Che cosa c'è in un Nome
© 2005-2006 cieliparalleli.com
22 Novembre 2006, Mercoledì
Traduzione di Zoe Bless,
estratti da www.blavatsky.net/portuguese
Che cosa c’è in un nome?
Perché la rivista si chiama “Lucifero”
di H. P. Blavatsky
(Lucifer, Vol. I, n° 1, settembre 1887, pp. 1 –7)
Che cosa c’è in un nome? Con molta frequenza,
c’è più in un nome di quello che il profano impreparato
può comprendere o il mistico colto per spiegarlo. È
un’influenza invisibile, segreta, ma molto potente quella che il nome
ha “ti porta dove vuoi andare”. Secondo Carlyle, “in un
nome c’è molto, o meglio, quasi tutto. “Se io potessi
rivelare l’influenza dei nomi, la più importante di tutte le
cose, sarei un secondo grande Trismegisto”, lui disse.
Il nome o un titolo della rivista, iniziata con un obiettivo definito,
è, pertanto, molto importante; poiché è, in
verità il seme invisibile che cresce “diventando un albero
frondoso”, dai cui frutti dipende la natura dei risultati stabiliti
in azioni per il detto obiettivo, o un albero che deperisce e muore. Queste
considerazioni dimostrano che il nome della presente rivista –
piuttosto dubbioso per ascoltatori cristiani ortodossi- non proviene da una
selezione senza criteri, ma sorse come conseguenza di molta riflessione
sulla sua adeguatezza, essendo stato adottato come il simbolo migliore per
esprimere il suo obiettivo e i risultati in vista.
Ora, il primo e più importante, se non l’unico obiettivo della
rivista, è espresso nella prima pagina della Prima Epistola ai
Corinzi. E per trarre alla luce le cose nascoste che esistono le
tenebre” (4, 5); per mostrare nel loro vero aspetto e reale
significato originale, cose e nomi, uomini e loro azioni e costumi;
è, finalmente, per combattere il preconcetto, l’ipocrisia e
un’impostura in tutte le nazioni, nelle classi sociali e in ogni
dipartimento della vita. Il compito è laborioso, ma non
impraticabile, neppure inutile, lo stesso che sia solo
com’esperimenta.
Così per un tentativo di tal natura, non si potrebbe trovare titolo
migliore di quello scelto. “Lucifero” è la chiara stella
della mattina, precursore del pieno brillare del sole del mezzo giorno.-
l’Eòsforo dei greci. Lei brilla timidamente
all’albeggiare, guadagnando forza e offuscando gli occhi dopo il
porsi-del-sole, come suo fratello “Héspero” – la
radiante stella vespertina o pianeta Venere. Non c’è simbolo
più appropriato per il lavoro proposto di lanciare un raggio di
verità in tutto quello che è nascosto
dall’oscurità dei preconcetti, per incorretta interpretazione
sociale o religiosa e, soprattutto, dal comportamento quotidiano assurdo
che fa sì che, una volta che una certa azione, cosa o nome, sia
stato deplorato da qualche tipo di diffamazione, lo stesso che
ingiustamente, le persone dette rispettabili mostrando indignati le
costole, rifiutandosi fino allo stesso guardare al fatto sotto qualche
altro angolo che non sia sancito dall’opinione pubblica. Questo
sforzo per forzare i pusillanimi a guardare una verità direttamente
i nostri occhi ausiliari in una forma più efficace da un titolo che
appartiene alla categoria dei nomi stigmatizzati.
Lettori più inclinati alla dolcezza possono argomentare che
“Lucifero” si accetta in tutte le chiese come uno dei molti
nomi del diavolo. Secondo la magnifica finzione di Milton, Lucifero
è Satana, o angelo “ribelle”, nemico di dio e degli
uomini. Intanto, nell’analizzare la sua ribellione, costatiamo che la
sua natura non passa da un’affermazione del libero arbitrio e del
pensiero indipendente, come se Lucifero fosse nato nel secolo XIX.
Quest’epiteto di “ribellione” è una calunnia
teologica, somigliante alla diffamazione di Dio fatta da quelli che credono
nella predestinazione, e che fa diventare una deità un nemico
‘Tanto-Potente’ peggio di quello del proprio Spirito ribelle;
“un Diavolo onnipotente che desidera essere “lodato” come
pietoso quando lui esercita la più diabolica crudeltà”,
come affermata da James A. Cotter Morrison. Il Dio maligno della
preordinazione e della predestinazione e i suoi agenti subordinati sono
invenzioni umane; sono due dei dogmi teologici più moralmente
repulsivi e orrendi che gl’incubi dei monaci poco intelligenti
giammai potrebbero conoscere nelle loro impure fantasie.
