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Iansa, nella religione afro-brasiliana denominata candomblé è la divinità dei venti e delle tempeste.

 

Religione Yoruba: comprende i credi religiosi e le pratiche del popolo Yoruba sud-orientale in Nigeria e in adiacenti parti del Benin e Togo una regione conosciuta come Nazione degli Yoruba.

Lista degli Orixas della nazione Ketu: Exù, Ogum, Oxóssi, Xangô, Obaluaiê, Oxumaré, Ossaim, Oxum, Iemanjá, Nanã, Oxalá, Iansã, Ibeji, Oyá, Logunedê, Obá, Irocô.

Gli Orixa. Questi sono delle divinità che possiedono una propria personalità e ciascuno di loro è associato ad un fenomeno naturale specifico e a certi colori. Nei loro miti vengono raccontati una grande quantità di insegnamenti mistici connessi all'elemento naturale caratteristico del particolare Orixa, Ciascuno degli elementi della natura ha delle sotto-categorie (es: acqua, c'è l'acqua dolce ed acqua salata). L'Orixa, detto anche santo, per il passato processo sincretistico con i santi cattolici, si impossessa del credente e si serve di lui come strumento per comunicare con i mortali. Tra gli adepti al Candomblé è diffusissima la credenza secondo la quale ogni persona possiede una divinità protettrice chiamata orixà de cabeça o Orixa de frente, che fa assumere involontariamente al suo protetto, filhos o filhas, tutte le sue caratteristiche, positive e negative. Gli Orixa ascoltano le richieste, danno consigli, concedono la grazia, danno la cura alle malattie e consolano nel momento del bisogno. Il mondo celeste non è distante, né superiore e il credente può conversare direttamente con la divinità e chiederne i benefici. In totale, il Candomblé rende omaggio ad un centinaio di divinità; tuttavia solo una dozzina di esse sono onorate nella maggior parte dei terreiros di grandi città come Salvador da Bahia o Rio de Janero, Ciascun Orixa ha una propria personalità, e un proprio sistema cultuale, che può cambiare non solo da nazione a nazione ma anche da terreiro a terreiro anche se esiste una linea di domini e particolarità riconosciute e note a tutti.

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Quetzalcoatl dal Codex Laudè l'equivalente di Iansa.

Ehecatl_Quetzalcoatl _Cihuatan__circular.jpghttp://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=1420944&

Tempio d'Ehecatl/Quetzalcoatl a Cihuatan, mitologia azteca.

Ehécatl nella mitologia azteca è il veicolo della sorveglianza, vedere  Ehécatl (veicolo).

Imagen de Quetzalcoatl-Ehécatl en el Códice Borgia.

In lingua náhuatl, ehēcatl significa semplicemente il vento. Nella mitologia azteca e per altre culture mesoamericane, Ehécatl è il dio del vento. Abitualmente lo s'interpreta come una delle manifestazioni di  Quetzalcóatl, il serpente piumato assumente il nome di Ehécatl-Quetzalcoatl che appare nel respiro degli esseri viventi e nelle brezze che portano le nuvole di pioggia per le colture. E' uno degli dei principali della creazione ed eroe culturale della mitologia sulla creazione del mondo.

Clip - O VENTO DE IANSÃ http://www.umbandatenerife.es/iansa.htm

 

Clip - Acarajé de Iansã Video 3

 

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La Datura è una pianta usata nel culto degli orixa per interrogare gli spiriti degli elementi naturali e gli antenati.

Vata (lo spirito del vento).

Vata composto da spazio (akasha) e aria (vayu), è il principio del movimento, legato a tutto ciò che è movimento nel corpo (sistema nervoso, respirazione, circolazione sanguigna.).

Approfondimenti

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Churna-ayurveda: nella medicina ayurvedica spezie, erbe aromatiche, semi e fiori sono molto importanti; in particolare le spezie sono considerate dotate di particolari proprietà.

