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Roshan Kumari

A differenza della danza classica in culture occidentali tendente a sfuggire alla legge della gravità, quella indiana e orientale la intesse come per onorare il suolo terreno piedestallo dell'umanità.

Poiché secondo gli insegnamenti arcaici contenuti nella Dottrina Segreta e rivelata da H.P. Blavatsky nel 1888, dapprima eravamo creature acquatiche, poi acquisimmo le ali e infine abitammo la superficie.

Non soltanto la danza si compone di gesti espressivi e terapeutici (Mudrā) ma agisce metafisicamente collegando il danzatore a quel che esiste cosmicamente allacciandosi al tutto.

Lorella Binaghi

 

Le sette danze classiche indiane

http://guide.supereva.it/cultura_indiana/interventi/2006/01/240676.shtml

Ancora oggi la danza indiana mantiene viva la caratteristica di essere una forma di espressione spirituale che le deriva dallo stretto legame con il rito e la spiritualità.

Narra la leggenda che Brahma creò il quinto Veda, Natya Shastra, l’arte della danza, distillando l’essenza degli altri quattro Veda e poi la donò al re Bharata e ai suoi cento figli e discepoli, che la trasmisero agli uomini.
Ancora oggi tutta la danza indiana mantiene viva la caratteristica di essere una forma di espressione spirituale che le deriva dallo stretto legame con il rito e la filosofia e, pur nelle numerose varianti regionali, si ispira alla forma più antica, Bharata Natyam.
Una interessante forma d’arte, antichissima eppure sopravvissuta fino a oggi quasi immutata, che affonda le sue radici nello Yoga, utilizzandone la filosofia e la disciplina.
Infatti nel training di una danzatrice di Bharata Natyam si possono individuare le classiche posizioni dello Hatha-Yoga.
Tra l’altro i racconti illustrati nelle coreografie classiche, ripercorrono e attraversano figure leggendarie e spirituali della mitologia hindu, insegnando al popolo gli alti valori della più raffinata filosofia, in un modo chiaro e semplice, utilizzando le Mudra…
Sette sono le danze classiche dell’India: Bharata Natyam (la più antica, 5000 anni circa) in Italia la più conosciuta perché viene insegnata nelle scuole abbastanza regolarmente, Kathak (nel quale affondano le origini del flamenco), Manipuri (con influenze folk locali), Odissi (sinuosa e sensuale che ha ispirato gli scultori dei templi), Kathakali (potente e mascolina: una danza dove anche il ruolo femminile era, in passato, impersonato solo da uomini), Mohini Attam (femminile e vicina al misticismo della madre terra: versione femminile del Kathakali), Kuchipudi (dove i danzatori eseguono la loro danza anche in equilibrio su dei piatti di metallo e a volte con una brocca piena d’acqua in equilibrio sulla testa e delle candele accese). 
Queste danze affondano le loro radici nei miti, nelle leggende, nei riti indiani, e raccontano imprese di eroi e di dei.

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Roshan Kumari In Jalsaghar, (kathak dancer), 1958

http://hesed.info/blog/roshan-kumari.abp

 

Roshan Kumari from Pere Mestre on Vimeo.

Roshan Kumari performs in Jalshaghar

http://www.youtube.com/watch?v=aPTdqjAP8Ww

 

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Kathak dance

Clip - Kathak Dance by mehfil

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Odissi dance

Clip - Incredible India-Odissi Classical Dance (HD)-Part 1-Mangalacharan by Sujata Mohapatra

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Bharatanatyam dance

Clip - Bharatanatyam Rajashree Warrier Telugu Marulu Minchera Balamurali Krishna Abhinaya

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Manipur dance

Clip - Manipuri dance by Bimbavati Devi Part 3, Invis Multimedia Vasant Ras DVD

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Mohiniyattam dance

Clip - Ananda Ganapathy, Mohiniyattam Performance, Sunanda Nair, Kerala

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Kuchipudi dance 

Clip - Rukmini Pravesam - Kuchipudi Dance Style

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 Kathakali dance

La danza Kathakali e il culto al cargo

http://www.cieliparalleli.com/Costume/il-culto-al-cargo.html

 

Clip - Indian Dance - Kathakali - From Kerala

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 Kathakali dance

Clip - Nalacharitham Day 2, Kathakali play

 

Ecco perché la danza rappresenta tutte le forme visibili di questo mondo e mira verso quelle invisibili allo sguardo ancora velato dell'umanità.

<<Sei un pesce?>>. No. <<Sei un uccello?>> No. <<Sei un uomo?>> No. <<Chi sei? chi ssei tu?>> Silenzio. <<Sei un Mulkrul? Sì. - Commenti tratti dal film L'ultima onda (The Last Wave) del 1977 diretto Peter Weir. 

(...).

 

 

 

 

 

 

 

 

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