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Don Lorenzo Milani

Cattivi scolari di don Milani. La catastrofe del Forteto

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/01/18/cattivi-scolari-di-don-milani-la-catastrofe-del-forteto/

 

Quella che segue è la cronologia di una catastrofe che si è consumata in quel di Firenze, tra i circoli cattolici che fanno riferimento a don Lorenzo Milani e alla sua scuola di Barbiana.

Una catastrofe che opinionisti e media hanno a lungo negato o passato sotto silenzio, per ragioni che si intuiscono dalla semplice ricostruzione dei fatti.

C’è voluto “Il Covile”, il raffinato blog fiorentino creato e diretto da Stefano Borselli, perché sulla vicenda si alzasse il velo:

Il Forteto, catastrofe del cattocomunismo fiorentino

Ed è proprio dal “Covile” che questa cronologia è qui ripresa, nei suoi tratti essenziali.

*

1975-77

In trentatré iniziano l’esperienza della comune del Forteto nell’azienda di Bovecchio, Barberino di Mugello. A rivestire il ruolo di leader è Rodolfo Fiesoli, coadiuvato da Luigi Goffredi, l’ideologo. Il progetto si caratterizza subito per la proposta dell’abolizione della famiglia basata sull’unione stabile tra un uomo e una donna, in nome di un’idea totalizzante di comunità improntata sulla pratica omosessuale. Donne e uomini dormono separati in camerate, mentre Fiesoli ha una camera propria.

1977

Edoardo Martinelli, sindacalista della CISL ed ex scolaro di Barbiana, in un momento di crisi familiare va a vivere alla comune. Dopo pochi giorni, nottetempo, il Fiesoli penetra nella sua camera proponendogli la “filosofia del Forteto”. Martinelli declina e fa le valigie.

30 novembre 1978

Rodolfo Fiesoli viene arrestato su richiesta del giudice Carlo Casini che aveva aperto un procedimento per abusi sessuali nel Forteto.

1 giugno 1979

Fiesoli lascia il carcere e torna alla comune. Lo stesso giorno arriva il primo bambino down affidato dal tribunale dei minori. Il presidente del tribunale, Giampaolo Meucci, grande amico di don Milani, non crede all’indagine di Casini e ritiene il Forteto una comunità “accogliente e idonea”.

1982

La cooperativa acquista una proprietà di circa cinquecento ettari nel comune di Dicomano e vi si trasferisce. L’azienda continuerà a crescere per diventare oggi “un’azienda con un fatturato da 18–20 milioni di euro all’anno con circa 130 occupati”.

1985

Sentenza di condanna per Lugi Goffredi e Rodolfo Fiesoli: quest’ultimo a due anni di reclusione per maltrattamenti a una ragazza a lui affidata, atti di libidine violenta e corruzione di minorenne. La sentenza parla di “istigazione da parte dei responsabili del Forteto alla rottura dei rapporti tra i bambini che erano loro affidati e i genitori biologici”, e di “una pratica diffusa di omosessualità”.

18 marzo 1986

Giampaolo Meucci muore, ma la sua politica verso il Forteto gli sopravvive. Gli affidi del tribunale dei minori continuano. Alla fine i ragazzi consegnati saranno in tutto cinquantotto, dei quali molti passeranno dalla camera del Fiesoli.

1999

Esce il primo libro sul Forteto stampato dalle prestigiose edizioni del Mulino: “Forme di cultura e salute psichica. Universo simbolico e regole di relazione nel mondo del Forteto”, di Giuseppe Ferroni.

19 maggio 2002

Prima marcia di Barbiana. Edoardo Martinelli contesta la decisione di affidare la Fondazione Barbiana al Forteto. Ma il suo tentativo fallisce. Gli altri discepoli di don Milani, a partire da Michele Gesualdi, presidente della provincia di Firenze, riconosceranno sempre il Forteto come parte del movimento. Rodolfo Fiesoli sarà per anni, fino all’ultimo arresto, incontestato consigliere del Centro Documentazione don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana.

2003

Esce il secondo testo del Mulino: “La Strada stretta. Storia del Forteto”, di Nicola Casanova, presentazione di Franco Cardini.

18 settembre 2003

I missionari comboniani di Alex Zanotelli con la Carovana della Pace fanno tappa a Barbiana. Pranzo al Forteto dove, dicono testuale, “più famiglie alla luce del Vangelo vivono controcorrente attraverso il lavoro di diverse cooperative e la comunione dei beni”.

Dicembre 2003

Su “Diario”, mensile diretto da Enrico Deaglio, esce un profilo encomiastico di Luigi Goffredi, presidente della Fondazione Il Forteto.

Novembre-dicembre 2007

Borgo San Lorenzo, convegno nazionale per il 40.mo di “Lettera a una Professoressa”. Michele Gesualdi guida la visita a Barbiana. Tra i relatori Rodolfo Fiesoli: “Il Forteto”.

2008

Ancora un libro del Mulino: “La contraddizione virtuosa. Il problema educativo, don Milani e il Forteto”, di Nicola Casanova e Giuseppe Fornari.