Acaraje

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L'acarajé è un piatto rituale nella religione afro-brasiliana denominata candomblé: è il cibo rituale dell'orixá Iansã, divinità dei venti e delle tempeste. La sua origine è legata al mito della relazione tra la divinità Xangô e le sue due spose Oxum e Iansã. Il cibo divenne così un'offerta propiziatoria a questi orixás. Nonostante sia venduto nelle strade in un contesto "profano", l'acarajé viene ancora considerato, dalle baiane adepte del candomblé, un cibo sacro agli dei. Per questo motivo, la sua ricetta, benché non sia segreta, non può essere modificata, e può essere preparata solo dal "clero" del candomblé, i cosiddetti filhos-de-santo. L'acarajé è preparato con un fagiolo chiamato feijão-fradinho, che è pestato su una pietra in pezzi grandi e posto a bagnomaria affinché la buccia si stacchi. Una volta sbucciato, viene tritato per raggiungere una consistenza finissima. Si aggiungono quindi cipolla tritata e un po' di sale. Una volta fritta, la pasta acquista consistenza ed è generalmente riempita o accompagnata da peperoncino, gamberi, vatapá, caruru, insalata. Il suo uso è principalmente nella regione del Nord-Est del Brasile, in particolare nello stato di Bahia, dove è costume friggerlo e imbottirlo per strada, e mangiarlo quindi sul posto. Il segreto per un acarajé di pasta morbida è il tempo dedicato alla battitura della pasta. Questa raggiunge la consitenza ideale quando assume la consistenza di una spuma. Per la frittura si usa un padellone con olio di dendê molto caldo o, in alternativa, un olio vegetale dolce. Il primo acarajé viene sempre offerto all'orixá Exu, la prima divinità nella gerarchia del candomblé. A seguire gli altri acarajé vengono offerti agli altri orixá. Forme particolari hanno gli acarajé offerti a Iansã, della grandezza di un piatto da tavola, è rotondo e ornato da nove gamberi affumicati e circondato da nove piccoli acarajé (simboli dei nove pianeti); e a Xangô, di forma ovale come la tartaruga, il suo animale preferito, circondato da sei o dodici piccoli acarajé. Preparazione: Frullate per qualche attimo i fagioli in modo da spezzarli senza sminuzzarli troppo. Metteteli in una ciotola e copriteli con abbondante acqua fredda. Lasciateli a bagno per 24 ore. Trascorso questo tempo, immergete le mani nella ciotola e smuoveteli, quindi eliminate con una schiumarola le bucce venute in superficie. Scolate i fagioli e frullateli di nuovo fino a ottenere una crema. Unite la cipolla, anch’essa frullata e il coriandolo sminuzzato. Salate e mescolate bene il tutto. Scaldate 2 tazze d’olio di palma o di oliva in una padella a fuoco moderato. Prelevate la crema a cucchiaiate e fatela cadere nell’olio caldo aiutandovi, per staccarla, con un altro cucchiaio. Friggete 6 o 7 acarajé per volta. Quando sono croccanti da una parte, girateli e friggeteli dall’altro lato. Deponeteli su un foglio di carta assorbente e proseguite nello stesso modo fino a quando avrete esaurito l’impasto. Servite gli acarajé caldi o tiepidi. Sono buoni così, ma potete anche aprirli un poco nel mezzo e insaporirli con qualche goccia di tabasco o peperoncino con l’aggiunta d'insalate.

Tipo: Antipasto
Persone: 4
Ingrediente principale: Fagioli Secchi
Tempi: 30 minuti (più 24 ore di ammollo per i fagioli)
Ingredienti: 200 G Fagioli Secchi  - 1 Cipolla - Alcuni Rametti Coriandolo Fresco (o Menta) - Sale - Olio d’oliva. http://saporiesaperi.xoom.it/virgiliowizard/acaraje

Clip - Veja como é feito o acarajé
 
Ulteriori approfondimenti
 
Culto alle sirene: dedicado à Mãe do santo, de Sítio do Conde
 
 
 

 

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