Tali dogmi datano da età medievale , il periodo
dell’oscuramento mentale, durante il quale la maggior parte degli
attuali preconcetti e superstizioni furono inculcati a forza nella mente
umana, in modo che divenne in sostanza impossibile sradicare in ogni caso,
uno dei quali essendo il preconcetto che ora discutiamo.
Tanto profondamente radicato, di fatto, lo stesso entro alle classi
più colte, stanno il preconcetto e l’avversione al nome
Lucifero- che non significa niente più che “portatore di
luce” (di lux , lucis, “luce “ e
ferre, “portatore”) (1) – che nell’adottarlo
come nome della sua rivista gli editori hanno davanti a loro una
prospettiva di una lunga lotta contro il preconcetto pubblico. Tanto
assurdo e ridicolo è questo preconcetto che nessuno sembra non si
sia mai domandato come Satana arrivò ad esser chiamato portatore
di luce , se non i raggi argentati della stella del Mattino possano in
qualche modo suggerire il brillare della fiamma dell’inferno. Si
tratta semplicemente come mostrò Henderson, di “una di quelle
grossolane distorsioni delle scritture sacre che tanto frequentemente
accadono – e che possono essere riconosciute come una propensione per
estrarre da determinati passaggi più di quello che realmente
contengono - una predisposizione per lasciarsi influenzare dal suono invece
che per il sentire e una fede implicita nell’interpretazione
ricevuta” – e che non è esattamente una delle più
frequenti della nostra epoca. Ciò nonostante, il preconcetto sta
lì, per la vergogna del nostro secolo. E’ inevitabile. Ai due
editori sarebbe sleale ai loro propri occhi, traditori di vero spirito di
lavoro preposto, se si rendessero si accordassero, piangendo, di fronte al
pericolo. Se chiedessimo di lottare contro a preconcetti e dipanassimo le
orrende tele sottili della superstizione e il materialismo delle nobili
età dei nostri antenati, dovremo prepararci per un’opposizione
. Realmente “La corona del riformatore e dell’innovatore
è una corona di spine”. Se chiediamo di soccorrere la
verità in tutta la sua pura nudità di poco senza fondo dove
lei fu lanciata dalla decenza calunniosa e ipocrita, non dovremmo esitare
nel lasciare decrescere il buco scuro e aperto di questo poco. Per peggio
che i ciechi pipistrelli abitanti dei luoghi oscurati che detestano la luce
– trattano l’intruso nella propria casa scura , se non
sarebbero i primi a mostrare lo spirito e il coraggio che chiedemmo ad
altri, dovremmo esser giustamente considerati ipocrisia e traditori dei
nostri stessi principi.
Male ebbe concordato quanto al titolo le prime premonizioni di quello che
si riservava a noi in materia d’opposizione , dovuta a questo stesso
titolo scelto, sorgeranno all’orizzonte. Una degli editori ricevette
e annotò qualche obiettivo piccante. Le cene che seguirono sono
dimenticate dalla natura.
Un conosciuto scrittore: mi parli della sua rivista. Quale classe
pretende di attirare?
Editrice: Nessuna in particolare, pretendiamo di attrarre il
pubblico.
Scrittore: divento felice con ciò. Poiché farei parte
del pubblico, e lo stesso perché niente capisco del suo argomento, e
mi piacerebbe di capirlo. Ma ricordi che il pubblico che lo
comprenderà, necessariamente sarà molto ristretto. Le persone
discutono sopra l’occultismo oggi giorno come parlano di molte altre
cose, senza la minima idea di ciò che significa. Essendo molto
ignoranti… e carichi di preconcetti.
Editrice: Esattamente. Fu per questo che si trasse la rivista in
esistenza. Noi ci proponiamo ad educarli a gettare la maschera di tutti i
preconcetti.
Scrittore: Queste sono realmente buone notizie, poiché
desiderando essere educato. Come si chiamerà la rivista?
Editrice: Lucifero.
Scrittore: Come? Pretende di educarci nell’immoralità?
Già sappiamo a sufficienza su questo. Angeli caduti esistono in
abbondanza. La signora succederà, perché farfalle sono tra la
moda d’oggi giorno, perché agli angeli dalle ali bianche sono
considerati seccanti, poiché non sono tanto divertenti. Ma dubito
che siano capaci d’insegnarci molte cose.