4 febbraio 2010

Nel senato, organizzata dal gruppo PD, presentazione del libro di Rodolfo Fiesoli “Una scuola per l’integrazione”.

Giugno 2011

Per le edizioni Falco di Cosenza esce il libro di Rodolfo Fiesoli “Fili e nodi”. La prefazione è di Antonio Di Pietro.

20 dicembre 2011

Rodolfo Fiesoli viene arrestato con l’accusa di atti di zoofilia e pedofilia commessi all’interno della cooperativa.

27 dicembre 2011

Si costituisce il comitato Vittime del Forteto, presidente Sergio Pietracito.

1 giugno 2012

La regione Toscana crea una commissione d’inchiesta sul Forteto. Presidente Stefano Mugnai del PDL, vicepresidente Paolo Bambagioni del PD.

24 ottobre 2012

Sulle pagine fiorentine del “Corriere della Sera” esce il servizio “Dietro una sentenza ignorata per 30 anni”, di Eugenio Tassini. È l’inizio della fine del silenzio sulla vicenda.

15 gennaio 2013

Mentre si attendono gli sviluppi giudiziari, la commissione regionale d’inchiesta pubblica la sua relazione sul Forteto, approvata all’unanimità.

Il suo testo integrale è nel sito della regione Toscana.

La sua seconda parte, con le testimonianze di venti vittime, può – anzi, deve – essere letta. La si trova anche ne “Il Covile“.

Approfondimenti

Il Pd, la Coop e lo scandalo Forteto dove si stupravano i bambini

di voxnews.info/ / 20/07/2013

Il Forteto era e in parte è ancora, una “comune”- in realtà una sorta di lager – finanziata dalla Regione Toscana – dal ’97 al 2010 con oltre 1,2 milioni – dove si sperimentava omosessualità, pedofilia, zoofilia e tutto quello che poteva essere negazione dell’ordine naturale delle cose. Tutto in nome di un’anarchia morale, oggi esaltata dal pensiero libertino tanto caro ad una certa area politica e culturale che vede la famiglia come gabbia, i legami come un freno alla libertà individuale e quindi, lavora per lo scardinamento di valori che ritiene sorpassati, fondendo una sorta di cristianesimo comunitarista con l’ideologia da comune parigina.
 
Tutto questo è accaduto alle porte di Firenze negli ultimi trent’anni, coperto da quel sistema di potere per il quale non esistevano delinquenti, ma solo amici o nemici politici. E se eri un “amico politico”, allora, automaticamente, non potevi essere delinquente. E venivi finanziato, protetto e incensato.
 
E’ a causa di questa perversione ideologica che decine di ragazzi sono stati plagiati e ridotti a marionette di una setta “progressista”.
 
Tutto poteva essere bloccato sul nascere quando solo un anno dopo la fondazione della “comune”, un magistrato ne arrestò il fondatore, Roberto Fiesoli, per violenza sessuale. Non servì a nulla, il sistema di potere si mise in azione e questi venne scarcerato il 1° giugno 1979. Il giorno stesso della scarcerazione, il Tribunale dei Minori gli affidò – a lui accusato di stupro – un bambino con la sindrome di Down. Presidente del Tribunale dei Minori era Giampaolo Meucci, consulente del venerato sindaco di Firenze Giorgio La Pira e grande ammiratore della Cina maoista.
Fiesoli e Goffredi sarebbero poi stati condannati definitivamente nel 1985, per diversi capi d’imputazione fra cui corruzione di minorenne e sottrazione consensuale di minore, questo «dopo aver scardinato, ricorrendo a forme di convincimento ossessive, aggressive e umilianti, ogni preesistente valore e le figure parentali, in modo da renderli del tutto dipendenti da loro, costretti ad accettare e a praticare il regime di vita da loro imposto e caratterizzato da promiscuità assoluta tra persone della stesso sesso, pratica dell’omosessualità, messa a disposizione della cooperativa di ogni risorsa». Ma incredibilmente, anche dopo la condanna, in quella fattoria finirono 58 minori. Perché Meucci ritenne che l’arresto e la condanna fossero in realtà una macchinazione architettata dai “fascisti”, e dunque continuò a considerare il Forteto una comunità «accogliente e idonea». Dichiara oggi l’ex funzionario Asl Marino Marunti: «Ci fu una presa di posizione di una certa parte culturale di Firenze che cominciò a dire: sì, la sentenza c’è stata, però è stato un errore perché ci sono state malelingue…». Malelinque fasciste of course.
 
CHI E’ IL FONDATORE DEL FORTETO? – Il suo nome è Rodolfo Fiesoli, 72 anni. Nuovamente arrestato il 20 dicembre del 2011 – si, era tornato libero – per presunti atti di pedofilia e zoofilia commessi all’interno della cooperativa agricola che ha legami con la Coop Toscana, fondata nel 1977 da lui e da Luigi Goffredi con una trentina di giovani frequentatori di una parrocchia pratese.
E alla comunità in cui il Profeta – così si fa chiamare Fiesoli – rappresentava il capo indiscusso, venivano anche affidati bambini e ragazzi, di quelli con un passato di disagio familiare e magari abusati sessualmente – formalmente, però, per aggirare la legislazione italiana, i magistrati ideologicamente schierati intestavano gli affidi a persone che nel Forteto vivevano, non alla struttura, incuranti e complici di quello che avveniva nella comune-lager che sarebbe stata l’orgoglio del marchese De Sade.
 
