo in testa, prima di tutto esaminai Rakovsky. Io
non credevo di trovare le condizioni interne del suo cuore normali. Se non
c'era danneggiamento, in seguito per sicurezza volevo sapere se là
un abbassamento di tono come risultato d'esperienze nervose, avrebbe potuto
far rimanere il suo sistema immutato dopo una lunga e terrificante
tortura.
Io sospesi la considerazione a dopo cena. Cercavo di considerare ogni cosa,
nel caso Gabriele avesse voluto dare la droga con la conoscenza di
Rakovsky, ed anche senza la sua consapevolezza. In entrambi i casi io
potevo fare da poliziotto insieme con lui, io dovendo dargli la droga che
avevo fatto concretamente. Non c'era bisogno della partecipazione di un
infermiere professionale, poiché la droga era somministrata per via
orale.
Dopo pranzo io andai a visitare Rakovsky, egli fu portato da un poliziotto
in una stanza del gran piano ed era guardato da un uomo, che non spostava
gli occhi da lui. Come arredo c'era solo una piccola tavola, uno stretto
letto senza testate e un altro piccolo ruvido tavolo. Quando entrai
Rakovsky era seduto. Immediatamente lui s'alzò. Mi guardò
fissamente ed io lessi dei dubbi sul suo volto, sembrava altrettanto
spaventato. Pensai che m'avesse riconosciuto, avendomi visto quando egli
sedeva in quella memorabile notte nella sede dei generali.
Ordinai alla guardia d'uscire e gli dissi di portarmi una sedia.
{p. 7} Mi sedetti e chiesi al prigioniero di sedersi. Lui aveva circa
cinquant'anni. Era un uomo di peso medio, dalla fronte fiera, con un largo
flessuoso naso. In gioventù la sua faccia fu probabilmente
piacevole. Il suo profilo facciale non era tipicamente semitico, ma le
origini non erano per nulla comprensibili. Qualche tempo prima egli fu
probabilmente grasso, ma non adesso, e la sua pelle era sospesa
dappertutto, alla faccia e al collo come un pallone sgonfiato, circondato
da capelli. L'usuale colazione a Lubianka fu apparentemente tenuta
strettamente sotto dieta per il passato Ambasciatore a Parigi. Da quel
momento sospesi ulteriori osservazioni.
"Lei fuma?" domandai, aprendo il pacchetto di sigarette, con l'intenzione
di stabilire qualche più intima relazione con lui.
"Io ho smesso di fumare per preservare la mia salute" lui replicò
con un piacevole tono di voce, "ma la ringrazio; mi sono appena ripreso
dalle mie tribolazioni allo stomaco."
Lui fumò calmamente, con freno e non senza di una certa
eleganza.
"Io sono un dottore" m'introdussi.
"Sì lo so questo, io so come lei agisce là " lui disse con
voce tremante.
"Io vengo a domandarle il suo stato di salute. Come sta? Soffre di qualche
malattia?"
"No nessuna."
"E' sicuro? Come sono le condizioni del suo cuore?"
"Grazie ai risultati di una dieta rinforzata non si vedevano sintomi
anormali."
"Ve ne sono alcuni che non possono essere annunciati dal solo paziente, ma
solo da un medico."
"Io sono un medico", lui m'interruppe.
"Un medico?" Io replicai sorpreso.
"Non lo sapeva?"
"Nessuno me lo ha detto. Mi congratulo con lei. Io sono molto felice di
poter far uso di un collega e, seguace studente. Dove studiò? A
Mosca o a Pietrogrado"?
"Oh no! Attualmente non sono un soggetto Russo. Studiai a Nancy e
Montpellier: dopo ricevetti il mio dottorato…"
"E' possibile che abbiamo studiato nello stesso periodo; io feci diversi
corsi a Parigi. Lei è Francese?"
"Io intendo diventare Francese. Sono nato in Bulgaria, ma senza il mio
permesso sono stato convertito in Rumeno. La mia provincia fu Dobrudga,
quando nacqui, e dopo il trattato di pace divenni Rumeno."
"Mi permetta d'auscultarle il torace", portando il mio stetoscopio
all'orecchio.
Gli dissi di togliersi la giacca e di mostrarmelo. Lo auscultai.
L'auscultazione non mostrava nulla d'anormale; come avevo previsto,
indebolito, ma senza imperfezioni.
"Io supporrò quello che sarà principalmente la
quantità di cibo per il suo cuore."
"Solo il cuore, compagno?", lui chiese ironicamente.
{p. 8} "Io la penso così", ignorando l'ironia, "Penso che la sua
dieta sia in ogni caso ristretta."
"Mi permetta d'auscultarmi."
"Con piacere" - gli diedi lo stetoscopio.
Lui velocemente s'auscultò.
"Io avevo immaginato che le mie condizioni fossero peggiori. Molte grazie.
Posso rimettermi la giacca?"
"Certamente. Se lo gradisce, se dopo fosse necessario potrà prendere
qualche goccia di
Digitale, non pensa?"
"Considera questo del tutto essenziale? Io penso che il mio vecchio cuore
potrà sopravvivere ai pochi giorni o mesi che mi rimangono per
vivere bene."
"Io penso invece che lei vivrà molto a lungo."
"Non mi dia speranza collega…, di vivere di più, io ho
già vissuto in lungo!… Ci sono principalmente istruzioni
circa la mia fine; il giudizio non è molto lontano… E poi
tutto il resto."
Quando lo disse, avendo in mente il resto finale, la sua faccia sembrava
avesse un'espressione di una certa felicità. Io rabbrividii.
Questo suo augurio di morire, e la stessa morte la lessi nei suoi
occhi. Indebolendomi. Gli chiesi di sedersi mosso dalla compassione.
"Non mi ha capito, compagno. Io lo volevo dire nel caso lei decida di
continuare a vivere, sarà una vita senza sofferenze." Il fatto
che lei sia stato portato qui significa che non sarà trattato bene
adesso?"
"Dopo, si, in ogni caso. Per quanto concerne il resto io ne ho risentito i
colpi, ma…"
Io gli diedi un'altra sigaretta e dopo aggiunsi:
"Abbia speranza. Da parte mia io farò eseguire l'estensione delle
richieste. Farò qualsiasi cosa che possa dipendere da me,
sicuramente non dovrà usare le unghie. Io potrò
immediatamente aver fiducia in lei, senza eccessi, preoccupandomi dello
stato del suo stomaco. Noi potremo iniziare con una dieta a latte e qualche
più sostanziosa aggiunta. Io darò disposizioni in proposito.
Lei forse fuma… ne prenda qualcuna." E gli diedi tutte quelle che
rimanevano nel mio pacchetto.
Richiamai la guardia e gli ordinai d'accendere le sigarette al prigioniero
nel caso avesse voluto fumare. In seguito avendo avuto un paio d'ore a
disposizione, diedi istruzioni che a Rakovsky fosse dato mezzo litro di
latte con zucchero.
*******
Noi ci preparammo per l'incontro con Rakovsky a mezzanotte. Quelle
"amichevoli" caratteristiche furono eseguite con fatica in tutti i
dettagli. La stanza era ben riscaldata, c'era il fuoco nel camino,
luce soffusa, una cena ben scelta dell'ottimo vino; tutto era stato
scientificamente improvvisato. "Come per un incontro fra amanti",
osservò Gabriele. Io ero assistente. La mia responsabilità
di capo era somministrare la droga in qualche modo senza farmi
accorgere. A questo proposito la bevanda era stata posta per mia scelta
accanto a me, io potevo mescere il vino. Io avrei potuto osservare
quando terminava l'effetto della droga, così che avrei potuto
aggiungerne in un dato momento. Questo era il mio più importante
compito. Gabriele voleva, se l'esperimento funzionava, portare prontamente
al primo reale incontro
{p. 9} dei progressi attraverso l'essenza della materia. Lui sperava un
pieno successo. Lui aveva avuto una buona pausa di lavoro ed era in
convenienti condizioni. Io ero interessato a sapere come lui avrebbe
stretto Rakovsky, che, secondo il mio parere era ugualmente un opponente
degno di lui. Tre grandi sedie erano state piazzate prima del camino.
Quella vicina alla porta era per me, Rakovsky si sedette in mezzo, la terza
era per Gabriele, che indossava una bianca logorata camicia Russa.
Era appena scoccata la mezzanotte quando lo portarono. Rakovsky
indossava abiti decenti ed era ben rasato. Lo guardai professionalmente
trovandolo in stato disteso.
Lui si scusò di non essere abile a bere più di un bicchiere
accennando alle condizioni del suo stomaco, io non misi la droga in quel
bicchiere e mi ritrassi.
La conversazione iniziò con banalità… Gabriele
sapeva che Rakovsky conosceva meglio il Francese del Russo ed iniziò
in quel linguaggio. Vi furono accenni circa il passato. Era chiaro che
Rakovsky fosse un esperto conversatore. La sua parlata era esatta, elegante
ed anche ricercata. Lui dimostrava con facilità ed accuratezza
d'essere molto erudito. Qualche volta accennò alle sue molte fughe,
in esilio, riguardanti Lenin, Plekhanov, Lussemburgo, lui assicurò
che quando era un ragazzo aveva stretto mani a vecchi Angeli.
Noi bevendo whisky. Gabriele in seguito gli diede l'opportunità di
parlare circa mezz'ora, io gli chiesi se a sua scelta io "avrei potuto
aggiungere acqua e soda, "sì, n'aggiunga" lui replicò
consentendomelo.
Io manipolai la bevanda e vi sciolsi la pillola, che era stata fabbricata
dall'inizio. Diedi dapprima del whisky a Gabriele, facendogli intendere che
avevo fatto il lavoro. Portai il bicchiere a Rakovsky e dopo presi il mio.
Lui lo assaporò con molto piacere. "Io ho un piccolo privilegio"
dissi a me stesso. Ma questo fu un passaggio che si dissolse nel piacevole
fuoco del camino.
Da principio Gabriele andò al tema principale, la conversazione era
stata lunga ed interessante.
Io ero stato fortunato nell'ottenere un documento col quale riproducevo al
meglio una nota di prima mano fra tutte quelle che erano state discusse fra
Gabriele e Rakovsky. Eccole.
INFORMAZIONE
L'INTERROGATORIO DELL'ACCUSATO CHRISTIAN GEORGIEVITCH RAKOVSKY DA
GAVRIILOVITCH KUS'MIN IL 26 GENNAIO 1938.
Gavriil G. Kus'Min. D’accordo con la nostra scelta a Lubianka, io mi
sono appellato per un'altra possibilità nei suoi riguardi; la sua
presenza in questa casa dimostra che ho avuto successo in questo. Mi porti
a vedere che non ci deluderà Christian G. Rakovsky. Io mi auguro di
poterlo fare.
Gavriil - Ma prima di tutto: come buon inizio alla domanda. ci terremo
noi adesso inerenti alla reale verità. Senza "ufficiali"
verità, le quali figureranno al processo alla luce delle
confessioni dell'accusato…. Questo è qualcosa del quale, come
lei sa è pienamente soggetta a pratiche considerazioni o
"considerazioni dello Stato" come si direbbe all'Ovest. Le
{p. 10} domande di politica internazionale ci forzeranno ad usare reali
domande, e "reali verità" … In ogni caso sia il corso del
processo, a governativi e popolo sarà sempre detto tutto quello che
possono sapere.
Di tutti quelli che vogliono sapere ogni cosa, è Stalin il primo che
lo vuole. Per cui, in ogni caso è forse dalle sue parole qui che
essi potrebbero girare la posizione. Lei sa che essi non potranno aggirare
il suo crimine ma, al contrario, essi però potranno dare risultati
desiderabili in suo favore. Sarà lei abile a salvare la sua vita,
che al momento è stata fulmineamente persa. Così adesso
gliene ho parlato e lei lo mostri: lei ammetterà d'essere una delle
spie di Hitler che riceve salario da Gestapo e OKW (2) {Nota in fondo al
testo}.
E' così?
Rakovsky - Sì.
G. - Lei è una spia di Hitler?
R.- Sì.
G.- No Rakovsky, no. Affermi la reale verità, ma senza accorciare i
precedenti.