II
Un uomo comune (a voce bassa, dopo la cena diventata, un cenare
festivo): Sentii affermare che si sta lanciando una rivista
sull’occultismo. Sono molto contento. Non affermo niente sopra questi
argomenti di regola, ma mi accaddero cose strane che non possono esser
spiegate in modo comune. Spero si spieghino tali cose.
Editrice : Tenteremo, certamente. Abbiamo l’impressione che da
quando l’occultismo è compreso in qualche modo, le sue leggi
siano accettate da tutti come un'unica spiegazione intelligente per la
vita.
Uomo : Lo stesso, voglio sapere tutto su questo, poiché,
parola d’onore, la vita è un mistero: Molti altri sono tanto
curiosi quanto me. Viviamo in un epoca tormentata per la malattia dovuta al
“voler sapere”. Conseguirà molti assistenti. Come si
chiamerà la rivista?
Editrice: Lucifero (e in allerta da esperienza anteriore),
non intenda più male il nome. Simboleggia lo spirito divino che si
sacrificò per l’umanità, fu per causa di Milton che lui
passò ad essere associato con il diavolo. Siamo nemici giurati dei
preconcetti popolari e credendo sufficientemente appropriato che si
attacchi un preconcetto come questo… Lucifero, come il signore
saprà, è la Stella della Mattina. Il Portatore di
Luce…
Uomo (interrompendo): Ah, che dire, non so, ma parto dal principio
che vi sia un buon motivo per usare questo nome. Ma il suo primo obiettivo
è aver lettori; desidera che il pubblico compri la sua rivista, si
suppone. E’ questo l’obiettivo, non lo è?
Editrice: si, è chiaro.
Uomo: Bene, intanto ascolti il consiglio di qualcuno che sappia
delle cose. Non marchi la sua rivista con un uscita errata. Ed evidente,
quando si ferma un poco per pensare sopra alla sua origine e significato,
che Lucifero è un eccellente parola. Ma le persone non si fermano a
pensare nelle origini e significati,; e la prime impressioni sono le
più importanti. Nessuno andrà a comprare la rivista se la
chiamerà Lucifero.
III
Una signora Ben Vestita Interessata in Occultismo: Mi piacerebbe
sapere di più sulla nuova rivista, poiché destai
l’interesse di molte persone, lo stesso con quel poco che la signora
mi raccontò. Di più è difficile esprimere il suo vero
obiettivo. Qual è?
Editrice: Tentare e dare un poco di luce per quelli che la
chiedono.
Signora: Bene, questo è un modo semplice da dire e mi
sarà molto utile. Come si chiamerà la rivista?
Editrice: Ah, ma Lucifero, sappia, significa Portatore di Luce;
simboleggia lo Spirito Divino…
Signora: Non si preoccupi per queste cose, io voglio aiutare la sua
rivista e farla diventare conosciuta e la signora non può sperare di
meglio che io finisca spiegando questo tipo di cosa tutte le volte che
menziona il titolo! La vita è molto corta e molto tribolata, Di
là da ciò, produrre un effetto molto nocivo; le persone me lo
chiederebbero pedantemente e io non potrei dire più nulla, poi che
non riuscirei a pensare che starebbero dicendo questo di me. Non la chiami
Lucifero. Per favore, non faccia questo. Nessuno conosce la simbologia
della parola; e quello che significa adesso è diavolo, niente
più, niente meno.
Editrice: Ma intanto questo è un errore e uno dei primi
preconcetti che noi ci proponiamo di combattere. Lucifero è il
chiaro, il puro messaggero della mattina…
Signora (interrompendo): Pensavo di poter fare qualcosa di
più interessante che riabilitare personaggi mitologici. Tutti
dovremmo ritornare a scuola o leggere il Dizionario Classico del Dr.
Smith.. E quale sarebbe l’utilità di ciò quando
sarà stato fatto? Pensavo che poteva raccontarci storie sulla nostra
vita e come migliorarle. Suppongo che Milton scrisse su Lucifero, non
è così? Ma nessuno legge Milton oggi giorno. Ce la presenti
con un titolo moderno, con un significato umano.
IV
Giornalista (pensieroso, arrotolando un sigaro): Si, questa
rivista è una buona idea . Tutti rideremo e parleremo male di questa
nei nostri giornali. Ma tutti la leggeranno, perché segretamente
tutto il mondo è assetato di misteri.
Editrice: Lucifero.
Giornalista (accendendo un fiammifero): Perché non Il Fosforo
(2)? È un buon titolo e non è tanto pretenzioso.
