L'elettricità che uccide





25/12/2006

Visto su: www.alinet.it/andromeda/comunicatitext.html


L’ELETTRICITA’ CHE UCCIDE

E’ apparso poco fa (il 7 dicembre 1990) un articolo dal titolo sconcertante su “La Repubblica”: “Dall’elettricità rischio di tumori” Vi si riporta la sintesi d’un rapporto dell’EPA (Agenzia per l’ambiente del governo federale americano) che suona più o meno così: pali e cabine elettriche che circondano le abitazioni, elettrodotti, elettrodomestici (dal personal computer alla lavapiatti, dal frigorifero al ferro da stiro), ed in definitiva ogni sorgente di elettricità (e quindi di radiazioni elettromagnetiche) è una possibile causa di cancro negli esseri umani.
Cerchiamo, per quanto possibile, di fare un po’ di chiarezza su questo problema.

IL VISIBILE E L’INVISIBILE

Una constatazione innanzitutto: più le ricerche scientifiche avanzano più si comprende che spesso quello che non si vede è più pericoloso di quello che si vede.
Il primo esempio macroscopico ormai entrato nella coscienza comune è quello della radioattività: Oggi comincia finalmente a farsi strada la coscienza di un altro grave rischio: quello delle radiazioni elettromagnetiche. Esistono delle radiazioni nocive “naturali”. (Noi non dimentichiamo che il pianeta Terra è un enorme condensatore il cui polo positivo è il cosmo stesso. Questo condensatore si scarica continuamente per essere ricaricato dai temporali, valutati intorno ai 2.000÷2.500 al secondo.
Ed è per questo che gli organismi, ed in particolare quelli viventi, sono sensibili ai campi elettromagnetici di diversa frequenza e intensità. Le nostre cellule, cioè, sono estremamente sensibili ad ogni segnale o frequenza esterna)
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Ed esistono anche radiazioni nocive “artificiali" estremamente negative per gli esseri viventi e specialmente per l’uomo. Sono determinate radiazioni elettromagnetiche: l’elettricità è fra queste.
Ma ricominciamo da capo e con ordine.

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