R.- Noi non siamo spie di Hitler, noi cacciamo Hitler come lo cacciate voi.
Come Stalin lo caccia, peraltro sempre di più, ma questa è
una ragione veramente complessa.
G.- Io potrei aiutarla… Per scelta io conosco anche una o due cose.
Lei, i Trotzkisti, essi hanno avuto contatti con il sostegno della
Germania. E' così?
R.- Sì.
G.- In quale periodo?
R.- Non conosco la data esatta, ma lo stesso dopo il fallimento di Trotzky.
In ogni caso prima che Hitler raggiungesse il potere.
G.- In seguito si potrà sapere la data più esattamente: lei
non fu mai una spia personale di Hitler, o del suo regime?
R.- Esattamente. Noi ci preparammo presto.
G.- E per quali propositi? Con l'aspirazione di far diventare la Germania
vincente su qualche territorio Russo?
R.- No, non per quelle ragioni.
G.- Eravate spie ordinarie per soldi?
R.- Per soldi? Nessuno mai ricevette un singolo Marco dalla Germania.
Hitler non diede nessun denaro per comprarci, per esempio, il Commissario
degli Esteri dell'USSR, che ha a sua disposizione libera una somma che
è più grande del totale delle ricchezze di Morgan e
Vanderbilt, e di quelli che non devono giustificarne l'uso.
G.- Bene, allora per quale ragione?
R.- Non lo poteva Stalin con le sue alte aspirazioni quando ricevette
aiuti dalla Germania il modo d'entrare in Russia? Ed è
necessario accettare come vere alcune false invenzioni che erano circolate
per accusarlo? Lui non era anche chiamato una spia del Kaiser? Le
sue relazioni con L'imperatore e l'intervento della Germania negli affari
per spedire in Russia i distruttori del Bolscevichismo erano ovviamente
chiare.
{Nota in fondo al testo} (2) OKW - Oberkommando der Wehrmacht, Supremo
Commando dell'Armata Tedesca- Traduzione. {Fine della nota del testo}
{p. 11} G.- Vero o no, non ha nessun rapporto con questa domanda.
R.- No, mi permetta di finire. Non è un fatto che
l'attività di Lenin fu all'inizio vantaggioso per le truppe
Tedesche? Mi permetta… Ci fu la separata pace di Brest-Litovsk,
alla quale gli alti territori della Russia furono ceduti alla Germania. Chi
aveva dichiarato la sconfitta come un'arma dei Bolscevichi di Lenin nel
1913? Io conosco il cuore delle parole dalle sue lettere a Gorky: " La
guerra fra Austria e Russia potrebbe essere maggiormente usata per la
rivoluzione, ma ciò potrebbe essere ardua per Francis-Joseph e
Nicholas per il momento quest'opportunità". Come vede, noi, i
così chiamati Trotziski, gli inventori della sconfitta nel 1905,
continuiamo sull'attuale scena la stessa linea, la linea di Lenin.
.
G.- Con una piccola differenza, Rakovsky: al momento c'è il
Socialismo in USSR, non lo Zar.
R.- Lei crede?
G.- Cosa?
R.- Nell'esistenza del Socialismo in USSR?
G.- Nell'Unione Sovietica non c'è il Socialismo?
R.- Io lo dico a mio nome. E' proprio qui che noi troviamo la
vera ragione dell'opposizione. Conviene con me, e dalla deduzione
logica in questo ne converrà primariamente, teoricamente,
razionalmente, noi abbiamo lo stesso modo di dire - no, come Stalin
può dire sì. E se il trionfo della sconfitta del Comunismo
può essere giustificato, quando egli considera quel Comunismo
che è stato distrutto dal bonapartismo di Stalin quello che lo ha
tradito, come per Lenin che può diventare allo stesso modo uno
sconfitto.
G.- Io penso, Rakovsky, che lei teorizzi grazie al suo modo di far largo
uso di dialettica. E' chiaro dalle molte persone alle quali sarà
presentata relazione, io dovendola prontamente provare, accettando i suoi
argomenti come gli unici possibili dalla sua posizione, ma nemmeno io penso
che potrei non provarla nient'altro che con un sofismo. Ci riporti
dopo a questa per un'altra occasione; fra qualche giorno questo
avverrà. Io spero che lei potrà darmi la scelta di replicare.
Ma attualmente io posso dirle questo: se la sua sconfitta e se la sconfitta
della USSR ha avuto come suoi obiettivi la restaurazione del Socialismo
nell'USSR, Socialismo reale secondo lei, - Trotzkismo, in
seguito, alla lunga noi distruggendone i loro capi e seggi, sconfitti e
sconfitta dell'USSR non avrebbero obiettivo né un senso. Come
risultato della sconfitta adesso noi andremo all'incoronazione di qualche
Führer o Zar fascista. Non è così?
R.- Questo è vero. Senza lusinghe da parte mia - la sua deduzione
è splendida.
G.- Bene, se, come io dico, lei asserisce questo sinceramente, più
avanti noi raggiungeremo un grande accordo: io sono uno Stalinista e lei
è un Trotzkista; noi abbiamo compiuto l'impossibile. Noi abbiamo
steso il punto per il quale le nostre vedute coincidono. Le bugie
coincidono in questo e al momento presente l'USSR non sarà
principalmente distrutta.
R. - Io confesso che non mi sarei aspettato di trovarmi di fronte a qualche
persona intelligente. Infatti, nella presente scena e per qualche anno noi
non possiamo pensare alla sconfitta dell'USSR e di provocarla, come
risaputo noi siamo al momento nella posizione di non poterci piazzare al
potere. Noi, i Comunisti, potremmo non trarne profitto da questo. Questo
è esatto e coincide
{p. 12} col suo punto di vista. Noi non siamo interessati adesso al
collasso dello Stato di Stalin; io lo dico e allo stesso modo asserisco
che questo Stato, nonostante tutto quello che è stato detto,
è anti-Comunistico. Lei vede che io sono sincero.
G. - Lo vedo. Questo è l'unico modo col quale noi possiamo
terminare. Io potrei domandarle, prima che continui, a spiegarmi quello che
mi sembra una contraddizione: se lo Stato Sovietico è
anti-Comunistico per lei, in seguito perché non dovrebbe augurarsi
la sua distruzione in un dato momento? Qualcuno di loro potrebbe essere
poco anti-Comunistico e dopo potrebbero esserci alcuni ostacoli alla
restaurazione del suo puro Comunismo.
R. - No, no, questa deduzione è ugualmente semplice. Nonostante il
bonapartismo Stalinista in ogni caso s'opponga al Comunismo come il
napoleonico unico è opposto alla rivoluzione, in queste circostanze
è chiaro, nondimeno, l'USSR continua a preservare le sue
Comunistiche forma e dogma; questo è il formale non il reale
Comunismo. E questo, come per la sparizione di Trotzky che diede
automaticamente a Stalin la possibilità di trasformare il Comunismo
reale in uno formale, così anche la scomparsa di Stalin ci
farà seguire la trasformazione del suo formale Comunismo entro
l'unico reale. Un'ora sarà sufficiente per noi. Mi ha
capito?
G. - Sì, lo stesso lei ci ha dichiarato la classica verità
che nessuno distrugge quello che produce. Bene, dunque; tutto questo
è abilità artefatta. Lei realmente l'asserisce poi debolmente
lo disapprova come: quell'affermazione sull'anti-Comunismo di Stalin.
C'è la proprietà privata in USSR? C'è profitto
personale? Classi? Io non potrò continuare a basarmi su fatti- per
cosa?
R. - Io sono pronto ad essere d’accordo che esista il Comunismo
formale. Di tutto quello che lei ha elencato sono mere forme.
G. - Sì? A quale proposito? Per mera ostinazione?
R. - In ogni modo no. Questa è una necessità. E' impossibile
eliminare l'evoluzione materialistica della storia. Il meglio che si possa
dare è stato elaborato. E a quale prezzo? Al costo delle sue
teoriche accettazioni, in modo di distruggerle in pratica. La forza che
dirige l'umanità attraverso il Comunismo è così
inconquistabile come la stessa forza. Ma distorta, opposta a se stessa
può sempre raggiungere sotto sviluppi; più precisamente-
sotto rallentare il progresso della permanente rivoluzione.
G. - Un esempio?
R. - Il più ovvio - con Hitler. Lui si procurava del Socialismo
per la vittoria sul Socialismo: questo è il suo vero
anti-socialismo il qual è Nazional-Socialismo. Stalin necessitava
del Comunismo per sconfiggere il Comunismo. Il parallelo è
ovvio. Ma senza dichiarare l'anti-Socialismo e l'anti-Comunismo di Stalin,
entrambi al loro regredire e in antitesi, trascenderanno i creati
Socialismo e Comunismo…; essi e molti altri. Lo stesso essi lo
vogliano o no, in ogni caso essi lo sappiano o no, essi creano il
formale Socialismo e Comunismo, col quale noi, Comunisti Marxisti,
inevitabilmente dobbiamo attenerci.
G. - Inerente, Chi è inerente? Il Trotzkismo è completamente
liquidato.
R. - In ogni caso lei dica così, lei non ci crede. Dappertutto
nonostante le ampie liquidazioni, noi Comunisti gli sopravviveremo. Le
grandi unghie di
{p. 13} Stalin e la sua polizia non potranno raggiungere tutti i
Comunisti.
G. - Rakovsky, io le domando, e se necessario esigo, di frenare i suoi tiri
offensivi. Non prendiamo troppo le distanze col vantaggio della sua
"immunità diplomatica".
R. - Io ho le credenziali? Che ambasciatore sono io?
G. - Precisamente di quest'irraggiungibile Trotzkismo, se gradisce
chiamarlo così.
R. - Io posso essere un diplomatico del Trotzkismo, che lei persegue, non
sono stato assegnato a rappresentare quel diritto, e non ho indossato quel
ruolo per quanto mi riguarda. Lei mi ha condotto a questo.
G. - Io all'inizio mi sono fidato di lei. Ho preso nota in suo favore
piuttosto che tirare a questo Trotzkismo e lei non può negarlo.
Questo è sicuramente un buon inizio.
R. - Ma come posso io negarlo? Dopo tutto, anch'io l'affermo.
G. - Nondimeno come noi abbiamo ricondotto l'esistenza di questo speciale
Trotzchismo dal nostro mutuo arrangiamento, io voglio da lei fatti
definitivi, i quali sono necessari per l'investigazione di coincidenze
riportate.
R. - Sì, io sarò abile a menzionare quello che lei considera
necessario da conoscere e potrò farlo per mia stessa iniziativa, ma
potrei non essere abile nell'asserire che questo è in ogni modo la
stessa cosa che "Loro" pensano.
G. - Sì, costaterò.
R. - Noi siamo concordi che al presente momento l'opposizione non
può essere interessata alla sconfitta e al fallimento di Stalin,
così come non abbiamo la possibilità fisica d'occupare il suo
posto. Questo è quello sul quale siamo d’accordo. Al momento
è un fatto incontrovertibile. C'è in esistenza un
possibile aggressore. Il gran nichilista Hitler, che è munito di
terribili armi del suo Wehrmacht all'intero orizzonte. In ogni caso si
voglia o no, ma egli l'userà contro l'USSR? Siamo d’accordo
che per noi questo è il decisivo sconosciuto fatto o,
considera che il problema sia stato correttamente esposto?
G. - Questo è stato posto bene. Ma io posso dichiararle che non
è l'unico fattore. Io considero l'attacco di Hitler sull'USSR
inevitabile.
R. - Perché?
G. - Molto semplice; perché chi lo controlla è incline agli
attacchi. Hitler è sempre il condottiero del Capitalismo
internazionale.
R. - Io sono d’accordo che c'è un pericolo, ma da quello che
si costata su questo suolo cioè dell'inevitabilità di un suo
attacco all'USSR, c'è un intero abisso.
G. - L'attacco sull'USSR è determinato dalla vera essenza del
Fascismo. Inoltre lui s'impone attraverso questo da tutti gli Stati
Capitalistici che lo seguono a riarmare e a portare tutte le necessarie
strategiche basi economiche. Questo è ovvio.