Lo “scrittore”, l ”uomo comune” , la “signora
ben vestita” e il “giornalista” potrebbero dapprima
ricevere un poco d’istruzione. Un barlume del reale è il
primitivo carattere di Lucifero non gli potrà fare del male, e,
invece, potrà curarli un poco da preconcetti ridicoli. Potendo
studiare la Teogonia d’Omero ed Esiodo se chiedessero di far
giustizia a Lucifero. “Eòsforo “ ed
“Hèspero”, la bella Stella del Mattino e la Stella
Vespertina. Se ci sono cose utili da fare in questa vita che
“riabilitare personaggi mitologici”, calunniarli o diffamarli,
come minimo, sono ugualmente inutili , e ancora è mostrata
una ristrettezza mentale che non è utile a nessuno.
Obiettare al titolo LUCIFERO è solo dovuto alle loro
“associazioni tanto terribili” sarebbe perdonabile – se
potesse esser perdonabile in qualche forma – soltanto in un
missionario americano ignorante, di qualche setta dissidente, qualcuno il
cui naturale pregiudizio e mancanza d’educazione lo porta
preferibilmente ad arare nella mente dei gentili, tanto ignoranti quanto
lui, ai più provati, dei quali è più arduo, il
processo d’arare i campi nell’azienda del loro padre. Nel caso
del clero inglese, perché, nel quale tutti riceviamo
un’educazione circa classica, e si suppone, per tanto, stiano
completando dei dettagli intricati di sofismi e di casualità
teologiche, questo tipo d’opposizione è assolutamente
imperdonabile . Questo non solo dice l’ipocrisia e
l’allettamento , ma lo colloca direttamente in un livello morale
più basso di quello che chiamano angelo apostata. Allo sforzarsi per
mostrare il Lucifero teologico, come un idea che
“Regnare valga l’ambizione che non l’inferno:
Meglio regnare nell’inferno che servire nel cielo“
(3).
Stanno virtualmente collocando in pratica il supposto crimine di cui, di
buon grado, lo accusano. Preferendo regnare sopra lo spirito delle masse
per mezzo di una perniciosa MENZOGNA oscura, causa di tanto male, di quello
che servì al cielo per servire la VERITA’. Tali pratiche sono
degne solo dei gesuiti.
Ma le loro scritture sacre sono le prime a contraddire le loro
interpretazioni di Lucifero, la “Stella del Mattino” il Satana.
Il capitolo 22 dell’Apocalisse, versetto 16 dice: “Io,
Gesù… sono un raggio… e una stella brillante e di
mattina (… che leva presto): da lì Eòsfero, o Lucifero
in latino (4). L’obbrobrio imbrigliato è tanto più
tardivo che la Chiesa Romana, si vide forzata a nascondere la calunnia
teologica davanti ad una doppia interpretazione - come sempre Cristo,
cioè detto, è la “Stella del Mattino”, o
divino Lucifero; e Satana , l’usurpatore del
Verbo, o “Lucifero infernale” (5). Il grande Arcangelo
Michele, il conquistatore di Satana, è identico nel paganesimo (6) a
Mercurio-Mitra, il quale, dopo aver difeso il Sole (simbolismo di Dio)
dagli attacchi di Venere-Lucifero, fu dato il possesso di questo pianeta ,
et datus est ei locus Luciferi (e datogli è il luogo di
Lucifero) ” (7). E come l’Arcangelo Michele è l
“angelo della Faccia” e il “Vicario del Verbo” lui
è adesso considerato, nella Chiesa Romana, reggente del pianeta
Venere che è il “demonio soggiogato che usurpò!”
Angelus faciei Dei sedem superbi humilis obtinuit (L’angelo
umile ottiene base nella faccia di Dio superbo), dice Cornelio a Lapide
(Volume VI, p. 229) (8).