E secondo la commissione d’inchiesta che se ne occupa, il programma della comune finanziata dalla Regione Toscana era caratterizzato – fino al Dicembre 2011 – da «pratiche abusanti, l’abuso risulta essere la prassi», con «uomini e donne che vivono divisi: dormono, mangiano, lavorano separati anche se sposati» e «i rapporti eterosessuali chiaramente osteggiati» e «l’omosessualità non solo permessa ma incentivata, percorso obbligato verso quella che Fiesoli definiva “liberazione dalla materialità”». Sembra il programma del Pd.
L’obiettivo principale della setta finanziata dalla regione pare fosse “la distruzione della normalità”, e l’approdo ad una società distopica della confuzione sessuale. Basta leggere le testimonianze che raccontano gli abusi di Fiesoli sui ragazzini anche disabili e i rapporti sessuali imposti fra madri affidatarie e ragazzine a loro affidate e poi le stesse femmine adolescenti obbligate ad avere fra loro rapporti omosessuali, e affiancarle a un altro libro sul Forteto uscito sempre per il Mulino.
C’è anche la negazione dei rapporti di sangue, a favore di non-legami artificiosi – una sorte di Ius Soli familiare – con la vicenda della madre che allontana il figlio naturale nato quando lei era già in comunità, dal vero padre e il riconoscimento della paternità da parte del figlio di Fiesoli («Ho regalato mio figlio a una persona che non era suo padre»),
 
Racconti agghiaccianti – E ora ci sono le testimonianze a raccontare un «contesto scandito da lavoro, scuola, abusi, paura. Giorno dopo giorno i ragazzi vengono plagiati», con tanto di “confessioni” pubbliche di pensieri ritenuti sconvenienti, oltretutto rieducati a disprezzare i genitori biologici – e quelli affidatari in realtà lo erano solo formalmente. Il tutto all’interno di un ambiente in cui «qualunque comportamento, qualunque gesto, tutto viene ricondotto al sesso, alle fantasie sessuali», con i «minori che spesso divenivano o continuavano a essere prede». E ciò «col consenso non solo collettivo, ma anche dei genitori affidatari». Di più: si racconta di «abusi sessuali sui ragazzi da parte dei genitori affidatari, siano essi uomini o donne, e di un atteggiamento compiacente nei confronti delle “strane” attenzioni del Fiesoli su ragazzi». Ed erano proprio i genitori affidatari a introdurre gli adolescenti nella stanza del Profeta, e se preso dall’imbarazzo il ragazzino veniva rimproverato, «…ma lasciati andare! Rodolfo fa così con tutti, è normale, ti leva questa materialità!».
 
Anche dopo la condanna del 1985: è del 1999 il primo libro sul Forteto edito dalle prestigiose edizioni del Mulino, “Universo simbolico, ethos, areté e regole di relazione nel mondo del Forteto». E la rivista letteraria “Testimonianza” a pubblicare nel 2001 l’articolo “Le libere donne del Forteto”. E nel 2003 il secondo libro del Mulino, “La strada stretta. Storia del Forteto”.
 
MA CHI ERANO I PROTETTORI? Nel febbraio 2010 il gruppo Pd al Senato presentava il libro dello stesso Fiesoli, «Una scuola per l’integrazione». E viste le attuali idee bersaniane dell’ora di omosessualità a scuola, non è da escludere che sia proprio il Fiesoli l’ideologo morale di questa iniziativa e il prossimo ministro dell’istruzione dopo averlo “amnistiato”. E chi organizzò quell’evento? La senatrice Vittoria Franco, quella tanto preoccupata per il “non fenomeno” del “femminicidio”.
E – parole della commissione d’inchiesta – dal Forteto sono passati Piero Fassino, Susanna Camusso, Rosi Bindi, Livia Turco, Antonio Di Pietro (che andò a parlare di pedofilia), Tina Anselmi, e poi giudici minorili, avvocati, medici. E la Carovana della Pace guidata da Alex Zanotelli – l’amico degli immigrati – che andò in visita nella struttura definendola il luogo dove «più famiglie alla luce del Vangelo vivono controcorrente». Si, forse il Vangelo secondo Zanotelli.
Ora la Regione Toscana si costituirà parte civile nel processo contro il “mostro democratico”, ma è tardi, dovevano pensarci trent’anni fa. O almeno, un paio d’anni fa.
E il presidente di Legacoop Toscana, a cui il Forteto è associata, si preoccupa dei suoi affari e del suo business, puntualizzando che «è giusto fare luce sui reati, ma bisogna difendere l’azienda agricola».
Naturalmente tutti gli amici del Fiesoli e della sua setta vorrebbero che questa storia fosse dimenticata, faremo in modo che se ne parli.
 
Il Forteto è solo in nuce quello molti vorrebbero divenisse un “esperimento globale”: omosessualità come norma. E la normalità degradata a ribellione.