R. - Lei dimentica qualcosa di molto importante. Il riarmamento di
Hitler e l'assistenza che attualmente riceve dalle nazioni di
Versailles. (Prendi una buona nota di questo) furono ricevute da lui
durante un periodo speciale, quando noi già saremmo potuti diventare
quelli di Stalin in caso di una sua sconfitta. Quando l'opposizione
già sarebbe esistita… Considera questo fatto come una materia
di cambiamento o solo una coincidenza nel tempo?
{p. 14} G. - Io non vedo nessuna connessione fra il permesso di riarmo dal
Potere Tedesco di Versailles e l'esistenza dell'opposizione… La
traiettoria dell'Hitlerismo è di per sé chiara e logica.
L'attacco sull'USSR era parte dei suoi programmi già pronti molto
tempo fa. La distruzione del Comunismo e l'espansione nell'Est- è
dogma del libro "Mein Kampf", il Talmud delle Nazioni
Nazional-Socialiste... ma queste sue ricercate sconfitte porteranno
vantaggi all'USSR se così, in ogni modo, in accordo col suo
coinvolgimento.
R. - Sì, al primo sguardo questo appare essere naturale e logico,
ugualmente in verità.
G. - Prevenire questo evento, così che Hitler non attacchi,
affidandoci ad un'alleanza con la Francia, potrebbe essere
un'ingenuità credere che il Capitalismo faccia compiere sacrifici
con l'intento di salvare il Comunismo.
R. - Se noi potremo continuare la discussione sempre su quella
fondazione concettuale e le sue applicazioni usate durante gl'incontri di
massa. In seguito lei sarà sicuramente d’accordo. Ma se
sarà sincero nell'affermare questo in seguito, non si dimentichi, di
deludermi; pensandolo con le politiche della famosa polizia Stalinista
mostrate ad alti livelli.
G. - L'attacco Hitleriano sull'USSR è, inoltre, una necessità
dialettica ed è allo stesso tempo l'inevitabile distruzione delle
classi nel piano internazionale. Dalla parte di Hitler, inevitabilmente
là si mostrerà l'intero Capitalismo.
R. - E così, mi creda, alla luce delle sue scolastiche dialettiche,
io mi sono formato una negativa opinione circa la politica culturale
Stalinista. Io sento le sue parole com'Einstein può sentire un
ragazzo di scuola parlare riguardo alla fisica della quarta dimensione. Io
vedo che lei è soltanto informato d'elementare Marxismo, e con la
demagogia, unicamente popolare.
G. - Se poi le sue spiegazioni saranno ugualmente abbondanti e
coinvolgenti, io potrei esserle grato per qualche delucidazione su questa
"relatività" o "quantum" del Marxismo.
R. - Qui, senza ironia; parlandole con le migliori intenzioni… Di
questo stesso elementare Marxismo e, ugualmente nelle vostre
Università Staliniste, lei potrà trovare la dichiarazione con
la quale si contraddicono interamente le sue tesi circa
l'inevitabilità dell'attacco Hitleriano sull'USSR. Lei anche
penserà che la prospettiva (3) del Marxismo è la supposta
asserzione che, le contraddizioni sono incurabili e fatali malattie del
Capitalismo … Non è così?
G. - Si, comunque.
R. - Ma se le cose sono, infatti, quelle con le quali noi accusiamo il
Capitalismo d'essere imbottito di continue contraddizioni nella sfera
economica che si ripercuotono anche politicamente? La politica e l'economia
non sono importanti in se ma sono una condizione o misurazione dell'essenza
sociale, contraddizioni innalzate nella sfera sociale, sono riflessi
simultanei soltanto in economie o politiche, o in entrambe allo stesso
tempo. Potrebbe esservi un presunto fallimento delle economie ma
simultaneamente infallibilità nelle politiche - con le quali
è essenziale disporre che un attacco sull'USSR potrà
diventare inevitabile - in accordo ai suoi postulati - assolutamente
essenziale.
G. - Questo significa che principalmente lei ha fiducia in ogni cosa che
riguarda contraddizioni, fatalità ed inevitabilità degli
errori che sono stati fin dagli inizi commissionati dalle borghesie le
stesse che faranno seguire l'attacco di Hitler all'USSR. Io sono un
Marxista, Rakovsky, ma qui, fra noi, in modo di non fornire il pretesto per
far arrabbiare un singolo attivista, le assicuro che con tutta la mia fede
in Marx, io non posso credere che in USSR esistano favoreggiamenti a
menzogne dei suoi nemici… E io penso che Stalin condivida la mia
stessa visione.
R. - Ma io la penso così… Non mi guardi al quel modo, io non
sono un pazzo burlone.
G. - Lei mi permetta di sollevare dei dubbi, finché lei non
avrà provato le sue asserzioni.
R. - Non vede adesso che io ho avuto ragioni nel qualificare la sua cultura
Marxista come pienamente dubbia? I suoi argomenti e reazioni sono gli
stessi come in ogni ordine e linea attivistica.
G. - A torto?
R. - Si, sono corretti per una piccola amministrazione, per un burocrate e
per le masse. Questi richiedono una media di combattenti… che
credano principalmente in questo e ripetano ogni cosa così
com'è stata scritta. Mi ascolti in via del tutto confidenziale. Con
il Marxismo lei otterrà gli stessi risultati delle antiche religioni
esoteriche. I loro aderenti, hanno sempre conosciuto soltanto l'aspetto
più elementare e crudo, alla lunga da quell'unico ne fanno derivare
il loro destino, quello che è essenziale, per entrambe la religione
e il lavoro della rivoluzione.
G. - Non vorrà adesso introdurmi ad un Marxismo mistico, come
qualcosa di simile alla frammassoneria?
R. - No, non esoterico. Al contrario, io lo posso spiegare con la massima
chiarezza. Il Marxismo prima d'essere un sistema filosofico,
economico e politico, è una cospirazione per la rivoluzione.
Così per noi la rivoluzione è l'unica assoluta realtà,
essa segue questa filosofia, le economie e le politiche sono vere sempre e
alla lunga esse conducono alla rivoluzione. La fondamentale verità
(Chiamiamola soggettivamente) non esiste nelle economie, politiche o morali
simili: alla luce delle scientifiche astrazioni questo è allo stesso
tempo verità o errore, ma per noi, soggetti alla dialettica
rivoluzionaria, ciò è sempre vero, questa è l'unica
verità, in seguito questo lo sarà principalmente per tutti
quelli che sono rivoluzionari, e qualcuno di quelli fu Marx.
D’accordo con questo noi agiamo principalmente. Ricorda la frase di
Lenin, in replica a qualcuno dei dimostranti che asserivano sulla linea di
queste argomentazioni, come le sue intenzioni contraddicessero
presumibilmente la realtà: "Io sento questo realmente" fu la sua
risposta. Non pensa che Lenin esprimesse nonsensi? No, per lui ogni
realtà; ogni verità è relativa alla faccia della sola
ed unica assoluta: rivoluzione. Marx era un genio: se il suo lavoro avesse
aumentato l'unica profonda critica al Capitalismo, ugualmente seguito a
quello che avrebbe potuto essere un insuperabile lavoro scientifico, ma nel
caso in cui i suoi scritti richiedevano livelli di maestranze, si produsse
l'effetto di un apparente ironico lavoro. Il "Comunismo" lui disse
"principalmente accade perché è il Capitale che lo
porterà alla tenace vittoria su quel nemico." Questa è la
magistrale tesi di Marx…
{p. 16} Può esservi qui una grande ironia? E in seguito, in modo che
possa essere creduta, facendone una spersonalizzazione del Capitalismo e
del Comunismo, per trasformare l'individuo capace di un cosciente pensiero
individuale umano, in uno straordinario impostore di talento. Quello fu il
suo scaltro metodo, per dimostrare ai Capitalisti che essi sono una
realtà del Capitalismo e che il Comunismo può trionfare come
il risultato dell'innata idiozia; senza la presenza dell'immortale
stoltezza dell'homo economico quella non gli si rivelerebbe tramite
le continue contraddizioni proclamate da Marx. L'abilità di
terminare la trasformazione dell'homo sapiens in homo stultum
significa possedere magiche forze, capaci di portare l'uomo sotto al primo
stadio della scala zoologica, a livello d'animale. Se c'è un homo
stultum nell'epoca dell'apogeo del Capitalismo, Marx potrà formulare
le sue assiomatiche proposizioni: contraddizioni aggiunte nel tempo
uguale a Comunismo. Mi creda, noi che siamo stati iniziati a questo,
nel contemplare la rappresentazione di Marx, come all'unico che era stato
piazzato alla principale entrata di Lubianka, noi non potemmo prevenire
l'infezione di un'interna esplosione di risate nel vedere che egli rideva
prendendo per la barba tutta l'umanità.
G. - E lei è già capace di ridersela dei più riveriti
scienziati dell'epoca?
R. - Ridicolizzarli? … Questa è alta ammirazione! Il modo in
cui Marx potrebbe essere abile a sconfiggere così molte persone di
scienza, è stato essenziale per lui che ha potuto dominare su tutti
loro. Bene: in modo di poter giudicare Marx in tutte le sue grandezze, noi
iniziamo a considerare il reale Marx, Marx il rivoluzionario, giudicandolo
dal suo manifesto. Questo inizia con Marx il cospiratore, e di come durante
la sua vita e la rivoluzione fossero in una condizione di cospirazione. Non
è per nulla un caso se la rivoluzione è indebitata per i suoi
sviluppi e le sue recenti vittorie su quei cospiratori.
G. - Ad ogni modo lei nega l'esistenza di un dialettico processo di
contraddizioni del Capitalismo, col quale si giunge al finale trionfo del
Comunismo?
R. - Lei può essere sicuro che se Marx credendo che il Comunismo
compirà la vittoria sempre grazie alle contraddizioni del
Capitalismo, quando noi non ne potremo avere un altro, mai, menzionandone
le contraddizioni sulle migliaia di pagine del suo scientifico
rivoluzionario lavoro. Quello fu il categorico imperativo della realistica
natura di Marx: non scientifica, ma unicamente rivoluzionario. Il
rivoluzionario e i cospiratori non si apriranno mai al suo opposto è
il segreto del suo trionfo fu che lui non poteva mai dare
l'informazione; forniva loro disinformazione usata come
contro-cospirazione. Non è così?
G. - Lo stesso alla fine noi abbiamo raggiunto la conclusione
(d’accordo con lei) che non ci sono contraddizioni nel Capitalismo,
se Marx ne parla sempre come un metodo rivoluzionario-strategico. E'
così o no? Ma le colossali e al disopra cresciute contraddizioni del
Capitalismo sono là da vedere. E così noi concluderemo che
Marx, avendo mentito, dice la verità.
R. - Lei è pericoloso in veste di dialettico, quando lei distrugge
le branche del dogmatismo scolastico e porta alla libertà il regno
delle sue stesse invenzioni. E' così che Marx afferma la
verità quando mente. Lui mente quando porta in errore, avendo
definito le contraddizioni come un "continuum" nella storia delle economie
del capitale chiamandole "naturali ed
{p. 17} inevitabili," ma allo stesso tempo lui dichiara la verità
perché conosce che le contraddizioni possono essere create e
potranno crescere con incrementata progressione fino al raggiungimento del
suo apogeo.
G. - Questo significa che in lei c'è antitesi?
R. - Non ci sono antitesi qui. Marx inganna per tattiche ragioni circa
le origini delle contraddizioni del Capitalismo, ma non circa alle sue
ovvie realtà. Marx conosce come loro sono state create, come esse
s'acuiscono in certe cose passate attraverso l'anarchia generale delle
produzioni Capitalistiche, le quali andranno dapprima al trionfo della
rivoluzione Comunista… Lui lo sa che potrebbe accadere
perché conosce ciò che crea le contraddizioni.
G. - Questa è una rivelazione assai strana e un pezzo di
novità, questa asserzione e l'esposizione delle circostanze con
le quali si portò il Capitalismo al suo "suicidio," da una ben
scelta espressione del borghese economista Schmalenbach, al supporto di
Marx, non è essenziale ed innata la legge del Capitalismo. Ma
io sono interessato a sapere se noi richiederemo il personale per questi
patti?