Questa è la ragione per la quale uno dei primi papi fu chiamato
Lucifero, come provano Yonge e registri ecclesiastici (9).Ne consegue
intanto che il titolo scelto per la nostra rivista è associato tanto
a idee divine e pie quanto la supposta ribellione degli eroi del
Paradiso Perduto di Milton. Nel sceglierlo , lanciammo il primo
raggio di luce e verità in un preconcetto ridicolo che non dovrebbe
esserci nella nostra "era di fatti e scoperte”. Lavorammo per la vera
Religione e Scienza, nell’interesse dei fatti e contro la finzione e
il preconcetto. E’ nostro dovere com’è quello delle
scienze fisiche – professare la loro missione – lanciare luce
sopra i fatti della Natura fino a qui circondati dall’oscurità
dell’ignoranza. E’ per essere un’ignoranza giustamente
considerata come principale fomentatrice di superstizione, questo lavoro
è, per tanto, nobile e benefattore. Ma le scienze naturali sono solo
un aspetto della SCIENZA e della VERITA’. Le scienze psicologiche e
morali, o teosofia, o conoscenza della verità divina, dove è
chiesto che s’incontri, sono ancora più importanti negli
argomenti, e la vera Scienza non dovrebbe essere limitata semplicemente
all’aspetto fisico della vita e della natura. La scienza è
un’astrazione di tutti i fatti, una comprensione di tutta la
verità entro la portata della ricerca e dell’intelligenza
umana. “La conoscenza profonda e precisa di Shakespeare della
filosofia della mente” (Coleridge), provò essere più
benefico al vero filosofo per lo studio del cuore umano – pertanto,
per lo sviluppo della verità – da quella più accurata,
però meno profonda, scienza praticata da qualche membro della Royal
Institution.
I lettori, intanto, non convinti che la Chiesa avesse il diritto di
macchiare una bella stella e lo fece per mera necessità di spiegare
uno dei suoi numerosi prestiti di paganesimo con tutte le sue concezioni
poetiche delle verità della natura, sono invitati a leggere il
nostro articolo La storia di un pianeta. Forse, dopo averlo letto
attentamente, potranno percepire quanto Dupuis avesse ragione
nell’affermare che “tutte le teologie hanno origine
nell’astronomia”. Per gli orientalisti moderni tutto il mito
è solare. Questo è più un preconcetto e una
pre-concezione in favore del materialismo e della scienza fisica. E’
nostro volere combatterlo, insieme con gli altri.
Traduzione di Zoe Bless
© 2005-2006 cieliparalleli.com
Note:
1. “Fu Gregorio Magno che applicò per la prima volta il
seguente passaggio d’Isaia: ‘Como caìste do cèu,
o Lùcifer, filho da manha, ecc. ’ (Come cadesti dal cielo, o
Lucifero figlio della mattina, ecc.) a Satana e, da allora, l’osata
metafora del profeta, che si riferisce, alla fine, ad un re siriano o
nemico degli israeliani, fu applicato al Diavolo”.
2. Nell’originale “fusèe”. Tipo di grosso
fiammifero.
3. Milton, Paradiso Perduto, I, Collezione Jakson.
4. In qualche versione, è altrettanto usata la parola provino.
5. Mirville, seconda Mèmoire dell’Accademia di Francia, Vol.
IV, citando il Cardinale Ventura.
6. Questo paganesimo attraverso il millennio, secondo ciò che
sembra, copiando in anticipo i dogmi cristiani che venne dopo.
(H.P.B)
7. (Mirville, Des Espirits, ecc., Vol. IV, p. 161).
8. Probabile riferimento all’edizione d’Elysee Pèlagaud
su lavori di Cornelio a Lapide, ancora non localizzati. La frase in latino
è citata da Mirville, op. cit. Vol. IV, p. 161.
9. Charles Duke Yonge (1812-1891), professore di storia e letteratura
inglese del Queens College, Belfast, voluminosa opera che tratta
principalmente d’idiomi greco e latino.
(N.T.) Per ciò che riguarda i “registri ecclesiastici”
ai quali si riferisce H.P.B., i più conosciuti tra quelli che
trattano la storia del papato non fanno alcun riferimento a qualche Papa
con quel nome. In relazione a ciò il ricercatore è rimesso al
Liber Pontificali o al Gesta Pontificum Romanorum, che
considera la vita dei Vescovi da San Pietro fino alla fine di Nicolao I,
nel’867, ai quali furono annessi supplementi più avanti,
continuando in serie. Il Liber, usato da Bede per la sua Storia
Ecclesiastica, fu impresso per la prima volta a Mainz, nel 1602. La
migliore edizione fu fatta dall’erudito francese, signor Louis Marie
Olivier Duchesne (2 volumi, Parigi, 1886-1892).
Aggiornato il 25 Novembre 2006, Sabato.
http://it.wikipedia.org/wiki/San_Lucifero
http://it.wikipedia.org/wiki/Concilio_di_Nicea
http://www.intratext.com/X/ITA0140.HTM
http://it.wikipedia.org/wiki/Costantinopoli
© 2005 - 2006 Grafica e layout sono di esclusiva proprietà di cieliparalleli.com