R. - Non l'ha capito intuitivamente? Non ha saputo come le parole di Marx
siano in contraddizione ai documenti? Lui dichiara la necessità e
l'inevitabilità di contraddizioni nel Capitalismo, provando
l'esistenza di un eccesso di valuta ed accumulazione, il che prova che
questa realtà esiste. Lui agilmente inventando la proposizione che
una gran concentrazione di principi di produzione corrisponde ad una gran
massa di proletariato, una gran forza per la costruzione del Comunismo, non
è così? Adesso andiamo: allo stesso tempo come con
quest'asserzione lui fonda l'Internazionale. Già
l'Internazionale è, nel lavoro del giornaliero lottatore
delle classi, un "riformista," per esempio un'organizzazione il cui
proposito è la limitazione dell'eccesso di valuta e dov'è
possibile la sua eliminazione. Per queste ragioni, obbiettivamente
l'Internazionale è un'organizzazione ed una
contro-rivoluzione anti-Comunista, in accordo con la teoria di
Marx.
G. - Adesso noi costatiamo che Marx è un contro-rivoluzionario e
anti-Comunista.
R. - Bene, adesso noi vediamo come possiamo fare uso dell'originale cultura
Marxista. E lo stesso possibile descrivere l'Internazionale come
contro-rivoluzionaria ed anti-Comunista, con logica e scientifica
esattezza, se uno non vede nei fatti niente di più che un diretto
visibile risultato e nei testi unicamente le lettere. Uno arriva a certe
assurde conclusioni, che sono ugualmente ovvie, quasi ci si dimentica
che parole e fatti nel Marxismo sono soggetti a stretti ruoli d'alta
scienza: i ruoli della cospirazione e rivoluzione.
G. - Non potremmo mai noi richiederne la conclusione finale?
R. - Fra un attimo. Se la classe lotta, nella sfera economica, diventa
riformista alla luce dei suoi primi risultati, e per quella ragione
contraddice le teoretiche presupposizioni, con le quali determina la
stabilizzazione del Comunismo, questo è, nei suoi veri principi
reali, puramente rivoluzionari. Ma lo ripeto: questo è soggetto ai
ruoli della cospirazione, che servono principalmente per mascherarsi ed
innalzarsi al di sopra dei suoi veri scopi… La limitazione
dell'eccesso di valuta ed in tale modo anche l'accumulazione come
conseguenza della lotta di classe - che è sempre materiale
d'apparenza, un'illusione, è un modo per stimolare basici movimenti
di massa rivoluzionari. Uno sciopero è un immediato attentato
alla mobilitazione
{p. 18} rivoluzionaria. Indipendentemente da come questa sia conquistata o
no, i suoi effetti economici sono anarchici. Come risultato di questo
metodo vi è l'impoverimento della posizione economica di una classe
che conduce verso l'impoverimento dell'economia in generale; in ogni caso
vi saranno la misura ed i risultati dello sciopero, e questo lo stesso
porteranno alla riduzione della produzione. Il risultato generale:
più povertà, dalla quale le classi lavoratrici non possono
staccarsi. Questo è solo qualcosa: ma non è l'unico
risultato e non è il più importante. Come noi sappiamo,
l'unico scopo di una lotta nelle sfere economiche è guadagnare di
più e lavorare poco. Una qualche assurdità economica, ma in
accordo con la nostra terminologia, è una tale contraddizione, che
non è stata annunciata alle masse, le quali sono sempre bloccate
dall'adeguamento dei salari, in ogni modo annullati dall'innalzamento dei
prezzi. E se i prezzi sono limitati da azioni governative, quando stesse
cose accadono, come ad esempio la contraddizione tra l'augurarsi di
spendere di più, producendo poco, è qui qualificata
dall'inflazione monetaria. Così si è portati ad un circolo
improduttivo: uno sciopero, paura, inflazione, paura.
G. - Con l'eccezione quando lo sciopero è piazzato a costi
all'eccesso di valuta nel Capitalismo.
R. - Teoria, pura teoria. Parlandoci fra noi, prendendo ogni annuale
manuale riguardante l'economia d'ogni paese e gli affitti divisi e le
totali tasse da tutti quelli che ricevono stipendi o salari, e si
vedrà che un risultato straordinario emergerà. Il risultato
è il più contro-rivoluzionario fatto, e noi lo teniamo in un
completo segreto. Questo perché se lei lo deduce dalla teorica
divisione dei salari e i costi dei direttori, che potrebbero patirne le
conseguenze con l'abolizione dell'imprenditoria, in ogni caso lo stesso la
vi rimane un dividendo che è un debito per il proletariato. In
realtà in ogni modo un debito, se noi consideriamo la riduzione nel
volume e qualità della produzione. Come lei adesso vedrà,
chiamare lo sciopero, il principio per compiere un rapido impoverimento di
benessere del proletariato è sempre una scusa; una scusa avanzata in
modo di forzare a commettere un sabotaggio a Capitalistiche produzioni. In
tale modo la contraddizione dei sistemi borghesi aggiungono contraddizioni
fra il proletariato; queste sono dubbie armi della rivoluzione, e questo -
che è ovvio - non s'evidenzia da solo: esistono un'organizzazione,
capi, discipline, ed insieme con quelli l'esistente stupidità.
Lei non sospetta che le molte citate contraddizioni del Capitalismo, ed
in particolare quella finanziaria, siano in ogni caso organizzate da
qualcuno? … Sulle basi di queste deduzioni io potrò
ricordarle che le sue economiche lotte dell'Internazionale proletaria
coincidono con l'Internazionale finanziaria, entrambe producono
inflazione, qualcuno potrebbe asserire che è una coincidenza,
qualcun altro presumerlo, è lo stesso un accordo. Queste sono le sue
stesse parole.
G. - Io ho adesso il sospetto su qualche assurdità, che ha l'intento
di far girare un nuovo paradosso, ciò che io non posso immaginare.
Questo dimostra come lei voglia alludere all'esistenza di un Capitalismo
seguito all'Internazionale Comunista, come qualcosa di un unico nemico
comunque.
R. - Esattamente così. Quando io parlo d'Internazionale
finanziaria, io la penso come un Comintern (N.d.T. - "Comunione
interna"), ma ammettendo l'esistenza di un "Comintern", io non voglio
assicurare che essi siano in antitesi.
G. - Non ci faccia perdere tempo con invenzioni e fantasie, io le assicuro
che lei ha scelto il momento sbagliato.
R. - Ma in ogni modo lei asserisce che io sono un cortigiano di
{p. 19} "Notti Arabe", che usa la sua immaginazione notturna per salvare la
propria vita… No, se lei pensa che io sia uscito dal tema, lei
è in torto. In modo d'appellarci richiedendo quello per il quale noi
ci siamo accordati nel nostro intento, se vero, prima d'illuminarla su
tutte le più importanti materie, che l'hanno condotta alle sue
generali mancanze d'attribuzione a quello che io voglio chiamare "l'Alto
Marxismo." Io non oso evadere queste spiegazioni che conosco bene come a
qualche mancanza di conoscenza esistente nel Cremlino … Mi permetta
di continuare.
G. - Lei continui. Ma è vero che se tutto questo sarà visto
unicamente come una perdita di tempo per eccitare l'immaginazione, in
seguito questo passatempo potrebbe avere un triste epilogo. Io glielo
chiedo esplicitamente.
R. - Io continuo come se non avessi sentito nulla. Pertanto siccome lei
è uno scolaro in relazione al Capitale, e io voglio far riferimento
ai suoi talenti induttivi, io potrò rimandarla a qualcosa di
veramente curioso. Annunciandole con cosa la penetrazione di Marx
andò alle conclusioni portando in seguito in esistenza l'industria
Britannica, con concernenti sue conseguenze, per esempio la contemporanea
industria colossale; con la sua analisi e le critiche: qualcosa come
un'immagine antipatica portata dai suoi fabbricanti. Nella sua
immaginazione e in quella delle masse si potrà innalzare la
terribile immagine del Capitalismo nelle sue più umane
materializzazioni: un grasso-panciuto fabbricante con un sigaro in
bocca, così com'è stato descritto da Marx, che con auto
soddisfazione trascina moglie e figli al lavoro sulle strade. Non
è così? Allo stesso modo ricordi la moderazione di Marx e
la sua borghese ortodossia quando si studia la questione dei soldi. Nel
problema dei soldi non facendola apparire insieme alle sue famose
contraddizioni. Le finanze non esisterebbero per lui come qualcosa
d'importanza finalizzata a se stessa; il traffico e la circolazione dei
soldi sono i risultati d'abominevoli sistemi di produzioni Capitalistiche,
alle quale s'assoggettano loro stesse e dalle quali sono pienamente
determinate. Nella questione dei soldi Marx è reazionario delle
uniche immense sorprese lui fu una speculare mentale "stella a cinque
punte" unicamente Sovietica, con la qual imbrillantinare l'Europa
dappertutto, la stella composta dai cinque fratelli Rothschild con
le loro banche, che possiedono colossali accumuli di ricchezze, i
grandi sempre conosciuti … Così questo fatto, è
così colossale come questa mal condotta immaginazione del popolo di
quest'epoca, passata innominata da Marx. Questo è qualcosa di
molto strano … Non è così? Ed è possibile che
questo strano impedimento di Marx s'innalzi a fenomeno che è comune
ad ogni futura rivoluzione sociale. Ed è questo: noi possiamo tutti
confermare che quando le masse prendono possesso di una città o
di un paese, dopo sembra siano ugualmente colpite da una sorta di
superstiziosa paura nei confronti delle banche e dei banchieri. Chi ha
ucciso Re, generali, vescovi, poliziotti e preti ed altri rappresentanti
delle odiate classi privilegiate; un palazzo derubato e bruciato, chiese e
in uguale modo centri scientifici, ma dov'è resistente alle
rivoluzioni economiche-sociali, le vite dei banchieri sono rispettate, e
come risultato magnifiche costruzioni delle banche rimangono
intaccate… Secondo con le mie informazioni, prima che io fossi
arrestato, questo continuerà ad esistere ugualmente
adesso…
G. - Dove?
R. - In Spagna… Lei non lo sa? Da come me lo domanda, me lo dice da
se stesso: non trova tutto questo molto strano? Pensi, la polizia…
Io non so, se ha prestato attenzione alla strana somiglianza che esiste
fra l'Internazionale finanziaria ed il proletariato Internazionale? Io
potrei assicurare che una è l'altra sede dell'altra, ed il
ritorno della sede è l'unico proletariato più moderno del
finanziario.
{p. 20} G. - Dove vede lei somiglianza in cose così opposte?
R. - Obiettivamente quelle sono identiche. Come ho provato, il
Comintern, parallelamente duplicato dal movimento riformista e
dall'intero sindacalismo, chiama all'anarchia della produzione,
inflazione, povertà attese nelle masse. Finanze, a capo
dell'internazionale finanziaria, doppiata, coscientemente od
inconsciamente da finanze private, che creano le stesse
contraddizioni, già in gran numero… Noi possiamo
prontamente costatare la ragione per la quale Marx nascondeva
contraddizioni finanziarie, le quali potevano non rimanere al di dentro
dei suoi penetranti intenti, se le finanze non hanno avuto un
alleato, l'influenza del quale - obbiettivamente rivoluzionaria -
sarebbe immediatamente dopo straordinariamente importante.
G. - Un'inconscia coincidenza, ma non un'alleanza che presuppone
intelligenza, conformità.
R. - Ci porta a considerare questo punto di vista se lo gradisce. Adesso
noi andremo meglio sopra ad analisi soggettive delle finanze e ancora di
più: ci porterà a vedere come una sorta di popolo personale
è al lavoro in questi frangenti. L'internazionale essenza di soldi
è ben conosciuta. Da questi fatti emerge un'organizzazione che la
segue e l'accumula in una società cosmopolitica. Finanze al
loro apogeo, con stesso scopo, l'internazionale finanziaria - nega e non
riconosce qualsiasi cosa nazionale. Esse non riconoscono lo Stato,
perciò lo stesso anarchico e potrebbe essere assolutamente anarchico
se - la negazione d'ogni stato nazionale, dove non solo, dalle
necessità, è uno Stato nelle sue basiche essenze. Lo stato
come lo è ogni potere. E i soldi sono un potere esclusivo.
Il superstato comunista, che noi abbiamo creato prontamente durante
l'intero secolo, e lo schema dell'internazionale di Marx. Lo analizzi e
lei ne vedrà le sue essenze. Lo schema dell'Internazionale ed i suoi
prototipi dell'USSR - che sono puro potere. La basica somiglianza fra le
due creazioni è assoluta. È qualcosa di fatalistico,
inevitabile, le personalità e gli autori d'entrambe sono identici.
I finanzieri sono un internazionale come lo sono i Comunisti.
Entrambi, con l'aiuto di svariati pretesti e principi diversi, in
lotta con i nazionali borghesi dello Stato e lo negano. Il Marxismo in
questo modo si converte in uno Stato Comunista., da ciò deriva che
il Marxismo è principalmente un internazionalismo: i finanziatori
negano lo stato borghese nazionale e la negazione dello stesso, infatti,
non facendolo manifestare come un internazionalismo, ma come un
cosmopolitismo anarchico… Questo è in apparenza al portato
stadio, ma ci porta a vedere cosa realmente è e cosa vuole essere.
Come lei vede, nel rifiuto c'è una chiara somiglianza
individuale fra gli Internazionalistici-Comunistici e i
finanzieri-cosmopoliti; come naturale stato c'è la stessa
somiglianza fra l'Internazionale Comunista e l'Internazionale
finanziaria…
G. - Questa è un'occasione similare soggettivamente ed
obbiettivamente in contraddizione, ma con un'esile erosione ed avendo un
qualche piccolo significato il più radicale che esista in
realtà
R. - Mi segua senza replicare come adesso, così non
interromperà la logica sequenza… Io lo stesso intendo
decifrare l'assioma di base: i soldi sono potere. I soldi sono oggi il
centro di gravità totale. Io spero che lei concordi con me?
G. - Continui, Rakovsky, l'imploro.
R. - La comprensione di come l'Internazionale finanziaria che ha
raggiunto gradualmente, leggi al di sopra della nostra epoca,
sia diventata maestra dei soldi, quel
{p. 21} magico talismano, che è diventato per il popolo quello
per il quale Dio e la nazione è stabilita, è qualcosa che
eccede in scientifici interessi uguale all'arte di una strategia
rivoluzionaria. Io glielo posso spiegare. Gli storici e le masse, impediti
dai tiri delle pompe rivoluzionarie Francesi, persone intossicate
dal fatto che questo abbia posto al potere Re e classi privilegiate, non
può spiegare come un piccolo gruppo di misteriose, accurate ed
insignificanti persone abbiano preso possesso dell'effettivo potere
Reale, quel magico potere, quasi divino, ottenuto quasi senza
conoscerlo. Le masse non conoscono che il potere è stato piazzato da
altri ai quali essi ugualmente si sono assoggettati alla
schiavitù più crudele di quella del Re, che poi, in vista dei
suoi religiosi e morali pregiudizi, fu incapace di portare vantaggio di
qualche potere. Così quello che avvenne all'incirca al supremo
Regale potere fu condotto da persone, le cui morali, intellettuali e
cosmopolite qualità non poterono usarlo in seguito. E' chiaro, che
questo avvenga dove i popoli non sono mai stati Cristiani, ma
cosmopoliti.
G. - Che cos'è questo mitico potere che essi hanno ottenuto?
R. - Essi hanno acquisito da loro stessi il reale privilegio di coniare
denaro … Non rida, ad ogni modo io non posso credere che lei
ignori che cosa sono i soldi… io le chiedo di mettersi nella mia
posizione. La mia posizione in relazione a lei e come quella
dell'assistente di un dottore, che potrebbe aver spiegazioni
batteriologiche alla resurrezione medica di un uomo dell'epoca precedente a
Pasteur. Ma io posso spiegare la sua mancanza di conoscenza nei miei
confronti e posso dimenticarla. Il nostro linguaggio ci conduce all'uso di
parole che portano a pensieri scorretti circa a cose ed azioni, grazie al
potere d'inerzia dei pensieri, i quali non corrispondono ad esatte
realtà. Io dico: denaro. E' chiaro che nella sua immaginazione
immediatamente appaiano immagini di reali soldi metallici e della carta
monetizzata. Ma questo non è così. I soldi non sono quella
reale circolazione di coniato che è un vero anacronismo. Ammesso che
esista e circoli, questo è grazie all'atavismo, sempre perché
è conveniente mantenere l'illusione, una pura immaginaria finzione
per i presenti giorni.
G. - Questo è un brillante paradosso, arrischiato ed allo stesso
tempo poetico.
R. - Come sa questo è in ogni modo brillante, ma non è un
paradosso. Io lo so - ed è questo il motivo del suo sorriso -
quegli Stati stanno coniando soldi su pezzi di metallo o carta con
busti Reali o creste nazionali; bene, così cosa? Una gran parte
dei soldi circolanti per vasti affari, come rappresentanti tutte le
nazionali ricchezze, soldi, sì, - questo è stato
provveduto da quelle poche persone delle quali io accennavo.. Titoli,
figure, valuta, promettenti note, sanzioni, ribassi, quotazioni, sembianze
senza fine che inondano Stati come a cascate. Che cosa si sono comparati
con quei soldi metallici o di carta? … Qualcosa priva d'influenza,
qualcosa al minimo della cresciuta inondazione di tutte le piene di denaro
finanziario. Essi, sono i più sottili psicologi, che sono abili di
guadagnare di più ugualmente senza tribolazioni, grazie alla
mancanza di comprensione. In aggiunta all'immensa varietà di
differenti forme di finanziamenti monetari, essi creando la carta di
credito avendo in vista di prodursi volume chiuso all'infinito. E
dandogli rapidamente un suono… questa è un'astrazione,
un essere pensante, una figura, un numero, credito, destino … Lo
capisce con immediatezza? … Frode: denaro falso, conduce ad un
arresto reale …, usando altra terminologia, così che lei
possa capirmi.
{p. 22} Le banche, il rifornimento dei cambi e l'intero ordine finanziario
mondiale - è una gigantesca macchina che ha il proposito di portare
all'incirca innaturale scandalo, in accordo con l'espressione d'Aristotele;
forzare i soldi produce soldi, se questo è qualcosa visto come un
crimine in economia, poi in relazione alle finanze lo stesso è un
crimine contro un codice criminale, fra questi vi è l'usura. Io non
so con quale argomento tutto questo sia giustificato: dalla proposizione
che essi ricevono interessi legali … Ugualmente accettando quello,
ed ugualmente quell'ammissione è più di quel che è
necessario, noi vediamo che l'usura esiste già ugualmente fra gli
interessi se il ricevuto lucro è legale, dopo s'inventa e si
falsifica la non esistenza del capitale. Le banche hanno in ogni modo
tramite le vie dei depositi o di soldi in movimenti produttivi una certa
quantità di denaro del quale il quinto è per l'appunto uguale
a centinaia di volte più grande di quello che è stato
fisicamente coniato in moneta metallica o di carta. Io non saprei dire
nulla di quei casi in cui le carte discredito, per esempi false, unicamente
fabbricate, siano più grandi della quantità di soldi pagati
come Capitale. Tenga a mente che il legittimo interesse non è
fissato sul capitale reale ma su un non-esistente patrimonio, l'interesse
è illegale così spesso com'è il finto capitale che
è più grande dell'unico reale.
Tenga presente che questo sistema, che io ho descritto in dettagli,
è uno fra i più innocenti tra quelli usati per la
fabbricazione di soldi falsi. Lo immagini da lei, se lei può, un
piccolo numero di persone, che hanno un illimitato potere attraverso il
possedimento di ricchezza reale, e lei potrà vedere che essi sono
degli assoluti dittatori ai depositi del cambio; e come il solo
risultato di questo sia produzione di dittatori alla distribuzione ed anche
di lavoro e consumi. Se lei ha ogni immaginazione moltiplichi, per il
complessivo fattore e lei vedrà le sue anarchiche, morali e sociali
influenze, come un esempio unicamente rivoluzionario… Lo
capisce?
G. - No, non ancora.
R. - Ovviamente è molto difficile credere ai miracoli.
G. - Miracoli?
R. - Si, miracolo. Non è un miracolo che una capanna di legno sia
stata trasformata in un tempio? E già qualche miracolo è
stato visto dal popolo migliaia di volte, ed essi non possono bastonare
occhieggiando, durante un intero secolo. Fra loro vi è uno
straordinario miracolo di cui i membri anziani parlano quei grassi usurai
che commerciano con le loro monete, le stesse sono adesso convertite in
templi, esposti magnificamente ad ogni angolo delle contemporanee grandi
città con i loro colonnati pagani, e credenti che accorrono
là con un destino che essi sono pronti a adottare da dei celesti,
portando assiduamente il loro deposito di tutti i possedimenti al dio
del denaro, che, essi immaginano, viva nelle casseforti d'acciaio
dei banchieri, e da chi è predestinato, grazie alla sua divina
missione ad incrementare ricchezza ad un metafisico infinito.
G. - Questa è la nuova religione della decaduta borghesia?
R. - Religione, già, la religione del potere.
G. - Lei sembra essere un poeta dell'economia.
R. - Se lo gradisce, in modo di dare un'immagine alle finanze, come di un
lavoro artistico del quale ovviamente è più un lavoro di
genio ed il più rivoluzionario di tutti i tempi, la poesia è
richiesta.
G. - Questa è un'opinione fallimentare. Le finanze, come definite da
Marx, ed in speciale modo da Engels, sono determinate dal sistema della
produzione Capitalistica.
{p. 23} R. - Esattamente, ma al contrario: il sistema Capitalistico di
produzione è determinato dalla finanza. Il fatto che Engels
dichiari l'opposto ed uguale tenda (tries) a provarlo, il più ovvio
profitto finanzia i ruoli delle produzioni borghesi. Così questo fu
uguale prima di Marx ed Engels, le finanze sono state il maggiore
completo potere strumentale della Rivoluzione e il Comintern non fu che un
giocattolo nelle loro mani. Ma mai Marx né Engels potrà
svelare o spiegarlo. Al contrario, facendo uso del loro talento come
scienziati, avendo camuffato la verità per una seconda volta negli
interessi della rivoluzione. Entrambi essi poterono questo.
G. - Questa storia non è nuova. Questo qualcosa mi rimanda a quello
che Trotzky scrisse dieci anni fa.
R. - Mi dica …
G. - Quando lui assicurò che il Comintern è un'organizzazione
conservatrice comparsa insieme al deposito dei cambi a New York; lui si
riferisce ai grandi banchieri come agli inventori della rivoluzione.
R. - Sì, lui disse questo in un piccolo libro nel quale lui per
descrivere il fallimento dell'Inghilterra … sì lui disse
questo ed aggiunse: "Chi schiaccia l'Inghilterra lungo i patti della
rivoluzione?" … e rispose: "Non Mosca, ma New York."
G. - Ma ricordi che le sue asserzioni sui finanzieri di New York che
forgiarono la rivoluzione, furono fatte inconsciamente.
R. - La spiegazione che io prontamente fornisco in modo di poterla
aiutare a comprendere perché Engels e Marx camuffarono la
verità, è allo stesso modo applicabile a Trotzky.
G. - Io valuto in Trotzky che vi è sempre una sorta di letteraria
forma interpretativa, un'opinione di un fatto che qualcuno ugualmente ben
conosce, il qual è già stato prontamente calcolato da egli in
precedenza. Trotzky dichiara con correttezza che questi banchieri
"conducono in atto irresistibilmente ed inconsciamente la loro
rivoluzionaria missione."
R. - Veda come loro conducono la loro missione a dispetto del fatto che
Trotzky lo abbia dichiarato? Cosa assai strana! Perché essi non
valorizzano le loro azioni?
G. - I finanzieri sono rivoluzionari inconsci fra loro c'è qualcosa
obiettivamente, che è come il risultato della loro incapacità
di vedere le conseguenze finali.
R. - Lei crede a questo sinceramente? Lei pensa che fra questi reali geni
ci sia qualcuno che è inconscio? Lei considera degli idioti le
persone le quali oggigiorno nel mondo sono assoggettate alla lotta?
G. - Che cosa pretende?
R. - Semplicemente asserire che essi sono obbiettivamente,
soggettivamente e chiaramente consci rivoluzionari.
G. - I banchieri! Lei pensa siano principalmente i malvagi?
R. Io, no … Ma lei? Pensi un poco. Quelle persone sono giusto come
me e lei.
Le circostanze nelle quali essi controllano denaro in aumenti illimitati,
in quel modo nel quale essi lo creano essi stessi. Non ci dà
l'opportunità di determinare i limiti delle loro ambizioni…
se queste forniscono ad un uomo piena soddisfazione quando è la
soddisfazione la sua ambizione. E di tutto la sua soddisfazione in
questo
{p. 24} lo potenzierà. Perché non possono queste persone,
i banchieri, avere impulsi attraverso il potere, attraverso il pieno
potere? Proprio come accade a me e a lei.
G. - Ma se, d’accordo con lei - ed io lo sono allo stesso modo - essi
hanno approntato un potere complessivo politico, quale altre facoltà
essi vorrebbero possedere?
R. - Io glielo dico rapidamente: piena autorità. Quanto il potere
che Stalin ha in USSR, ma sull'intero mondo.
G. - Qualche potere com'è quello di Stalin, ma con opposte
aspirazioni.
R. - Il potere se è reale, è assoluto ed è sempre
unico. L'idea dell'assoluto esclude le molteplicità. Per questa
ragione il potere è soggetto alla ricerca di potere del Comunismo e
del "Comintern". Che sono cose dello stesso ordine, sono assolute, ma anche
in politica sono uniche ed identiche: esclusivo potere che ha da se stesso
un proposito, in ogni modo non assoluto. Fino ai presenti giorni non fu
mai stata inventata un'altra macchina di potere totale ad eccezione dello
Stato Comunista. Capitalistici poteri delle borghesie in uguale modo
sui suoi alti gradini della scala, il potere di Cesare, e fra questi un
limitato potere, se in teoria, questa è stata la personificazione
deificata dei Faraoni e dei Cesari dei tempi antichi, dopo mai poco, grazie
al carattere economico della vita in quei primitivi stati ed in seguito
alle tecniche sotto sviluppate dell'apparato Statale, vi furono lungo il
percorso stanze per individuali libertà. Capisce che ciò che
avviene parzialmente, velocemente sulle nazioni e ai governi mondiali
pretende assoluta dominazione? Capisce che questa è l'unica cosa
che essi non hanno ancora raggiunto?
G. - Questo è interessante: come minimo un esempio di follia.
R. - Certamente, follia in un minimo grado come nel caso di Lenin, che
sognante di potere alla lotta sull'intero mondo dal suo attico in Svizzera
o la pazzia di Stalin che sognava le stesse cose durante il suo esilio in
una capanna Siberiana. Io penso che i sogni di qualche ambizioso sono molto
più naturali per i popoli monetizzati, abitanti in grattacieli di
New York.
G. - Ci porti ad una conclusione: chi sono loro?
R. - Lei è così ingenuo nel pensare che se io conoscessi chi
sono "Loro", potrei essere un prigioniero qui?
G. - Perché?
R. - Per una ragione molto semplice, fra quelli che sono messi a
conoscenza della loro esistenza non potrebbero trovarsi in una posizione
nella quale sarebbero costretti a fare rapporti su di loro …
Questo è un ruolo fondamentale d'ogni intelligente cospirazione, che
lei capisce molto bene.
G. - Ma lei non affermò che loro sono i banchieri?
R. - Io no, ricordi se lo stesso ho parlato della finanziaria è per
accennare a delle persone come "Loro" ma niente di più. Se lei vuole
che io la informi apertamente, le riporterò dopo dei fatti, ma senza
dei nomi, perché io non li conosco. Penso di non sbagliarmi se le
affermo che non uno di "Essi" è una persona che occupa una posizione
politica o una postazione nella Banca Mondiale. Come ho capito dopo la
morte di Rathenau a Rapallo, essi concedono posizioni politiche o
finanziarie solo con intermediazioni. Ovviamente con persone che sono
fedeli e leali, le quali sono garantite in migliaia di modi: una delle
quali asserisce che i banchieri e i politici - sono solo uomini di
strascico … solo se essi
{p. 25} occupano posti molto in alto essi sono fatti apparire come gli
autori dei piani in conduzione.
G. - Tutto questo può essere compreso ed è anche logico, ma
la sua dichiarazione di non conoscerli è forse un'evasione? Ed
ugualmente per me, in accordo alle informazioni che impiego, lei occupa
un posto sufficientemente alto in questa cospirazione avendo conosciuto
molto di più. Lei non ne conosce personalmente nemmeno uno di
loro?
R. - Si, ma lo stesso lei non mi crederebbe. Io sono arrivato fino a questo
momento dove ho spiegato quando parlavo circa di una persona o individui
con una personalità… come si potrebbe dire? … un unico
mistico, come Gandhi o qualcuno di simile, ma senza una dimostrazione
esterna. Mistici di puro potere, che sono diventati liberi da tutte le
volgari trafile. Io non so se lei mi capisce? Bene. Quanto ai loro posti di
residenza e nomi, io non li conosco … Immagini Stalin com'è
adesso, in realtà mentre conduce l'USSR, ma non circondato da muri
di pietra, senza nessuna personalità che lo circonda, ed avendo le
stesse garanzie per la sua vita come ogni cittadino. Dal quale egli
principalmente dovrà essere protetto contro attentati alla sua vita?
Lui è il primo di tutti i cospiratori, qualunque sia grande il suo
potere, egli rimarrà anonimo.
G. - Quello che lei dice è logico ma non la credo.
R. - Ma lei già mi crede; io non so nulla, se lo sapessi ne sarei
felice! Non sarei qui a difendere la mia vita: io ben comprendo i suoi
dubbi e che, in vista dell'educazione politica, lei voglia qualche
conoscenza circa le persone. Per onorarla ed anche perché questo
è essenziale per lo scopo che ci fa sedere qui entrambi. Io le
dirò tutto in modo d'informarla. Lei sa che in accordo alla storia
non scritta e celata, Il fondatore della Prima Internazionale Comunista
è indicato, lo stesso segretamente come essere Weishaupt. Lei
ricorda quel nome? Lui fu alla testa dei massoni che sono conosciuti
come Illuminati? Questo nome è stato adottato dalla seconda
cospirazione anti-Cristiana di quest'era - gnostica. Questi importanti
rivoluzionari, Semiti e Gesuiti in pensione, guardanti al trionfo
della Rivoluzione Francese decisa, e per l'appunto lui l'aveva ordinata
(con qualche riferimento al suo capo l'importante filosofo Mendelssohn)
la fondazione di una segreta organizzazione che finì col
provocare ed attivare la rivoluzione Francese e a provvedere poi i suoi
obiettivi politici, con il sostegno di trasformarla in una
rivoluzione sociale per la stabilizzazione del Comunismo. In questi
tempi eroici è stato colossalmente pericoloso alludere al Comunismo
come ad un'aspirazione, da ciò derivano le varie precauzioni e
segreti, che hanno circondato gli Illuminati. Più che un centinaio
d'anni corse prima che un uomo potesse confessare d'essere un Comunista
senza paura d'essere imprigionato e condannato. Questo è in parte
riconoscibile. Quello che non è conosciuto sono le relazioni fra
Wheishapt e i suoi seguaci come il primo dei Rothshilds. Il segreto
dell'acquisizione della ricchezza per un banchiere noto può essere
spiegato dal fatto che essi furono tesorieri di questo primo
Comintern. C'è un'evidenza che quando i cinque fratelli tirarono
fuori le cinque provincie dell'impero finanziario in Europa, essi ebbero
qualche aiuto segreto per l'accumulazione di queste enormi somme; essendo
quei primi Comunisti fra le catacombe Bavaresi diffusesi velocemente
dappertutto in Europa. Ma altri dicono, ed io penso a miglior ragione,
che i Rothschilds non sono i tesorieri ma i
{p. 26} capi di quel primo segreto Comunismo. Quest'opinione è
basata su quel fatto ben conosciuto che Marx e gli alti capi della Prima
Internazionale - l'unica aperta prontamente - fra loro Herzen ed Heine,
sono controllati dal Barone Lionel Rothshild, il cui ritratto
rivoluzionario fu dato da Disraeli (in Coningsby - Traduzione) il Premier
Inglese, che fu la sua creatura, ed è stato portato fino a noi. Egli
lo descrive in caratteri di Sidonia, un uomo, che, in accordo alla storia,
fu un multimilionario, che conosce e controlla spie, carbonari,
frammassoni, Giudaici segreti, zingari, rivoluzionari, eccetera, eccetera.
Tutti questi in uguale modo fantastici. Ma è stato provato che
Sidonia è un idealizzato ritratto del figlio di Nathan Rotschild, il
quale può essere solo dedotto dalla campagna innalzata contro lo Zar
Nicholas per favorire Herzen. Lui conduceva quella campagna.
Se tutto quello che noi abbiamo accolto alla luce di questi fatti sono
veri, in seguito, io penso, noi possiamo ugualmente determinare chi
inventò questa terribile macchina d'accumulazione ed anarchia,
quale sono l'Internazionale finanziaria. Allo stesso tempo, io penso,
lui potrebbe essere la stessa persona che creò anche
l'Internazionale rivoluzionaria. Questo è un atto di genio: creare
con l'aiuto del Capitalismo accumulazione d'alti gradi, che schiacci il
proletariato attraverso scioperi, spargere speranze, ed allo stesso
tempo creare un'organizzazione che unisce principalmente il
proletariato con il proposito di guidarli nella rivoluzione. Questo
è scrivere il capitolo più magnifico della storia. Di
più: ricordi la frase della madre dei cinque fratelli Rotschilde:
"Se i miei figli vogliono questo, dopo là non vi saranno più
guerre." Questo significa che essi sono gli arbitri, i maestri della pace e
della guerra, ma senza imperatori. E' lei capace di visualizzare un fatto
di qualche cosmica importanza? Non è forse guerra una funzione
rivoluzionaria? Guerra - il Comune. Fino ad ora ogni guerra fu un
gigantesco gradino attraverso il Comunismo. Come se qualche misteriosa
forza soddisfacesse l'appassionato augurio di Lenin, che è stato
espresso a Gorky. Ricorda: 1905-1914. Ammetta al momento che due delle tre
leve di potere con le quali si condusse al Comunismo non sono controllate
e, non possono essere controllate dal proletariato.
Le guerre sono controllate e portate nient'altro che dalla Terza
Internazionale dell'USSR, la quale potrebbe già non esistere
più al momento. In uguale modo non possono essere provocate e
già poco controllate da quel piccolo gruppo di Bolscevichi che
s'affatica attraverso l'immigrazione, in ogni modo essi vogliono guerra.
Questo è chiaramente ovvio, L'Internazionale e l'USSR ha sempre
qualche possibilità per qualche immense accumulazioni di capitale e
la creazione di una nazionale ed internazionale anarchia in produzioni
capitalistiche. Come l'anarchia sia capace di forzare le persone con
grandi quantità di riserve di cibo, a portare piuttosto il popolo in
miseria, ed è capace con quello che Rathenau descrisse in una
delle sue frasi, ad esempio, "Portare quella mezza parte del mondo a
fabbricare letame, e l'altra metà lo userà." E dopo di tutto,
può il proletariato credere che questa sia la causa della sua
inflazione, crescendo in geometrica progressione, questa svalutazione, la
costante acquisizione d'eccessi di valuta e l'accumulazione di capitale
finanziario, ma senza capitale d'usura, e quello come risultato del fatto
che non può prevenire il costante abbassamento dei suoi poteri
d'acquisto, là si farà posto alla proletarizzazione delle
classi medie, che sono le vere oppositrici della rivoluzione. Il
proletariato non può controllare le leve delle economie o la leva
della guerra. Ma è solo la terza leva, l'unica visibile e
dimostrabile leva, che può condurre il soffio finale al potere dello
Stato Capitalistico e portarsi al disopra. Già, essi lo piazzeranno,
se "Loro" lo vorranno compiere…
{p. 27} G. - Io le ripeto ancora che di tutto questo, che lei ha messo
giù in qualche forma letterale, vi sia un nome che noi potessimo
ripetere con prontezza per eccedere al termine di questa conversazione: la
naturale contraddizione del Capitalismo e se, come lei dichiara, c'è
già qualcuno di loro a parte gli attivisti del proletariato, io
voglio che lei me lo indichi concretamente come un caso personale.
R. - Ne richiede ancora uno? Bene, allora senta una piccola storia:
"Loro, isolando lo Zar diplomaticamente per la Guerra Russo-Giapponese,
gli Stati Uniti finanziarono il Giappone; parlando precisamente, questo
fu dato da Jacob Shiff, la testa della banca di Kuhn, Loeb &
Co., che è il successore della casa dei Rotshild, dove
Shiff s'originò. Avendo avuto qualche potere raggiunto negli Stati
detentori di colossali possedimenti in Asia per supportare la creazione
dell'Impero Giapponese che era uno stato incline alla xenofobia: e in
Europa prontamente risentì gli effetti di quella xenofobia. Dei
prigionieri dei campi di guerra che andarono a Petrogrado come i migliori
combattenti, addestrati come agenti rivoluzionari; essi furono spediti
là dall'America col permesso del Giappone, ottenuto attraverso le
persone che lo avevano finanziato. La Guerra Russo-Giapponese, grazie
all'organizzata sconfitta dell'armata dello Zar, chiamò in avanti la
rivoluzione del 1905, la quale fu prematura, ma fu molto vicina al
pieno successo; uguale se non potendo guadagnare, potette già creare
le condizioni politiche richieste per la vittoria del 1917. Io potrei dirle
ugualmente di più. Ha letto lei la biografia di Trotzky? Si
richiama al suo primo periodo rivoluzionario. Lui era ancora un uomo
giovane: dopo il suo volo per la Siberia lui visse qualche tempo fra gli
emigranti a Londra, Parigi, Svizzera; Lenin, Plekhanov, Martov e gli altri
capi videro lui unicamente come una nuova promessa venuta. Ma egli
velocemente osò durante la prima spaccatura diventare indipendente,
ottenne di diventare l'arbitro della riunione. Nel 1905 lui aveva 25
anni e ritornò in Russia da solo, senza una festa e senza la sua
stessa organizzazione. Legga le relazioni della rivoluzione del 1905 quelle
che non sono state "tolte di mezzo" da Stalin, per esempio quello di
Lunatcharsky, che non era un Trotziska. Trotzky è la figura capo
durante la rivoluzione in Petrogrado. Questo è come realmente
andò. Sempre egli emerse in quello con incremento di
popolarità ed influenza. Non Lenin o Martov, non Plekhanov
acquisirono popolarità. L'unico che la portò e non ne perse
mai un poco. Perché e come s'innalzò lo sconosciuto
Trotzky, guadagnando potere da una mossa più grande di quella che la
vecchia e più influente classe rivoluzionaria aveva avuto? Molto
semplice: il suo matrimonio. Insieme con lui c'era al suo arrivo in Russia
sua moglie - Sedowa. Non sa chi è lei? Lei è associata con
Zhivotovsky, allineato con i banchieri Warburg, colleghi e relativi di
Jacob Schiff, ad esempio di quel gruppo finanziario, del quale io le
dissi, lo stesso che finanziò la rivoluzione del 1905. Questa
è la ragione per la quale Trotzky, in una mossa, mosse alla cima
della lista dei rivoluzionari. E qui, ugualmente, lei ha le chiavi della
sua reale personalità. Ci porta a saltare al 1914. Al posto della
persona che fece l'attentato all'Arciduca si posizionò Trotzky,
e quell'attentato provocò la Guerra in Europa. Lei crede che la
morte e la guerra - siano semplici coincidenze? …, come'è
stato detto ad uno dei congressi Sionisti da Lord Melchett. Analizzare alla
luce della "non-coincidenza" gli sviluppi delle azioni militari in Russia.
"Sconfitta" è una parola esemplare. L'aiuto degli alleati per
lo Zar fu regolato e controllato con qualche abilità che
portò gli ambasciatori Alleati a fabbricare un argomento che
portò lo Zar Nicholas, grazie alla
{p. 28} sua stupidità, in avanzamenti suicidi, uno dopo l'altro. La
massa dei Russi non può essere foraggiata, fu immensa, ma non
inesauribile. Una serie di sconfitte portò alla rivoluzione.
Quando, il trattato finì in tutte le sedi, allora in seguito una
cura fu trovata nella forma di stabilire una repubblica democratica -
"un'ambasciata repubblicana" come Lenin la chiamava principalmente e questa
prevedeva l'eliminazione d'ogni trattato ai rivoluzionari. Ma questo non
è tutto. Kerensky fu il provocatore del futuro vantaggio al costo di
una gran quantità di sangue. Lui la comprese così che la
rivoluzione democratica potesse spargersi di là dai suoi confini
Ed ancor di più: fu Kerensky a consegnare completamente lo Stato
al Comunismo, lo compì lui. Trotzky aveva avuto la scelta in
un "celato modo" occupando interamente l'apparato di Stato. Quelli
furono strani impedimenti! Bene, questa è la realtà della
più lodata rivoluzione d'Ottobre. I Bolscevichi parlarono di
quello che "Loro" comunicarono.
G. - Lei osa affermare che Kerensky era un collaboratore di
Lenin?
R. - Di Lenin - no. Di Trotzky - sì; e dicendolo in modo
ancor più corretto - un collaboratore di "Loro".
G. - Un assurdità.
R. - Non può capirlo … lei precisamente? Questo mi sorprende.
Se lei vuole diventare una spia, che si trova al di sotto della sua
entità, lei deve attenersi alla posizione di comando alle fortezze
del nemico, non volendo aprire poi i ponti alle forze attaccanti nelle
quali lei presta servizio attualmente? Non volendo lei diventare un
prigioniero che sperimenta la sconfitta? Non volendo lei essere in pericolo
di morte durante l'attacco sulle fortezze se uno degli attaccanti, non
conoscendo che la sua uniforme è solo una mascheratura, potendo
essere preso come un nemico? Mi creda: offenda le statue ed i mausolei -
il Comunismo è molto più indebitato a Kerensky che a
Lenin.
G. - Lei vuole assicurare che Kerensky era volontariamente un conscio
sconfitto?
R. - Si, questo mi è sicuramente chiaro. Capisce che io
personalmente ho preso parte in tutto questo. Io potrei dirle ancora di
più: non vuole sapere chi finanziò la rivoluzione
d'Ottobre? "Loro" la finanziarono, in modo particolare attraverso gli
stessi banchieri che avevano finanziato il Giappone nel 1905, ad esempio
Jacob Schiff, ed i fratelli Warburg; quelli che principalmente
attraverso la gran costellazione dei banchieri, attraverso una delle
cinque banche che sono parte della Federal Reserve, attraverso la banca
di Kuhn, Loeb & C., presero parte lo stesso anche altri banchieri
americani ed Europei, come Guggenheim, Hanauer, Breitung, Ashberg, il "Nya
Banken" di Stoccolma. Io ero là "per scelta", là a
Stoccolma, e partecipai alla trasmissione dei fondi. Finché Trotzky
arrivò io ero l'unica persona ad essere intermediaria dalla sede
rivoluzionaria. Ma quando Trotzky arrivò, io principalmente
rilevavo che gli Alleati lo avevano espulso dalla Francia per essere uno
sconfitto. E gli stessi Alleati gli fecero relazioni così che
potesse essere uno sconfitto nell'alleata Russia … "Un'altra
possibilità." Chi lo arrangiò? Le stesse persone che
avevano fatto in modo che Lenin passasse attraverso la Germania. Si, "Loro"
furono abili a portare lo sconfitto Trotzky fuori dei campi Canadesi
all'Inghilterra e a spedirlo in Russia, dandogli l'occasione di passare
libero attraverso tutto il controllo degli Alleati; alcuni di "Loro" -
un certo Rathenau - accompagnò l'escursione di Lenin attraverso la
Germania nemica. Se lei potesse rilevare lo studio della storia della
rivoluzione e della guerra civile senza pregiudizi e userà tutte le
sue
{p. 29} capacità d'indagare, come lei le applica con conoscenza per
cose meno importanti e meno ovvie, quando dopo il suo studio d'informazioni
nella loro totalità, ed anche dallo studio dei dettagli separati
approntato su aneddotici avvenimenti lei s'incontrerà con una serie
di "stupefacenti opportunità."
G. - Prontamente, ci porta ad accettare l'ipotesi che non ogni cosa era
stata un evento fortunato. Quali deduzioni lei compie per rendere risultati
pratici?
R. - Mi faccia finire questa piccola storia, e poi noi potremo arrivare
alla conclusione. Dal tempo del suo arrivo in Petrogrado Trotzky fu
apertamente ricevuto da Lenin. Come lei sa sufficientemente bene,
durante l'intervallo delle due rivoluzioni c'erano state profonde
differenze fra loro. Tutto dimenticato e Trotzky emerse come il maestro del
suo traffico in materia di trionfo della Rivoluzione, che Stalin lo volesse
o no. Perché? Quel segreto è conosciuto dalla moglie di
Lenin - - Krupskaya, lei conosce Trotzky: fu lei che lo persuase a ricevere
Trotzky. Se lui non lo ricevette, fu perché Lenin poteva essere
rimasto bloccato in Svizzera; questa fu per lui una ragione seria, e per
giunta egli sapeva che Trotzky provvedeva soldi ed aiutava a portare una
colossale assistenza internazionale, una prova fu la destinazione del
treno. Ancor di più quello fu il risultato del lavoro di
Trotzky, e non della determinazione di ferro di Lenin che fu l'unificazione
intorno all'insignificante festa dei Bolscevichi dell'intera ala-Sinistra
del campo rivoluzionario, le rivoluzioni sociali ed anarchiche. Non fu per
niente che la festa reale della "non-festa" di Trotzky fosse l'antico
"Debito" del proletariato Giudaico, dal quale emergevano tutte le
rivoluzionarie branche di Mosca, e dalle quali esso portò il 90% dei
suoi capi; non l'ufficiale e ben conosciuto Debito, ma il segreto Debito
che era stato infiltrato in tutte le parti Socialiste, i capi delle
quali erano almeno tutti sotto il suo controllo.
G. - E Kerensky ugualmente?
R. - Kerensky allo stesso modo …, ad anche altri capi che non erano
Socialisti, i capi delle politiche fratture borghesi.
G. - Come?
R. - Lei si ricorda circa del ruolo della frammassoneria nella prima fase
della democratica rivoluzione borghese?
G. - Sono essi altrettanto controllati dal Debito?
R. - Naturalmente, come la vicina immersione (steep), ma di fatto soggetta
a "Loro."
G. - A dispetto dell'innalzante onda del Marxismo che tratteneva solo le
loro vite e privilegi?
R. - A dispetto di tutto questo, ovviamente essi non poterono intravedere
quel pericolo. Tenga in mente che ogni massone dice e spera di vedere con
la sua immaginazione più di quello che c'è in realtà,
siccome egli immaginava quello che era più vantaggioso per lui. Come
un profitto del potere politico delle sue associazioni essi assicurano
che i massoni che sono al governo e ai pinnacoli degli Stati delle nazioni
borghesi, dei quali i numeri crebbero in tutti i tempi. Tenga a mente
che attualmente i ruoli di tutte le nazioni Alleate sono dei
frammassoni, con molte poche eccezioni. Questo fu per loro un argomento
di gran forza. Essi credettero pienamente che la rivoluzione si sarebbe
fermata alla borghese repubblica di tipo Francese.
G. - D’accordo con l'immagine che è stata data della Russia
del 1917 uno dovrebbe essere una persona molto ingenua nel credere a tutto
questo…
{p. 30} R. - Essi furono ed essi lo sono in qualche modo. I Massoni non
hanno studiato nulla dalla prima lezione la quale per loro, è stata
la Gran rivoluzione, nella quale essi pianeggiarono un colossale ruolo
rivoluzionario; questo ha consumato la maggior parte dei massoni, agli
inizi con il Gran maestro dell'Orleans Lodge, più correttamente il
frammassone Luigi VI, in modo di continuare dopo la distruzione dei
Girondisti, Hebertisti, Giacobini, eccetera … e se qualcuno
sopravvisse quello lo fu per bocca di Brumaire.
G. - Lei vorrebbe affermare che i frammassoni sono morti nelle mani
della rivoluzione che era stata ottenuta con la loro cooperazione?
R. - Esattamente così. Lei ha formulato una verità che
è velata da un gran segreto. Io sono un massone, lei
chiaramente sa qualcosa circa a questo. Non è così? Bene, io
potrò confidarle questo gran segreto, che essi promisero di svelare
ad un massone ad uno degli alti gradi, ma al quale non gli era stato
svelato più in là del 25 grado, non il 33 grado, non il 93
grado, non ogni altro alto livello rituale. E' chiaro che io so di
questo senza essere un frammassone, ma come uno che appartiene a "Loro"
…
G. - E che cosa significa questo?
R. - Ogni organizzazione massonica si presta ad ottenere e creare tutti
i pre-requisiti richiesti per il trionfo della Rivoluzione Comunista,
questo è l'ovvio scopo della frammassoneria è chiaro che
tutto questo è dato sotto vari pretesti ma essi in ogni modo
celarono loro stessi di là del loro ben conosciuto triplice
motto. (Libertà, Eguaglianza, Fraternità - Traduzione) Lo
capisce? Ma la rivoluzione Comunista avendo in mente la liquidazione, come
classe, interamente borghese, della fisica distruzione di tutti i ruoli
politici borghesi, ne segue che il reale segreto della massoneria
è il suicidio della frammassoneria come organizzazione, ed il
fisico suicidio d'ogni più importante massone. Lei può, lo
stesso, capire qualcosa di questo alla fine, che è stata preparata
per ogni massone, meritevole dei pieni segreti, decorazioni ed ulteriori
richieste di serie di segreti inclusi, in vista dell'unico reale. Se un
giorno lei sarà presente a qualche futura rivoluzione non si faccia
mancare l'opportunità d'osservare i gesti di sorpresa e
l'espressione di stupidità sulla faccia di qualche frammassone del
momento quando capirà che la maggior parte di loro muore nelle mani
dei rivoluzionari. Come urlando essi esigano quell'unico che può
valutare i loro servizi alla rivoluzione! Questo è un segno col
quale uno può morire … ma di risate.
G. - Ma lei rifiuta ancora l'innata stupidità delle borghesie?
R. - Io la rifiuto nella borghesia come una classe, ma non in certi
settori. L'esistenza di cliniche per pazzi non prova una pazzia universale.
I massoni sono anche una casa di pazzi, ma in libertà. Ma
continuando in aggiunta: la rivoluzione ha avuto vittorie, i pezzi del
potere sono stati raggiunti. Là sorge il primo problema, pace, e con
quello la prima differenza fra la festa, nella quale là partecipano
le forze della coalizione, quelle che assunsero vantaggio sul potere. Io
non le spiegherò quello che è già ben conosciuto circa
il combattimento che si sviluppò a Mosca fra gli aderenti e gli
opponenti della pace di Brest-Litovsk. Io potrò sempre
tirarlo fuori ciò che rapidamente diventerà evidente in
seguito, quella che fu chiamata opposizione Trotzkysta, ad esempio
queste sono persone, una parte delle quali è prontamente liquidata
ed altre lo saranno: essi sono stati tutti quelli che erano contrari al
trattato di pace. Quella pace fu un inganno ed un inconsapevole tradimento
di Lenin alla
{p. 31} Rivoluzione Internazionale. S'immagini i Bolscevichi a
Versailles durante la Conferenza di Pace, e in seguito nella lega delle
nazioni, trovandosi in Germania con l'Armata Rossa, la qual è
stata armata ed incrementata da tutti gli Alleati. Lo Stato Sovietico ha
potuto partecipare con le armi nella rivoluzione in Germania …
Sicuramente un'altra mappa dell'Europa in seguito emergerà. Ma
Lenin, intossicato dal potere, con l'aiuto di Stalin, che ha
gustato allo stesso modo i frutti del potere assunto dall'ala nazionale
Russa della festa, avendo a loro disposizione le risorse materiali, si
rinforzarono. In seguito nacque il "Socialismo in ogni paese", come
ad esempio il Nazionalcomunismo, il quale ha raggiunto il suo apogeo sotto
Stalin. E' ovvio che anche in quel caso vi fu un combattimento, ma sempre
in qualche forma ed estensione tale che lo stato Comunista non possa essere
distrutto; queste condizioni sono state legate all'opposizione durante
l'intero tempo delle aggiunte lotte condotte ai nostri giorni. Questa fu la
ragione del nostro primo fallimento e di tutti quelli che seguirono, Ma il
tiro fu severo, crudele, oltretutto nascosto in modo di non compromettere
la nostra partecipazione al potere. Trotzky l'organizzò, con
l'aiuto dei suoi amici, l'attentato di Kaplan alla vita di Lenin. Sui
suoi ordini Blumkin uccise l'Ambasciatore Mirbach. Il colpo di stato
che fu preparato da Spiridonova con le loro rivoluzioni sociali era stato
coordinato con Trotzky. Il suo uomo per tutti questi affari, che
erano immuni da ogni sospetto, furono Rosenblum, un Giudaico Lituano,
che aveva usato il nome d'O'Reilly, e fu conosciuto come la migliore
spia dell'Intelligence Britannica. Infatti, lui era un uomo di
"Loro". La ragione per la quale questo famoso Rosemblum fu scelto, era
perché fosse sempre conosciuto come una spia Britannica, in caso di
fallimento la responsabilità d'assassinii e cospirazioni non sarebbe
ricaduta su Trotzky, non su noi, ma sull'Inghilterra. Questo è
ciò che accadde. Grazie alla Guerra Civile noi rifiutando metodi
cospiratori e terroristici come noi gli demmo l'occasione d'avere nelle
mani le reali forze dello Stato, in tale modo appena Trotzky divenne
l'organizzatore ed il capo dell'Armata Rossa; prima che l'armata fosse
stata continuamente ritrattata dai bianchi e i territori dell'USSR fossero
ridotti ad un pezzo dell'antico Principato di Mosca. Ma, qui, come per
magia, iniziò la conquista. Quale pensa che sia la ragione? Il
risultato di una magia o di una scelta? Io le posso dire: quando Trotzky
arrivò al comando dell'Armata Rossa e dopo che ebbe nelle sue mani
le forze necessarie per stabilire il potere. Una serie di vittorie
incrementò il suo prestigio e forze: fu allora possibile velocemente
sconfiggere i Bianchi. Lei pensa che la storia ufficiale fosse vera quando
attribuisce ad una disarmata ed indisciplinata Armata Rossa il fatto che
col suo aiuto fosse stata raggiunta una serie di vittorie?
G. - Ma per chi?
R. - Al 90% essi erano indebitati con "Loro." Non ricorda quello che per i
Bianchi era, a loro modo, democratico. I Menscevichi erano con loro ed i
rimanenti di tutte le parti Liberali. Dentro a quelle forze "Loro" in ogni
caso ebbero al loro servizio molte persone, consapevoli od inconsapevoli.
Quando Trotzky all'inizio del comando su quelle persone fu ordinato di
tradire sistematicamente i Bianchi ed allo stesso tempo essi promisero
partecipazione, circa in un breve tempo, al Governo Sovietico.
Maisky fu una di queste persone, uno dei pochi nel caso in cui quella
promessa fosse condotta, ma fu abile a raggiungerla sempre dopo che Stalin
fu convinto della sua fedeltà. Questo sabotaggio, collegato con una
progressiva diminuzione d'aiuto degli Alleati ai Bianchi in generale che a
parte tutto questo
{p. 32} furono degli idioti fortunati, forzati a sperimentare sconfitta
dopo sconfitta. Finalmente Wilson introdusse il Punto 6 nei suoi famosi
14 Punti (4) (vedere nota in fondo alla pagina) la cui esistenza fu
ogni volta fatta in modo di concludere una volta per sempre gli
attentati dei Bianchi che combattevano contro l'USSR. La guerra civile
aveva rafforzato la posizione di Trotzky come un erede di Lenin. Fu
così senza ogni dubbio. Il vecchio rivoluzionario poteva adesso
morire, avendo acquisito fama. Se fosse rimasto vivo dopo la pallottola di
Kaplan, lui non sarebbe potuto rimanere vivo dopo il processo segreto alla
forzata fine della sua vita, alla quale fu assoggettato.
G. - Trotzky accorciò la sua vita? Questo sarà un punto
favorevole per il nostro processo! Non fu Levin il medico di Lenin?
R. - Trotzky? … E' probabile che abbia partecipato, ma è
certo che ne fosse a conoscenza. Ma alla lunga come la tecnica
realizzazione fosse eseguita …, non è importante; chi lo
avrebbe saputo? "Essi" avevano un sufficiente numero di canali in modo di
poter penetrare dove essi volessero.
G. - Ad ogni modo la morte di Lenin è una materia di grandissima
importanza e potrebbe essere degna d'essere trasferita all'esame nel
prossimo processo … Che cosa ne pensa Rakovsky, sta a lei la scelta
d'essere l'autore di questo affare? E' chiaro che se lei fallisce il
successo in questa conversazione … L'esecuzione tecnica la conosce
bene come dottore…
R. - Io non gliela raccomando. Lasci questa materia sola, e già
sufficientemente pericolosa per Stalin. Lei sarà abile di diffondere
la sua propaganda come s'augura: ma "Essi" hanno la propaganda più
potente e la domanda come a qui podest- chi guadagna, ci
forzerà a vedere in Stalin l'uccisione di Lenin, e
quest'argomento sarà più forte d'ogni confessione estratta da
Levin, da me o da ogni altro.
G. - Che cosa vorrebbe dire con questo?
R. - Questo è un classico ed infallibile metodo per determinare chi
è l'uccisore e per fermare chi ci guadagna…, e alla lunga
come l'assassinio di Lenin sia concernente, in quel caso il beneficiario fu
il suo capo - Stalin. Grazie a questo ed io le domando di non fare
commenti, che mi possano distrarre e m'impediscono di terminare.
G. - Molto bene, continui, ma lei sa lo stesso che …
R. - E' che Trotzky non l'ereditò da Lenin, non per un calcolo umano
ma perché fu perso qualcosa nel piano. Durante la malattia di
Lenin Trotzky teneva nelle sue mani i fili del potere, il che era
più che sufficiente ad abilitarlo come successore di Lenin. E misure
erano state prese dichiarando una sentenza di (*5) (Nota in fondo alla
pagina) Wilson nel Punto 6: "L'evacuazione di tutto il territorio
Russo, e una qualche sistemazione di tutte le questioni che affliggevano la
Russia assicuravano al meglio le cooperazioni libertarie delle altre
nazioni del mondo nell'ottenere per lui dell'impareggiabile ed imbarazzante
opportunità per l'indipendente determinazione dei suoi stessi
sviluppi politici e nazionali assicurazioni, ed assicurandogli un
sincero benvenuto nella società delle libere nazioni in istituzioni
di sua stessa scelta, e più che un benvenuto, assistenza d'ogni cosa
egli necessitasse e per suo stesso desiderio. Il trattamento accordato alla
Russia dalle sue nazioni sorelle nella bocca di quello che divenne un'acida
prova per il proprio benessere, della sua comprensione della sua
necessità come distinzione dei loro stessi interessi, e della loro
intelligente disinteressata risposta - Traduzione (Nota alla fine)
{p. 33} sulla morte di Stalin. Per Trotzky il dittatore era ognuno di
quelli che avevano nelle loro mani le lettere di Lenin contro il suo
altro capo - Stalin, un altro che era stato aggirato dal marito di
Krupskaya, per liquidare Stalin (6). Ma una stupida messa in scena,
come lei sa, rovinò tutte le loro occasioni. Trotzky diventò
insospettabile e nel decisivo momento, quando Lenin morì, lui
divenne incapace d'ogni azione durante un periodo di diversi mesi. A
dispetto del suo possesso d'enormi vantaggi, gli ostacoli furono la nostra
organizzazione d'affari, ad esempio la sua centralizzazione personale. E'